Articolocrisi economica - diritti - lavoro - pari opportunità

Serve un pink new deal
per uscire dalla crisi

Foto: Unsplash/ Jessica Podraza

Il commento

Articoli correlati

Esiste una questione femminile in letteratura, per cui le autrici rimangono magnifiche comprimarie del panorama letterario? Lo abbiamo chiesto a Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice femminista

Diminuisce la popolazione, aumentano gli anziani e le politiche lasciano indietro le donne. Quello che ci preoccupa del nostro futuro demografico 

Salari bassi e progressioni tutt'altro che certe compromettono le decisioni lavorative delle occupate e rendono le carriere delle donne più impervie. Cosa dicono i dati

Il sistema universitario è tutt'altro che immune alle disparità di genere nelle carriere. I dati raccontano cosa succede nelle direzioni dei dipartimenti e perché solo tre donne sono a capo di un ateneo

In questo momento così particolare per l'Europa è necessario concentrarsi sull'individuazione di strumenti utili per raggiungere una reale parità di genere nella vita pubblica. Che fare? Agire solo sul mercato del lavoro e sulle sue regole? Attuare forme di tassazione specifiche? O mettere in discussione l'intera divisione del lavoro di cura a casa e fuori? Che doveri hanno i governi centrali e locali, cosa devono fare le imprese e i sindacati?
 

Dalle risposte potrebbe emergere un nuovo modello di politica economicail cosiddetto "pink new deal", per richiamare l'uscita rooseveltiana dalla più grande recessione della storia, quella del 1929. Introdurre una prospettiva di genere nelle misure di ripresa potrebbe aiutarci a uscire, presto o tardi, dalla crisi attuale. In breve:

I governi e i parlamenti nazionali dovrebbero riconoscere pienamente la portata delle politiche fiscali per accrescere la partecipazione della forza lavoro femminile:

  • Sostituire la tassazione del reddito familiare con la tassazione dei redditi individuali.
  • Utilizzare crediti d'imposta o benefici per i lavoratori a basso reddito per stimolare la partecipazione della forza lavoro, anche tra le donne.

Il Parlamento europeo dovrebbe sollecitare tutti i soggetti istituzionali a rimuovere le distorsioni nel mercato del lavoro e a creare le condizioni per l'attuazione di misure che contribuiscano a intensificare la domanda di lavoro femminile:

  • Aumentare la consapevolezza del diritto alla parità di trattamento.
  • Responsabilizzare gli organismi nazionali per la parità. 

La Commissione europea dovrebbe riconsiderare la formulazione di indicatori di parità di genere per monitorare l'impatto sociale della crisi:

  • Collaborare con l'Istituto europeo per la parità di genere (EIGE) per migliorare la quantità e la qualità dei dati disaggregati per genere.
  • Monitorare (con l'EIGE) l'area 'donne ed economia' della piattaforma d'azione di Pechino.
  • Includere i risultati nei rapporti annuali.

Leggi l'analisi completa in inglese