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Serve un pink new deal
per uscire dalla crisi

Foto: Unsplash/ Jessica Podraza

Il commento

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In Italia il valore del lavoro di cura svolto dalle famiglie gratuitamente supera i 50 miliardi di euro. La maggior parte di questo lavoro viene svolto ancora dalle donne che, tra attività retribuite e non, lavorano più degli uomini ma guadagnano meno

In Germania da anni le ministre della famiglia portano avanti proposte per facilitare il lavoro delle donne e aumentare l'offerta di assistenza all'infanzia, ma solo di recente queste proposte hanno trovato una forma politica concreta

In Europa l'età media in cui le donne diventano nonne è di 51 anni, e sono soprattutto le nonne a prendersi cura dei nipoti sostenendo così l'occupazione delle figlie ma mettendo a repentaglio la propria

Il cambiamento portato dalla digitalizzazione del lavoro non è neutro rispetto al genere e ha un impatto diverso per uomini e donne, soprattutto quando al centro della riorganizzazione ci sono spazi nuovi, di cui è importante capire rischi e opportunità

In questo momento così particolare per l'Europa è necessario concentrarsi sull'individuazione di strumenti utili per raggiungere una reale parità di genere nella vita pubblica. Che fare? Agire solo sul mercato del lavoro e sulle sue regole? Attuare forme di tassazione specifiche? O mettere in discussione l'intera divisione del lavoro di cura a casa e fuori? Che doveri hanno i governi centrali e locali, cosa devono fare le imprese e i sindacati?
 

Dalle risposte potrebbe emergere un nuovo modello di politica economicail cosiddetto "pink new deal", per richiamare l'uscita rooseveltiana dalla più grande recessione della storia, quella del 1929. Introdurre una prospettiva di genere nelle misure di ripresa potrebbe aiutarci a uscire, presto o tardi, dalla crisi attuale. In breve:

I governi e i parlamenti nazionali dovrebbero riconoscere pienamente la portata delle politiche fiscali per accrescere la partecipazione della forza lavoro femminile:

  • Sostituire la tassazione del reddito familiare con la tassazione dei redditi individuali.
  • Utilizzare crediti d'imposta o benefici per i lavoratori a basso reddito per stimolare la partecipazione della forza lavoro, anche tra le donne.

Il Parlamento europeo dovrebbe sollecitare tutti i soggetti istituzionali a rimuovere le distorsioni nel mercato del lavoro e a creare le condizioni per l'attuazione di misure che contribuiscano a intensificare la domanda di lavoro femminile:

  • Aumentare la consapevolezza del diritto alla parità di trattamento.
  • Responsabilizzare gli organismi nazionali per la parità. 

La Commissione europea dovrebbe riconsiderare la formulazione di indicatori di parità di genere per monitorare l'impatto sociale della crisi:

  • Collaborare con l'Istituto europeo per la parità di genere (EIGE) per migliorare la quantità e la qualità dei dati disaggregati per genere.
  • Monitorare (con l'EIGE) l'area 'donne ed economia' della piattaforma d'azione di Pechino.
  • Includere i risultati nei rapporti annuali.

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