Articololavoro - retribuzioni

La qualità del lavoro
in una prospettiva di genere

Foto Flickr/Ed Yourdon

Un’indagine condotta dall’Isfol rivela che le donne sono più penalizzate in termini di reddito, stabilità e possibilità di decidere in autonomia. Per gli uomini, invece, gli svantaggi arrivano da orari, minore possibilità di socializzare e condizioni fisiche più dure

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Nel corso della lunga fase recessiva il rischio di perdere il lavoro è aumentato considerevolmente e la ricerca di un'occupazione è divenuta un'attività spesso frustrante, specialmente per i giovani. Ma al di là delle difficoltà che la crisi ha portato nel mercato del lavoro, è utile comprendere come si articolano in Italia il profilo e le caratteristiche del lavoro e quali differenze si riscontrano fra uomini e donne rispetto alle mansioni, alla sicurezza, al controllo del lavoro, tutti aspetti questi che rientrano nella definizione di qualità del lavoro (1).

Usando i dati della terza indagine Isfol sulla qualità del lavoro (2), guardiamo in ottica di genere agli aspetti che contribuiscono a determinare un lavoro di qualità: la dimensione economica (che misura i redditi, la stabilità economica e la sicurezza del lavoro svolto), la dimensione ergonomica (che fa riferimento ai bisogni relativi alla qualità fisica dell’ambiente di lavoro, nonché ai bisogni ergonomici di tipo psicologico), la dimensione della complessità (che corrisponde alle esigenze di creatività, di impegno nel problem-solving e di sviluppo delle competenze); la dimensione dell’autonomia (che corrisponde al bisogno di stabilire con una certa libertà le condizioni del proprio lavoro, di determinare autonomamente la propria condotta lavorativa e le regole da seguire per svolgere le attività assegnate a un dato livello decisionale); la dimensione del controllo (che si riferisce al bisogno di controllare le condizioni generali del proprio lavoro, come, ad esempio, l’oggetto della produzione, la sua destinazione, l’organizzazione, le attività da assegnare al proprio e agli altri centri decisionali).
Le cinque dimensioni della qualità del lavoro sono misurate tramite la sintesi di una serie di informazioni ricavate dall’indagine Isfol (3).

Da un primo sguardo alle distribuzioni delle dimensioni con una prospettiva di genere (Fig. 1) si osservano situazioni dissimili in termini di qualità del lavoro solo per alcune dimensioni: la componente femminile appare svantaggiata in ambito economico mentre gli uomini risentono di una più bassa qualità del lavoro in termini ergonomici.

Fig. 1: Distribuzione di frequenza delle dimensioni della qualità del lavoro per generDimensione qualità del lavoro

Fonte: elaborazioni sulla Terza Indagine Isfol-QDL


Un’analisi più approfondita delle dimensioni (4) conferma per le donne uno svantaggio nella dimensione economica - principalmente nei redditi e nella stabilità occupazionale - ma anche nella dimensione dell'autonomia, con una minore possibilità per le donne di determinare l'intensità e le modalità con le quali realizzare il proprio lavoro (Fig. 2). Al contrario, per la componente maschile si riscontra, confermando le evidenze emerse nell’analisi descrittiva, uno svantaggio nella dimensione ergonomica. Il divario in termini ergonomici è probabilmente legato alla maggior incidenza degli uomini nei lavori manuali e nei settori in cui l’esposizione a rischi per la salute è più elevata. Questo risultato sembra anche motivato da una concentrazione di genere negli orari di lavoro disagiati, che interessano più frequentemente la componente maschile dell’occupazione (Curtarelli e Tagliavia, 2011), sulla quale le questioni legate alla conciliazione tra lavoro e vita familiare hanno un peso minore. Le donne sembrano quindi, più degli uomini, relegate nello svolgimento di lavori con contratti precari che spesso generano retribuzioni ridotte, instabilità economica e job insecurity e impiegate in lavori dove la discrezionalità in termini di autonomia è più bassa. Gli uomini, al contrario, svolgono lavori caratterizzati da più bassa qualità in termini fisici e psicofisici e che permettono sia un minor grado di socializzazione sul luogo di lavoro sia una più bassa possibilità di conciliazione.

Fig. 2: Impatto di genere sulla qualità del lavoro secondo le cinque dimensioni (I valori del grafico riportano il peso relativo delle donne rispetto agli uomini nel determinare il livello in termini di qualità del lavoro in ciascuna dimensione) (5)

 

Peso della qualità del lavoroFonte: elaborazioni sulla Terza Indagine Isfol-QDL

Una lettura complessiva suggerisce dunque la presenza di una serie di vincoli nei meccanismi che determinano le scelte della componente femminile dell’occupazione e che agiscono su aspetti diversi della qualità del lavoro. Le modalità contrattuali scelte, o spesso subite, più frequentemente dalle donne per raggiungere un migliore work-life balance risultano associate a un livello maggiore di qualità nella dimensione ergonomica a cui corrisponde tuttavia una forte penalizzazione in termini  economici e di autonomia. Una simile dinamica rischia di avere costi elevati, dal momento che è destinata a produrre un deterioramento della qualità del lavoro nel lungo periodo, in particolare se, come si avverte durante la fase recessiva, la componente femminile rischia ancora di più di restare invischiata in lavori con orari ridotti che non consentono un coinvolgimento nel lavoro pieno e gratificante.

 

NOTE

(1) In particolare si fa riferimento alla concettualizzazione introdotta da Luciano Gallino (1983) e Michele La Rosa (1983) per la quale la qualità del lavoro si riferisce alla pluralità degli aspetti del lavoro che fanno riferimento ai bisogni della persona, fondandosi sul principio dell’adeguamento del lavoro alla persona  (e non viceversa) e considerando la complessità dell’esperienza lavorativa, non limitata alle sole condizioni fisiche di lavoro
(2) L'indagine è stata condotta nel 2010 su un campione di cinquemila lavoratori, rappresentativo della popolazione occupata in Italia. Cfr. Gualtieri (2013), Addabbo et al. (2013).
(3) Il valore che assume ciascuna dimensione varia da 0 a 100 (dove 100 è il massimo livello raggiungibile). Cfr. Centra et al., 2012a, 2012b.  
(4) Si fa riferimento in particolare al lavoro svolto da Addabbo et al. (2013) che tramite modelli di regressione lineare ha esaminato le caratteristiche demografiche, individuali e del lavoro che determinano i differenti livelli di qualità del lavoro. Le analisi multivariate hanno quindi consentito di controllare altre caratteristiche individuali e di contesto isolando l'impatto di genere rispetto alle singole dimensioni della qualità del lavoro.
(5) L’impatto misurato si riferisce alla stima del parametro “Donna” ottenuta nei modelli di regressione lineare sulle cinque dimensioni della qualità del lavoro. Le variabili inserite nel modello oltre al genere sono: area geografica di residenza; titolo di studio; esperienza professionale (in anni escluso l’attuale lavoro); esperienza (in anni) nell’attuale lavoro; tipo di contratto; orario di lavoro; gruppo professionale; settore di attività economica; forma giuridica dell’impresa. L’effetto del genere sulle dimensioni del controllo e della complessità non risulta statisticamente significativo.

 Bibliografia

Working Paper Series N. 17, October 2013, http://merlino.unimo.it/campusone/web_dep/wpdemb/0017.pdf

Centra M., Curtarelli M., Gualtieri V. (2012a), La qualità del lavoro in Italia: evidenza empirica dalla Terza Indagine Isfol-QDL, in Gallie D., Gosetti G., M. La Rosa (a cura di), Qualità del lavoro e qualità della vita lavorativa. Cosa è cambiato e cosa sta cambiando, Rivista di sociologia del lavoro, fascicolo 127, IV -2012, F. Angeli, Milano.

Centra M., Curtarelli M., Gualtieri V. (2012b), From theory to practice: a methodological proposal for operationalising and summarizing the concept of quality of work, 46th scientific meeting of the italian statistical society, Sapienza University of Rome, 20-22 June 2012, http://meetings.sis-statistica.org/index.php/sm/sm2012/paper/viewFile/19...

Curtarelli M., Tagliavia C. (a cura di) (2011), La buona occupazione. I risultati dell’indagine Isfol sulla qualità del lavoro in Italia, I libri del Fondo Sociale Europeo n. 157, Isfol editore.

Gallino L. (1983), Informatica e qualità del lavoro, Einaudi, Torino.

Gualtieri V. (a cura di) (2013), Le dimensioni della qualità del lavoro. I risultati della III indagine Isfol sulla Qualità del Lavoro, I libri del Fondo Sociale Europeo n. 183, Isfol editore, http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&IDS=19730

La Rosa M. (1983), Qualità della vita, qualità del lavoro, F. Angeli, Milano. 


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