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Il mercato è più inclusivo negli
stati delle nozze arcobaleno

Foto: Unsplash/ rawpixel

La maggior parte dei paesi occidentali ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso dal 2001 ad oggi. Una nuova ricerca negli Stati Uniti rileva come la riforma abbia sostenuto coppie gay e lesbiche nel mercato del lavoro

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La definizione di famiglia è cambiata ripetutamente e sostanzialmente negli ultimi decenni. Passate riforme in ambito di diritto familiare, come l’approvazione del divorzio unilaterale, hanno fortemente influenzato i rapporti di potere all’interno delle coppie e il tasso di partecipazione delle donne al mercato del lavoro. In contemporanea, l’attivismo della comunità LGBT negli Stati Uniti ha portato a notevoli successi negli ultimi due decenni, a partire dall’approvazione del matrimonio egualitario in Massachusetts nel 2004 e culminati con la decisione nel 2015 da parte della Corte Costituzionale di legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso su tutto il territorio federale. 

Una recente ricerca ha cominciato a investigare quali siano stati gli effetti di tali riforme sulle coppie omosessuali. In particolare, tale studio ha esaminato i cambiamenti sul mercato del lavoro per le coppie omosessuali e ha cercato di determinare se questi miglioramenti sono stati trainati da modifiche nelle attitudini e nelle norme sociali tra la popolazione americana. L’analisi empirica ha sfruttato la frammentazione nel processo legislativo americano: l’introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso negli Stati Uniti è stato un processo graduale, stimolato spesso da decisioni a livello statale anziché federale. È perciò possibile comparare il comportamento sul mercato del lavoro delle coppie omosessuali nei vari stati federati che compongono gli Stati Uniti d’America prima e dopo il passaggio di tali riforme.

Sulla base di questi confronti, lo studio conclude che c'è stato un aumento nella probabilità sia di trovare un lavoro che di lavorare a tempo pieno per entrambi i conviventi in coppie gay e lesbiche a seguito dell’introduzione del matrimonio egualitario. È anche possibile osservare un aumento nei livelli salariali, specialmente tra le coppie di uomini. Inoltre, si nota come i maggiori benefici si siano concentrati tra le coppie generalmente considerate più vulnerabili, come ad esempio coppie gay afro-americane, o coppie lesbiche senza laurea o che si trovano in stati più conservatori.

Vi sono diverse ipotesi che potrebbero spiegare tali risultati, ma alcune di queste teorie non sono supportate dai dati. Ad esempio, non c’è nessuna evidenza che vi sia stato un aumento sostanziale dei flussi migratori verso quegli stati – come il Massachusetts e il Vermont – che hanno modificato per primi le leggi sul matrimonio. È anche possibile escludere l’idea che tali miglioramenti siano cominciati prima del passaggio di queste riforme. È invece alquanto inattesa la constatazione che non vi sia stato un aumento nel numero di figli né nelle coppie gay che in quelle lesbiche. Infine, anche se alcuni commentatori avevano in passato messo in guardia contro possibili effetti negativi per le famiglie “tradizionali”, questo studio non trova alcun impatto sui livelli occupazioni delle coppie eterosessuali.

I benefici riscontrati nel mercato del lavoro non sembrano essere concentrati solo tra le coppie sposate dello stesso sesso: i dati suggeriscono miglioramenti occupazionali anche tra le coppie conviventi ma non sposate. Inoltre, si evidenzia un possibile impatto positivo anche per le coppie dello stesso sesso che decidono di non dichiarare in maniera veritiera il loro orientamento sessuale e mantengono nascosta la loro relazione affettiva. In aggiunta a questo, l’analisi sottolinea come gli effetti per le coppie gay e lesbiche siano simili anche quando si analizzano altre recenti riforme rivolte alla comunità LGBT: vi è stato un aumento della probabilità di trovare lavoro anche a seguito di altri segnali positivi come l’introduzione di leggi contro la discriminazione determinate dall’orientamento sessuale o la legalizzazione delle unioni civili, mentre tale probabilità è diminuita negli stati che hanno inserito divieti sul matrimonio egualitario nei loro statuti o costituzioni. Analogamente, i dati sulle ricerche online indicano come ci sia stato un netto calo nell’uso su Google di termini omofobi dopo la legalizzazione del matrimonio egualitario.

Tali risultati supportano l’ipotesi che l’introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso abbia portato a una riduzione della discriminazione, incrementando perciò sia la domanda che l’offerta di lavoratori omosessuali. Precedenti studi hanno anche documentato un legame tra matrimonio egualitario, attitudini personali e norme sociali sia negli Stati Uniti, che in Europa. In linea con questo meccanismo, si osserva anche un aumento nella proporzione di lavoratori omosessuali impiegati in occupazioni a prevalente presenza maschile, quindi in settori storicamente meno tolleranti.

In conclusione, questo studio fornisce una giustificazione in termini economici all’estensione dei diritti civili e umani per le persone omosessuali, con particolare attenzione ai benefici derivati dall’introduzione del matrimonio egualitario. Anche se non sono ancora disponibili analisi nel contesto italiano dopo il passaggio della legge sulle unioni civili nel 2016, è importante notare che la maggior parte delle persone assegni un determinato valore emotivo e simbolico al matrimonio che è invece assente in altre forme amministrative di riconoscimento delle coppie omosessuali. Vi è quindi il rischio che l’introduzione delle unioni civili non ottenga gli stessi risultati in quanto queste potrebbero essere viste come un atto volto a rimarcare una condizione da cittadini di serie B, un atto quindi di “violenza simbolica”.

Tornando agli Stati Uniti, anche se stime precise sulla dimensione della popolazione omosessuale sono difficili da ottenere, un recente sondaggio ha stimato che il 7,5% delle nuove generazioni si identifica come non-eterosessuale. Perciò, la comunità LGBT rappresenta una porzione notevole della popolazione americana. In maniera analoga all’aumento della forza lavoro femminile nei decenni passati, la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso ha portato a una maggiore integrazione delle coppie omosessuali nel mercato del lavoro, producendo quindi potenziali effetti positivi in termini sia di crescita economica che di occupazione.