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Serve un pink new deal
per uscire dalla crisi

Foto: Unsplash/ Jessica Podraza

Il commento

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Nei paesi europei, il lavoro di cura familiare rappresenta ancora per le migranti l'ostacolo principale all'apprendimento della lingua e il maggior incentivo all'inattività. I dati appena diffusi dall'Agenzia europea per i diritti fondamentali

Nella crociata contro gli studi di genere, le associazioni di matrice cattolica e i neoconservatori hanno spesso portato il 'paradosso norvegese' a sostegno dei loro argomenti. Ma si tratta di un equivoco, nato da un caso di cattiva informazione

Donne e lavoro: cos'è cambiato dall’Ottocento a oggi. Ne parliamo con Alessandra Pescarolo, autrice del libro Il lavoro delle donne nell’Italia contemporanea (Viella, 2019) che ripercorre gli snodi fondamentali di una storia ancora tutta da scrivere

I tempi sono maturi, le banche centrali hanno bisogno di più donne ai vertici, non è solo una questione di quote. Serve un cambio di mentalità

In questo momento così particolare per l'Europa è necessario concentrarsi sull'individuazione di strumenti utili per raggiungere una reale parità di genere nella vita pubblica. Che fare? Agire solo sul mercato del lavoro e sulle sue regole? Attuare forme di tassazione specifiche? O mettere in discussione l'intera divisione del lavoro di cura a casa e fuori? Che doveri hanno i governi centrali e locali, cosa devono fare le imprese e i sindacati?
 

Dalle risposte potrebbe emergere un nuovo modello di politica economicail cosiddetto "pink new deal", per richiamare l'uscita rooseveltiana dalla più grande recessione della storia, quella del 1929. Introdurre una prospettiva di genere nelle misure di ripresa potrebbe aiutarci a uscire, presto o tardi, dalla crisi attuale. In breve:

I governi e i parlamenti nazionali dovrebbero riconoscere pienamente la portata delle politiche fiscali per accrescere la partecipazione della forza lavoro femminile:

  • Sostituire la tassazione del reddito familiare con la tassazione dei redditi individuali.
  • Utilizzare crediti d'imposta o benefici per i lavoratori a basso reddito per stimolare la partecipazione della forza lavoro, anche tra le donne.

Il Parlamento europeo dovrebbe sollecitare tutti i soggetti istituzionali a rimuovere le distorsioni nel mercato del lavoro e a creare le condizioni per l'attuazione di misure che contribuiscano a intensificare la domanda di lavoro femminile:

  • Aumentare la consapevolezza del diritto alla parità di trattamento.
  • Responsabilizzare gli organismi nazionali per la parità. 

La Commissione europea dovrebbe riconsiderare la formulazione di indicatori di parità di genere per monitorare l'impatto sociale della crisi:

  • Collaborare con l'Istituto europeo per la parità di genere (EIGE) per migliorare la quantità e la qualità dei dati disaggregati per genere.
  • Monitorare (con l'EIGE) l'area 'donne ed economia' della piattaforma d'azione di Pechino.
  • Includere i risultati nei rapporti annuali.

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