Articolopari opportunità - lavoro

La legge e il divario di genere,
a che punto siamo?

Le donne, il lavoro e il diritto. Nel Rapporto della Banca mondiale, l'analisi di leggi, regolamenti e istituzioni che discriminano l'accesso delle donne al mercato del lavoro in 141 paesi. Con una buona notizia: il Kenya

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Lo scorso settembre Banca Mondiale ed IFC (International Finance Corporation) hanno pubblicato il secondo rapporto su "Le donne, il lavoro e la legge" (Women Business and the Law 2012). Il rapporto, che analizza leggi, regolamenti ed isitituzioni in 141 paesi, evidenzia l’esistenza di differenze a livello giuridico tra uomini e donne tali da influenzare la possibilità o la volontà delle donne di partecipare al mercato del lavoro come lavoratrici dipendenti o imprenditrici.

Women Business and the Law rileva che, se da un lato in 36 paesi su 141 le differenze giuridiche fra uomini e donne sono state ridotte grazie all’adozione di recenti riforme, dall’altro in 103 paesi esistono ancora differenze giuridiche in almeno una delle sei aree chiave del rapporto: accesso alle istituzioni, utilizzo della proprietà, accesso al mercato del lavoro, incentivi al lavoro, accesso al credito, accesso a tribunali e giustizia.

Le donne rappresentano il 49,6% della popolazione globale, ma solo il 40,8% sono impiegate nel settore formale. Il divario tra uomini e donne per quel che concerne la partecipazione alla vita economica risulta piu evidente se si considera il tasso di attivita di uomini e donne o i dati relativi alla imprenditoria femminile. A livello globale, solo il 57% delle donne tra i 15 e i 64 anni partecipa al mercato del  lavoro rispetto all'83% degli uomini. Mentre solo il 22% delle imprese formali e' guidato da una una donna manager (i dati sono presi da una suvery che viene fatta a livello globale dalla Banca Mondiale www.enterprisesurveys.org). Gli osservatori Enterprise Survey Doing Business mettono in luce le difficoltà che imprese ed imprenditori devono affrontare nell’espandere le loro imprese e creare posti di lavoro. Se per gli uomini la difficoltà è nella crescita, per le donne imprenditrici e lavoratrici gli ostacoli iniziano prima, ovvero per entrare e rimanere con successo, nel mercato del lavoro. La persistenza di differenze sensibili  nella partecipazione di uomini e donne alla sfera pubblica è evidenziata anche dal Gender Gap Report del World Economic Forum, dove si registra la quasi scomparsa delle differenze di genere nell'accesso all'educazione e alla salute. Ma il divario di genere(1) per quel che concerne la partecipazione alla vita economica e la partecipazione alla vita politica rimane ancora, rispettivamente al 41% e 72% (2). Dove il divario nella partecipazione alla vita economica si misura contemplando tre diversi dati: il divario di partecipazione, quello salariale e quello di crescita economica.  Mentre quello politico misura il divario tra uomini e donne nelle alte sfere decisionali (ministri e parlamento) inoltre di include la percentuale di donne che hanno ricoperto l'incarico di primo ministro o presidente negli ultimi cinquant'anni. 

 

L’esistenza di differenze giuridiche fra uomini e le donne può spiegare, in parte, il persistere del divario nella partecipazione delle donne alla vita economica. A tale proposito, Women Business and the Law 2012 mostra come le economie con una maggiore differenziazione giuridica tra uomini e donne siano caratterizzate, in media, da una più bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro formale sia in termini assoluti sia relativamente alla presenza degli uomini nel mercato del lavoro.

Il rapporto analizza aspetti legali quali la possibilità per una donna di firmare contratti, di viaggiare all'estero senza il consenso di terze persone, di gestire proprietà, di interagire con le autorità pubbliche e il settore privato. L’analisi di tali aspetti mostra come in tutti i paesi le donne sposate siano oggetto di maggiori restrizioni legali rispetto alle donne non sposate. In 23 paesi le donne sposate non possono legalmente scegliere dove vivere, e in 29 non possono essere legalmente riconosciute come capo famiglia.

La discriminazione giuridica tra uomini e donne è presente in tutte le regioni del mondo, benche l’entità di tale discriminazione vari nelle diverse regioni considerate. In media, nei paesi con un reddito più alto le differenze presenti sono inferiori rispetto ai paesi a medio e basso reddito. Tuttavia, la presenza di distinzioni giuridiche tra uomini e donne non scompare del tutto nel paesi ad alto reddito: in 17 paesi ad alto reddito sui 39 analizzati persistono forme di discriminazione. Le regioni dove sono presenti le maggiori differenze giuridiche tra uomini e donne sono il Medio Oriente e il nord Africa, seguite dall'Asia meridionale e dall'Africa Sub-Sahariana. 

 

I maggiori progressi verso la parità giuridica tra uomini e donne si registrano in America Latina e Caraibi, ed in Europa e Asia centrale. E il Kenya, lodevole eccezione africana, che negli ultimi anni ha introdotto una serie di riforme che hanno ridotto il divario giuridico tra uomini e donne. Tra le rifome introdotte si distaccano le misure relative all’accesso alle istituzioni, all’utilizzo della proprietà, e all’accesso a tribunali e giustizia. Inoltre, la nuova costituzione, promulgata nell’agosto del 2010, ha riconosciuto alle donne la possibilità di donare la propria nazionalità ai figli ed ha esteso a tutti i cittadini il diritto di avere un passaporto o altro documento di identità ed il diritto di circolazione nazionale e internazionale.

Oltre all’analisi dei principali risultati dello studio, il rapporto Women Business and the Law 2012 fornisce informazioni dettagliate per ciascun paese considerato. Lo scopo principale è quello di fornire uno strumento valido per ulteriori analisi sul legame tra discriminazione giuridica e partecipazione delle donne alla sfera pubblica.

Maggiori informazioni sulle disposizioni legislative nazionali si può consultare la Gender Law Library. L’intero rapporto puo essere scaricato dal sito http://wbl.worldbank.org/.

 


 (1) Il divario e’ calcolato sulla base del Global Gender Gap Index 2010


 (2) "It shows that the 134 countries covered in the Report, representing over 90% of the world’s population, have closed almost 96% of the gap on health outcomes between women and men and almost 93% of  the gap on educational attainment. However, the gap between women and men on economic participation and political empowerment remains wide: only 59% of the economic outcomes gap and only 18% of the political outcomes gap has been closed"