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Turchia. Le donne
e la svolta delle ultime elezioni

foto Flickr/Phil Norton

Con un cambiamento radicale nella composizione del parlamento, le ultime elezioni in Turchia aprono a una stagione politica nuova. Le attiviste femministe e LGBT hanno avuto un ruolo fondamentale in questa svolta

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Le recenti elezioni del 7 giugno hanno inaugurato una nuova stagione politica in Turchia. Il partito conservatore di matrice islamica al governo negli ultimi tredici anni ha perso il 10% dei voti passando dal 49,95% al 40,87%, perdendo così la maggioranza assoluta. La prima conseguenza è che ora per governare deve fare una coalizione.

Tabella 1: 2011-2015 Risultati comparativi delle elezioni 

*I dati qui riportati per l’HDP nelle elezioni del 2011 si riferiscono ai parlamentari eletti come deputati indipendenti, ma anche i membri del Partito della Pace e della Democrazia (BDP), che è l'antecedente di HDP. Fonte 2011: il consiglio superiore per le elezioni 2015: Cihan News Agency

Oltre all'Akp sono tre i partiti che formeranno il nuovo parlamento: il partito progressista storicamente all'opposizione Partito Repubblicano Chp che rimane piuttosto stabile con il 25% dei voti e tre seggi persi, mentre i due partiti rimanenti hanno invece visto crescere il numero di elettori ed elettrici. Il Partito del Movimento Nazionalista Mhp vede un incremento del 3% e 27 seggi in più e il Partito Democrazia Popolare Hdp arriva al 13,12% conquistando 80 seggi. Una delle grandi novità è l'ingresso di un partito pro-curdo in parlamento: finora l'alta soglia di sbarramento del sistema elettorale turco l'aveva impedito. Invece questa volta, l'Hdp, nato per queste elezioni dall'unione del partito pro-curdo e piccoli gruppi di sinistra, è riuscito a varcare la soglia. 

Per comprendere meglio lo spostamento di voti tra i partiti è utile andare a vedere i cambiamenti avvenuti nelle principali città turche. 

Tabella 2: 2015 Elezioni nazionali distribuzione dei seggi nella regione del Sud-Est 

*I dati qui riportati per l’HDP nelle elezioni del 2011 si riferiscono ai parlamentari eletti come deputati indipendenti, ma anche i membri del Partito della Pace e della Democrazia (BDP), che è l'antecedente di HDP. Fonte 2011: il consiglio superiore per le elezioni 2015: Cihan News Agency

L'Akp ha avuto il crollo più significativo nel sud-est del paese, una zona ad alta densità di popolazione curda, dove finora i voti si dividevano a metà, mentre nelle ultime elezioni l'ago della bilancia si è spostato nettamente a favore del partito pro-curdo che ha conquistato 23 seggi in più. 

Le grandi città sono un altro punto di osservazione interessante per capire i cambiamenti in atto, ecco cosa è successo nelle quattro città più grandi che da sole  rappresentano il 35% dei voti totali, circa 16,6 milioni di votanti.[1]

Tabella 3: 2015 Elezioni nazionali turche: la distribuzione di voti e seggi tra le quattro principali città turche.

**I dati qui riportati per l’HDP nelle elezioni del 2011 si riferiscono ai parlamentari eletti come deputati indipendenti, ma anche i membri del Partito della Pace e della Democrazia (BDP), che è l'antecedente di HDP. Fonte 2011: il consiglio superiore per le elezioni 2015:  Cihan News Agency

La tabella mostra come nelle quattro principali aree metropolitane l'Akp abbia perso il 10% dei suoi voti.  Nelle stesse aree l'Hdp ha guadagnato l'8% di voti in più. L'Mhp ha aumentato i suoi voti del 2-3%, mentre il Chp non ha subito flessioni nè in positivo nè in negativo.   

Se la nuova composizione del parlamento fornisce una migliore rappresentazione delle diverse ideologie dei cittadini e delle cittadine turche rispetto al passato, per quanto riguarda invece la percentuale di donne elette il cambiamento non è significativo registrando solo un piccolo aumento del 2% e passando dal 14% al 18% dei parlamentari. L'Associazione di promozione delle donne candidate KA.DER l'ha detto chiaramente all'indomani delle elezioni con i numeri alla mano: "Se ci sono 453 uomini e 97 donne in parlamento, nessuno può parlare di uguaglianza".

Tabella 4: Donne elette in parlamento 

Fonte: L'Associazione di promozione delle donne candidate KA.DER

In questo piccolo aumento l'Hdp ha avuto un ruolo fondamentale: infatti il 40% dei suoi eletti ossia 32 parlamentari su 80, sono donne. Anche se la tabella mostra come la strada per la parità in politica sia ancora lunga, possiamo però parlare di alcuni risultati positivi raggiunti. Delle 97 elette, 20 portano il velo. Il velo ha giocato un ruolo significativo nella vita politica turca contemporanea, rappresentando le tensioni tra religiosi e laici. Il velo è stato vietato nelle istituzioni pubbliche (scuole, parlamento, uffici pubblici) dal 1980 e quando una donna velata riusciva a ottenere un livello di istruzione superiore e cercava di accedere a posti di rilievo venivano sollevati moltissimi problemi. E' stato questo il caso di Merve Kavakci che portava il velo e quando venne eletta nel 1999 non potè esercitare le sue funzioni e si dimise sotto le pressioni dei laici.[2] Nel 2013 il divieto del velo è stato revocato, quindi queste elezioni sono state le prime in cui non c'è nessuna barriera ufficiale per la partecipazione alla vita politica delle donne velate e oggi sono presenti in partiti seduti ai lati opposti del parlamento.

Alcune delle nuove elette rappresentano e lottano contro una molteplicità di discriminazioni. Saher Akcinar Bayar, per esempio, è una donna di trentatre anni, madre di un figlio di quattro, sociologa e attivista eletta in parlamento con l'Hdp che rivendica le sue identità di donna, curda e religiosa, rompendo gli schemi e rendendo le appartenenze identitarie meno rigide di quanto non lo fossero in passato.  Inoltre, non è indifferente l'elezione di due donne disabili una nell'Akp e una nel Chp.  

Un'altra conquista di queste elezioni è il numero di nuovi parlamentari, principalmente dell'Hdp e del Chp che sostengono apertamente i diritti LGBT. l'Associazione per le politiche sociali, identità di genere, orientamento sessuale SPoD ha chiesto ai candidati e le candidate di firmare un documento programmatico di impegno a favore dei diritti LGBT raccogliendo trenta adesioni pre-elettorali. Dopo le elezioni il parlamentare e attivista del movimento LGBT Cihan Erdal ha dichiarato che "il movimento LGBT potrà contare sul sostegno di 80 parlamentari”.

L'appoggio all'Hdp dei gruppi femministi e LGBT è legato alla percezione fortemente negativa delle politiche su genere e sessualità messe in campo negli ultimi dieci anni. Non ultima la recente sentenza della corte suprema turca che consente il matrimonio religioso anche senza un contratto civile. Le attiviste femministe chiedono che il matrimonio religioso sia vincolato a quello civile per proteggere le bambine dai matrimoni precoci e forzati e per proteggere le donne dai matrimoni forzati e da pratiche sociali maschiliste che ledono i loro diritti.  I gruppi femministi criticano questa sentenza perché potrebbe portare a un aumento dei matrimoni poligami, dei matrimoni forzati, dei matrimoni a pagamento e della violazione dei diritti delle donne in relazione al matrimonio.

Dato questo stato delle cose, le attiviste femministe, che si stanno impegnando per far diventare la parità di genere un tema socialmente rilevante, si sono prodigate a favore dell' Hdp credendo alle loro premesse democratiche. Lo stesso hanno fatto i movimenti LGBT spinti dal bisogno di contrastare la crescente omofobia e i discorsi di incitamento all'odio che sono stati al centro della campagna elettorale e sono degenerati a mano a mano che le elezioni si sono fatte più vicine, come per esempio quando il 28 maggio ad Ankara Erdogan ha dichiarato "Noi non avremo mai candatidato un gay" riferendosi a Baris Sulu, candidato dell'Hdp, il primo in Turchia apertamente gay.

Non sono state solo le femministe e i movimenti LGBT a lavorare sodo e collettivamente per queste elezioni. Le donne di tutti i partiti politici sono state attive sia nelle manifestazioni che dietro le quinte della politica nelle sezioni, associazioni e network di donne. A Bursa, una delle grandi città in cui queste elezioni hanno portato un cambiamento significativo, erano moltissime le donne che distribuivano volantini elettorali ai passanti, che esponevano le proprie idee in maniera forte e chiara negli incontri di donne, che organizzavano eventi come picnic e cene per guadagnare sostegno o convincere le indecise. 

Nell'ultima decade il dibattito su genere e sessualità è stato molto controverso. Da una parte è diventata più forte la retorica conservatrice, omofoba e patriarcale -  la maternità come un dovere sacrosanto delle donne, la famiglia eterosessuale come lo spazio primario per uomini e donne, la negazione delle identità LGBT - e questo si riflette nelle pratiche giuridiche e istituzionali. Dall'altra parte, in questa stessa decade, abbiamo assistito all'intensificarsi della nascita e delle attività di gruppi che, pur partendo da posizionamenti politici diversi, chiedono parità di genere, libertà e diritti sessuali. 

Queste ultime elezioni riflettono questa contrastata lotta politica.

NOTE

[1] http://www.ysk.gov.tr/ysk/content/conn/YSKUCM/path/Contribution%20Folders/HaberDosya/2015MV-GeciciSecimSonuclari.pdf

[2] Cindoglu D. and Zenzirci G. (2008) “The Headscarf in Turkey in the Public and State Spheres”, Middle Eastern Studies, 44 (5), pp. 791-806. 

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