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100esperte contro gli
stereotipi in economia

Foto: Unsplash/ Sam McGhee

Perché i media interpellano sempre gli uomini? Un database di esperte di economia e finanza per i giornalisti

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In Europa, dal punto di vista della carriera, sono gli uomini a occupare posizioni apicali con maggior frequenza e a percepire stipendi superiori. Infatti, solo un terzo dei manager è di genere femminile, con guadagni inferiori fino al 16% rispetto ai pari grado maschili e questo avviene nonostante il 33% delle europee abbia conseguito il diploma (contro il 29% degli uomini) e le attività culturali siano più diffuse tra le donne, che leggono nel 42% dei casi e partecipano a eventi intellettuali nel 30% dei casi contro rispettivamente il 31% e 27% degli uomini. Non si tratta solo di un problema sociale, difatti, posto che le donne conseguono durante gli studi risultati significativamente superiori agli uomini, la loro minore partecipazione lavorativa ha ripercussioni negative anche dal punto di vista economico, per il corrispondente mancato contributo allo sviluppo aziendale e imprenditoriale. In Italia, poi, il tasso di occupazione femminile rilevato dall’Istat è pari al 49%, in aumento rispetto al 2017, ma ancora lontano dalla soglia del 60% che, secondo le stime della Banca d’Italia, produrrebbe un incremento del PIL del 9%, ceteris paribus. 

Il divario retributivo, legato a fattori culturali, legali sociali ed economici, tra cui la maggiore prevalenza del part-time, il minor numero di ore di straordinario e le discontinuità nella carriera, esprime la portata della sostanziale disparità tra generi già nell’accesso al mercato del lavoro. Un esperimento sui tassi di risposta successivi all’invio di curricula mostra, in effetti, che i candidati di genere femminile vengono ricontattati con tassi inferiori (pari solo al 23% dei casi) e ciò conferma la letteratura esistente sul forte gap di genere italiano e che uno dei fattori responsabili del minore impiego è ascrivibile alla difficile conciliazione tra lavoro domestico e remunerato, posto che sono le donne a risultare penalizzate nella suddivisione dei carichi di cura.

Anche in ambito politico la tendenza esplicitata è presente ed è stata confermata proprio recentemente. Infatti, nel nuovo governo varato, tra i ministri, solo 5 sono donne (13 gli uomini), quando, in Spagna, nel governo Sanchez, si contano 11 donne a fronte di 6 uomini ed è stato rilevato come siano anche aspetti di questo tipo a spiegare perché l’Italia, per il Global gender gap index del World economic forum, si collochi al 117esimo posto su 144 paesi analizzati. 

Inoltre, è stato rilevato che le italiane partecipano meno allo sviluppo di innovazioni (solo il 17% con un potenziale pari al 50%). Visto che invece è appunto la capacità di innovare uno dei motori della crescita economica, evitare uno spreco di capitale creativo in questo senso è cruciale per l’Italia, ad esempio riducendo le disparità di genere nelle specializzazioni industriali nazionali, come l’ingegneria meccanica. Proprio rispetto alle scienze dure (STEM, Science, Tecnology, Engineering and Mathematics) è stato attivato dall’Osservatorio di Pavia, dall’associazione Gi.U.Li.A. e dalla Fondazione Bracco (con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea) un interessante progetto, 100esperte, (da poco oggetto di un ulteriore up-grade). 

L’iniziativa, partendo dall’evidenza che le donne sono raramente interpellate dai media in qualità di specialiste (solo nel 20% dei casi e risultando centrali solo nel 2%, secondo il rapporto del Global Media Monitoring Project), ha promosso, nel 2016, la creazione di una banca dati on-line con 100 nomi e curricula di scienziate e ricercatrici in ambito STEM, per supportare concretamente il lavoro delle redazioni e offrire una rappresentazione della realtà obiettiva e imparziale, fornendo alle future generazioni modelli di riferimento validi e correttamente orientanti. Nel 2018, poi, il database è stato arricchito da nominativi afferenti al settore dell’Economia e della Finanza.

Il recente volume 100donne contro gli stereotipi per l’economia, curato da Giovanna Pezzuoli e Luisella Seveso, per Egea, racconta, per voce delle stesse protagoniste, l’avventura di questo secondo focus del progetto, nonché la vita professionale e privata di tante economiste italiane proficuamente attive sia nel nostro paese che all’esterno. Tutto ciò mostra bene come l’auto-attivazione possa riuscire (con successo) a promuovere l’uguaglianza dei generi nella società e a schierarsi contro le persistenti discriminazioni nei confronti delle donne. A riguardo, visti i risultati positivi testimoniati, sono molti gli elementi di cui rallegrarsi, tra cui sapere che il numero delle esperte ingaggiate “è in continua crescita grazie alle segnalazioni che giungono dalle stesse scienziate ma anche da colleghi uomini, a dimostrazione che le competenze non hanno genere, si declinano tanto al femminile quanto al maschile” (p. 17).

Riferimenti

Anxo D., Mencarini L., Paihè A., Solaz A., Tanturri M. L., Flood L., 2011, Gender Differences in Time Use over the Life Course in France, Italy, Sweden, and the US, Feminist Economics, 17:3, 159-195

Busetta G., Campolo M. G., Panarello D., 2016, Stranieri e donne discriminati nell’accesso al mercato del lavoro in Italia, Neodemos, 22 luglio

Busetta G., Fiorillo F., 2016, Ugly Betty looks for a job. Will she ever find in Italy? 48th Scientific Meeting of the Italian Statistical Society

Campolo M. G., Di Pino A., 2012, An Empirical Analysis of Women’s Working Time, and an Estimation of Female Labour Supply in Italy, Statistica, vol. 72(2), pp. 173-193

Casarico A., Del Boca D., 2018, Poco rosa nel governo Conte, Lavoce.info, 12 giugno

Del Boca D., Profeta P., 2018, 8 marzo tutto l’anno, Lavoce.info, 8 marzo

Filippetti A., 2018, All’Italia manca l’innovazione al femminile, Lavoce.info, 15 giugno

Global Media Monitoring Project, 2015, Global Report

Istat, 2017, La vita delle donne e degli uomini in Europa. Un ritratto statistico, Roma

Pedemonte P., 2018, La disparità di genere in Italia nella partecipazione lavorativa e nelle pensioni, Neodemos, 14 settembre

Scrutinio V., 2016, Sulle persistenze delle differenze di genere nel mercato del lavoro in Italia, Neodemos, 22 aprile