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Le nuove città
prendono quota

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Per la prima volta nella storia l'Europa propone due donne alla guida di Banca Centrale e Commissione europea, un risultato importante quanto necessario per chiedersi cosa cambierà davvero

Politiche di pari opportunità, parità di genere e protezione sociale sono le sfide che il nuovo Parlamento europeo avrà il compito di affrontare nei prossimi mesi. Ne parliamo con Ruth Paserman, che ha seguito da vicino l’iter del Pilastro sociale europeo

In Italia le donne scelgono più spesso di studiare materie sociali e umanistiche all'università. E anche se sono di più a biologia, matematica e statistica, le informatiche e le fisiche sono ancora troppo poche. Ecco perché è importante un'inversione di rotta nelle politiche educative

SPECIALE EUROPA. Cosa ha significato l'Unione europea per i diritti delle donne: dal Trattato di Roma all'ultima direttiva sulla conciliazione, ripercorriamo il tragitto che ci ha portate fin qui per definire l'Europa che vogliamo

C'è qualcosa di nuovo in città. Cambiati i sindaci, insediati i consigli, formate le giunte, siamo in grado di fare un primo bilancio sulla distribuzione di genere ai vertici dei principali comuni nei quali si è votato nel maggio scorso: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste e Cagliari. E il bilancio è positivo: le donne prendono quota, finalmente. Tuttavia, se nelle nuove giunte delle sei città la percentuale di donne raggiunge il 44%, la percentuale di consigliere comunali (ossia delle elette) continua ad essere sostanzialmente bassa, inferiore al 20 percento.

 

 

Nota: Nel conteggio delle nuove giunte sono compresi i sindaci

Fonte: Openparlamento

 

Bologna è la città più amica delle donne, con il 32,43% di donne elette, mentre Napoli detiene il numero più basso di rappresentanti femminili, con solo 5 donne su un totale di 49 consiglieri comunali.

La situazione è ben diversa se si prendono in considerazione le giunte comunali. Come annunciato in campagna elettorale, scherzando sulle quote, il neo sindaco Massimo Zedda ha mantenuto la promessa: la nuova giunta comunale di Cagliari ha “almeno il 40% di uomini”. E infatti nella nuova giunta le donne sono in maggioranza: le nuove assessore sono il 55%. A Milano, escludendo il sindaco Pisapia, vi sono, oltre al vicesindaco, 5 assessore mentre gli assessori sono 6. Stesso discorso per Bologna dove il numero di assessorati è equamente distribuito tra uomini e donne (anche qui, un vicesindaco donna, l'economista Silvia Giannini), mentre a Torino il numero di uomini è leggermente superiore a quello di donne. Napoli non tiene il passo: nonostante le promesse di De Magistris, la percentuale di donne nella nuova giunta si attesta intorno al 23%.

I grafici che seguono mostrano invece, per le stesse sei città, i confronti con la situazione precedente (si veda anche il precedente articolo sui comuni al voto). La presenza femminile nei consigli comunali, che come s'è visto nella media è ancora deludente, è tuttavia quasi ovunque in aumento: a Bologna è cresciuta di 10 punti percentuali, e anche Napoli, Milano e Trieste mostrano segni più nelle variazioni, mentre a Torino si registra una riduzione del 2 percento. Promosse anche le giunte comunali, dove in tutte le città si sono registrate variazioni positive, in particolare a Trieste e Milano con un aumento della presenza femminile che supera il 30 percento.

 

 

Note: I sindaci sono compresi nel conteggio. Cagliari: dati non disponibili.

Fonte: Openparlamento

 

Non resta che augurarsi che l'intenzione politica manifestata dai nuovi sindaci nella scelta della “squadra” sia adesso portata avanti con coerenza, anche nei programmi concreti delle cose da fare in città. E che a livello locale si riesca a fare prima e meglio che a livello nazionale. Tra pochi giorni va in discussione nell'aula della camera il ddl sulle quote di genere nei cda delle società quotate: ci auguriamo che diventi legge senza annacquamenti, ma prima ancora che questo succeda, e dei tempi lunghi della sua attuazione, le giunte del cambiamento potrebbero mettere in pratica quelle intenzioni. Inserendo donne competenti e motivate nei cda delle società municipalizzate, man mano che si procede ai loro rinnovi.