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La Finlandia che punta
sul family friendly

Foto: Unsplash/ Caroline Hernandez

Per Tanja Lethoranta, consulente esperta di uno tra i più importanti sindacati finlandesi, c'è bisogno di un cambiamento culturale affinché la conciliazione tra vita e lavoro rappresenti un elemento di libertà e di crescita per tutti. L'abbiamo intervistata

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Tanja Lehtoranta è consulente esperta di ambiente di lavoro e parità sul lavoro presso Pro, organizzazione sindacale finlandese che promuove gli interessi di professionisti qualificati, esperti e personale dirigente sia nel settore privato che in quello pubblico, e rappresenta il più grande sindacato tra quelli della Confederazione finlandese dei professionisti (Sttk). Le abbiamo rivolto qualche domanda per capire meglio come funziona il modello di conciliazione tra vita e lavoro che leggi e misure dentro le aziende stanno contribuendo a definire.

Quali crede che siano le priorità politiche che un paese dovrebbe darsi se vuole raggiungere un equilibrio tra tempi di vita e di lavoro, e come questo equilibrio potrebbe trasformare le vite di uomini e donne?

La conciliazione vita lavoro ha un impatto positivo sia sulle vite delle donne che su quelle degli uomini. Va anche ricordato che queste politiche non devono essere indirizzate solo alle famiglie con bambini, ma che si applicano a tutte le fasi e le scelte di vita. La conciliazione di vita e lavoro dovrebbe essere sostenuta dalla legislazione, dalla contrattazione collettiva, dai sindacati, da linee guida sui luoghi di lavoro e infine da un cambiamento culturale. Costruire luoghi di lavoro family friendly è nell’interesse di tutti. Quando gli impiegati lavorano bene, anche la società funziona meglio. Le politiche di conciliazione accrescono l’accesso delle donne al mercato del lavoro aumentando le loro possibilità di fare carriera e di avere una giusta (e paritaria) retribuzione. C’è poi il diritto dei padri di esercitare la paternità attraverso i congedi. Un padre che ha la possibilità di passare più tempo con i propri figli li conosce meglio e ha con loro una relazione migliore. Il rapporto padre-figlio si costruisce da piccoli e quando ha radici solide può arrivare molto più lontano. Inoltre, riteniamo che sia un diritto dei bambini quello di avere un legame ugualmente forte con entrambi i genitori. I papà finlandesi usano i congedi meno degli altri papà del nord Europa. La Finlandia ha il più alto numero di padri che non prendono alcun congedo. Solo il 10% della spesa in congedi è destinata ai papà e il 25% non chiede alcun congedo, questo significa che pur avendo la possibilità di usare i congedi non lo fanno e che le donne sono quelle che rimangono a casa, come mostra il report ”State of Nordic Fathers” del 2019. Non lo fanno pur avendone il diritto perché i pregiudizi culturali sono molto forti. Dobbiamo cambiare la cultura tra le donne, gli uomini ma anche tra datori di lavoro e impiegati. Praticare e imparare facendo. 

Quali sono le politiche di conciliazione tra vita e lavoro migliori che avete attivato in Finlandia? E perché secondo lei hanno funzionato bene? 

Credo che il nostro maggiore successo è stato il diritto all’asilo nido a cui accedono tutti i bambini dal 1996. Qualche anno fa sono state introdotte alcune limitazioni che grazie al lavoro del sindacato verranno tolte a partire da agosto 2020: asili nido di qualità, accessibili a tutti garantiscono la possibilità di una piena partecipazione al mercato del lavoro per i genitori e specialmente per le madri. È importante anche la paternità: attualmente in Finlandia abbiamo congedi di 54 giorni lavorativi, e verranno estesi dalla riforma dei congedi in discussione. Lo spirito di questa riforma è quello di creare le condizioni per una divisione equa del lavoro di cura e dei congedi di genitorialità, abbattere le discriminazioni e promuovere l’uguaglianza nel mondo del lavoro e ridurre le differenze salariali tra i sessi. Nell’applicazione della riforma i genitori dovrebbero avere gli stessi mesi di congedo. Il congedo retribuito dei padri verrà esteso senza ridurre quello delle madri. In aggiunta la riforma dei congedi familiari dovrebbe includere un periodo aggiuntivo opzionale. Ci sono diversi studi che dimostrano come i padri siano più propensi a usare i congedi quando sono di paternità e non quando sono per la coppia genitoriale, se possono scegliere liberamente i padri scelgono di sottrarsi e le donne di prendere tutto il congedo.

Come ha funzionato finora il sistema dei congedi in Finlandia?

A oggi la maternità viene retribuita pienamente per 105 giorni lavorativi mentre il congedo di paternità per 54. 18 giorni possono essere utilizzati contemporaneamente da madri e padri. Il congedo di genitorialità (successivo a quello di maternità) è di 158 giorni lavorativi e i genitori possono decidere chi lo prende o se prenderne un po’ per uno, alternandosi. Il congedo genitoriale viene pagato al 70% dello stipendio. Nella maggioranza dei contratti collettivi è prevista una retribuzione al 100% per almeno una parte del congedo: di solito la paternità per i primi 7 giorni e la maternità per tre mesi. La legge vieta esplicitamente la discriminazione per gravidanza o per congedo, ciononostante è ancora piuttosto comune che la maternità abbia un impatto negativo specialmente per chi ha contratti a termine – come ha messo in luce la campagna realizzata dal dipartimento di pari opportunità, Ombudsman of Equality. La discriminazione si può effettivamente ridurre attraverso accordi per sostituzioni e buone pratiche di ritorno al lavoro. In molti degli accordi sindacali si promuovono piani per favorire forme di aggiornamento e comunicazione con l’impresa anche durante il periodo di maternità (ad esempio essere informate di cambiamenti importanti, di progetti nuovi per facilitare un ritorno al lavoro sereno). Chi si assenta per un congedo di genitorialità ha il diritto di ritornare alle proprie mansioni, se questo non è possibile si ha comunque diritto a tornare a mansioni simili. Chi sostituisce per maternità non può rimpiazzare chi sta rientrando da un congedo parentale. Lavoro flessibile, banca delle ore, possibilità di lavoro part-time sono alcune delle misure che possono sostenere i genitori nella conciliazione vita lavoro. Per quanto riguarda i congedi per malattia dei bambini, la legge finlandese prevede fino a quattro giorni consecutivi di congedo retribuito. Uno spazio di lavoro family friendly significa considerare le diverse situazioni e diversi momenti della vita come parte dell’organizzazione del lavoro, per questo i dirigenti hanno un ruolo fondamentale. Sviluppare la dimensione family friendly è un modo di sostenere la capacità lavorativa e il benessere al lavoro, l’uguaglianza e una buona leadership.