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India, donne al
tempio di Sabarimala

Foto: Unsplash/ Christopher Brown

In Kerala 5 milioni di donne hanno formato un muro umano lungo 650 chilometri per protestare contro il divieto di accesso al tempio di Sabarimala. Il 2 gennaio due di loro sono finalmente entrate potendo offrire le loro preghiere ad Ayyappan

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Tempo fa, la mia amica Aitareya e il suo compagno di viaggio Pranjal sono partiti da Delhi per gli stati del sud dell'India[1] – un percorso che includeva l’Andhra Pradesh, il Karnataka, il Kerala, il Telangana e il Tamil Nadu. L’itinerario li entusiasmava, in particolar modo il passaggio in Kerala, conosciuto come il “paese di Dio”. I due si sono fermati in vari santuari, tra cui lo Sree Padmanabhaswamy, l’Ettumanoor Mahadeva e lo Sri Guruvayurappan, nonché in diversi templi situati nella città di Suchindram, e hanno programmato di concludere il viaggio con la visita al tempio di Sabarimala Sree Dharmasastha, meglio conosciuto come Sabarimala. Costruito 800 anni fa sulla sommità di una collina, il santuario si trova a Sabarimala, nella Riserva naturale della Tigre all’interno del Parco nazionale di Periyar (Distretto di Pathanamthitta, Kerala, India). Tuttavia, sono venuti presto a sapere che non avrebbero potuto accedere insieme al tempio: solo agli uomini, di qualsiasi età, e alle donne non in età fertile – quindi alle bambine sotto i 10 anni d’età e alle donne con più di 50 anni – infatti, era consentito entrare. Il divieto ha fatto crescere la curiosità dei due riguardo al tempio. “Perché non posso entrare? Mezzo secolo fa abbiamo avuto Indira Gandhi a capo dell’esecutivo, recentemente il ministero della difesa è stato guidato da una donna e diverse posizioni apicali a livello governativo e all’interno di grandi aziende e altri enti sono state ricoperte da donne. Nonostante ciò, non posso entrare nel santuario” si è chiesta Aitareya. Questa considerazione l'ha portata a riflettere attentamente, fino a giungere alla conclusione che non si trattava semplicemente di un divieto d’accesso a un luogo di culto, la questione riguardava piuttosto le differenze tra diversi gruppi di persone.

Fede e credenze religiose. Secondo le credenze e la mitologia del luogo, Ayyappan, la divinità di Sabarimala, era un brahmachari, essendo restato fedele al voto di castità per tutta la vita, proprio come il dio Hanuman del Ramayana, l'antico poema epico del subcontinente indiano e dei paesi del sudest asiatico. Ayyappan introdusse la regola secondo cui solo agli uomini e alle donne non in età fertile fosse permesso prendere parte ai pellegrinaggi. La popolazione locale ha spiegato ai due pellegrini che la tradizione è nata molti secoli fa: è proprio in seguito all’introduzione di questo divieto che Ayyappan è volato dal palazzo di Pandalam fino a Sabarimala; la sua santità deve pertanto essere rispettata. Pranjal, l'uomo, ha obiettato che il desiderio sessuale non dipende dall’età ma è una questione di preferenze e scelte individuali. “Conosco molte persone la cui vita sessuale diventa più attiva dopo i 50 anni” ha detto. Ma non ha ricevuto risposta: gli è stato semplicemente detto che era una questione di fede. “Sì, concordo” ha detto Aitareya “ma il concetto di fede cambia nel tempo. Penso sia arrivato il momento di cambiare le regole consentendo a tutte le donne di entrare nel tempio di Sabarimala.”

Pari opportunità. Un tempo erano necessari 41 giorni per visitare il santuario, ci si addentrava nella Riserva naturale della Tigre, all’interno del Parco nazionale di Periyar, per più di 10 chilometri e il sentiero era fiancheggiato da foreste piene di animali pericolosi e di altre creature, un’esperienza molto rischiosa per chi vi si avventurava. Non era insomma un’esperienza facile, nonostante alle bambine e alle donne più anziane fosse consentita. Ad ogni modo, ora che i tempi sono cambiati, le strade e i sentieri versano in condizioni migliori, e l’incolumità fisica delle persone è garantita. Durante il suo pellegrinaggio, Aitareya ha notato per esempio come la durata dell'itinerario si sia ridotta considerevolmente grazie al miglioramento della rete viaria. Inoltre, il Consiglio socio-religioso del Kerala ha predisposto un ampio numero di strutture e servizi, come i rifugi, i punti ristoro e l’assistenza medica, che hanno reso i pellegrinaggi più facili. Di conseguenza, la visita può essere svolta in tre o quattro giorni; in molti casi, basta anche in un giorno solo. Pertanto, alle donne dovrebbe essere consentito visitare il santuario.

La Corte Suprema dell’India in una pronuncia del 28 settembre 2018 ha affermato che impedire a una qualsiasi persona di visitare il santuario sulla base della sua età o del suo genere costituisce una violazione della libertà religiosa sancita all’articolo 25 della Costituzione indiana. Inoltre, stando all'articolo 14 sul diritto alla parità, le donne non possono vedersi negato l’accesso a un luogo sulla base di fattori biologici. A partire dal momento in cui la sentenza è stata resa pubblica, le donne hanno cercato di entrare nel tempio di Sabarimala incontrando forti opposizioni da parte della popolazione locale e di altre persone che spesso ne hanno minacciato l'incolumità.

Le proteste sono ancora oggi in corso in tutta l'India, e in particolare in Kerala dove 5 milioni di donne hanno dato vita a un muro umano lungo 650 km – denominato “i valori della rinascita” – a sostegno della pronuncia della Corte Suprema. L’iniziativa, che rappresenta una delle più grandi manifestazioni mai organizzate, incontra il favore del governo di sinistra del Kerala, e coinvolge donne provenienti da tutto lo stato, le quali hanno manifestato in diversi luoghi, autostrade incluse, contro la discriminazione perpetrata nel tempio di Sabarimala per secoli. La manifestazione è stata preceduta da numerosi episodi di protesta. "Non ci arrenderemo e lotteremo per il diritto all’uguaglianza" hanno dichiarato le manifestanti.

Dopo una battaglia durata tre mesi, il 2 gennaio 2019 due donne sono finalmente entrate nel santuario e hanno offerto le loro preghiere ad Ayyappan. Tuttavia, subito dopo, il tempio è stato chiuso e purificato dal tantri (il sommo sacerdote a capo del tempio) e da alcuni suoi collaboratori: un’azione, questa, che scoraggia e vilipende le donne e che trova fondamento in una mentalità feudale e retrograda propria di un segmento della società indiana. Questo, nonostante il Kerala sia nei fatti uno stato progressista: l’indice di sviluppo umano è molto elevato (0,784), il tasso di alfabetizzazione delle donne è pari al 92%, il divario di alfabetizzazione tra uomini e donne è molto ridotto (4%), il rapporto donne/uomini è molto alto in riferimento a tutte le fasce d’età (1.084 donne per 1.000 uomini) e l’emancipazione delle donne è molto diffusa.[2] 

Il dibattito politico sull’accesso delle donne al santuario. Il diritto delle donne di accedere al tempio di Sabarimala è stato oggetto di ampi dibattiti a livello politico, e molti partiti hanno espresso le proprie opinioni al riguardo: tra questi, il Partito del popolo indiano (BJP), il Congresso nazionale indiano (conosciuto con l’acronimo “INC” o semplicemente come “Congresso”) e il Partito comunista d’India (marxista), meglio conosciuto con l’acronimo “CPI (M)”. La maggior parte dei partiti politici, inclusi quelli appena menzionati, hanno dapprima accolto favorevolmente la pronuncia della Corte Suprema. Ma la ragione di questa mossa è stata di natura elettorale: i partiti erano a caccia di voti tra la popolazione femminile in vista delle prossime elezioni. Tuttavia, in un secondo momento, il BJP e il Congresso hanno ritrattato le proprie affermazioni: a detta di uno dei più importanti leader del Congresso, la pronuncia della Corte Suprema sarebbe un'azione "intraprendente non necessaria", mentre il BJP la ritiene "un attacco alle tradizioni indù, le quali invece devono essere rispettate". Entrambi i partiti hanno giustificato la loro nuova posizione facendo riferimento all’opinione pubblica, ma alla base della loro argomentazione c’è ancora una volta una motivazione di carattere puramente politico. Da parte sua, il CPI (M) – tanto a livello nazionale quanto a livello locale – ha sempre appoggiato la pronuncia della Corte Suprema e, in qualità di partito di governo in Kerala, sta cercando in tutti i modi di darle attuazione.

Gli aspetti economici del complesso del tempio di Sabarimala. Le entrate annuali del Consiglio socio-religioso del Kerala ammontano a più di 10 miliardi di rupie. Circa un quinto dei proventi viene generato dal tempio di Sabarimala, poco al di sotto dei 4 miliardi di rupie che entrano ogni anno nelle casse del tempio di Sri Guruvayurappan.[3] È opportuno rimarcare come quest’ultimo non attui alcuna politica discriminatoria nei confronti delle donne. Gli introiti provengono dalle donazioni, dal Prasadam e da altri rituali praticati dalle folle di fedeli. Da questo punto di vista, se alle donne in età fertile venisse data la possibilità di visitare il tempio di Sabarimala, le entrate annuali aumenterebbero in maniera significativa. Ciò andrebbe a beneficio anche di altri templi situati in Kerala che possono contare attualmente su un ammontare limitato di risorse; in tal modo, si darebbe loro la possibilità di restaurare gli edifici e di costruire nuove strutture e impianti moderni. Ciò porterebbe a una crescita del flusso di pellegrini e pellegrine in visita, nonché dell’intero settore turistico, con effetti positivi anche in termini di crescita per l’intero Kerala. Sembra quanto mai importante in un periodo in cui l’economia del Kerala è in fase di rallentamento a seguito della flessione del flusso delle rimesse provenienti dai Paesi del Golfo, dovuta – tra le altre ragioni – a una situazione di instabilità. Inoltre, il Kerala è stato colpito di recente da una grande alluvione, la quale ha danneggiato e distrutto terreni, raccolti e derrate alimentari per un totale di 1 miliardo di dollari, oltre ad aver mietuto molte vittime.

Al termine del loro viaggio Aitareya Chaudhary e Pranjal Anand non avevano dubbi: consentire alle donne di entrare nel tempio di Sabarimala implicherebbe una serie di cambiamenti positivi a livello sociale. Inoltre, un passo così importante rispecchierebbe l’approccio progressista del Kerala nei confronti dei diritti delle donne e, di conseguenza, le donne vedrebbero tutelati i propri diritti. Dal canto loro, sarebbe bene che i partiti trovassero argomenti più convincenti durante la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni. L’economia del Kerala farà rapidi progressi grazie alla crescita dei flussi turistici e, considerando che il Kerala è stato sempre all’avanguardia su diversi fronti e ha sempre ottenuto risultati positivi per quanto riguarda gli indicatori di sviluppo umano, adottare una prospettiva di genere, piuttosto che focalizzarsi sull’opinione di alcuni segmenti della società, sembra l'unico modo per considerare il cambiamento. 

Entrare in un tempio di preghiera dovrebbe dipendere da scelte individuali e non essere influenzato da dogmi sociali e necessità elettorali. “Il culto e la spiritualità sono un viaggio molto personale che merita il massimo rispetto” hanno concluso Aitareya e Pranjal dopo essere tornati.

Note

[1] Si tratta di due personaggi inventati dall'autrice, la storia raccontata è basata su fatti realmente accaduti e sull’interazione che l’autrice ha avuto con persone provenienti da diverse parti dell’India – dal Kerala al Tamil Nadu, al Karnataka – dopo la pubblicazione della pronuncia della Corte Suprema del 2018. Le opinioni espresse nel testo riflettono il punto di vista dell’autrice e possono non corrispondere alla posizione ufficiale dell’ente a cui è affiliata.

[2] Economic Review 2017, Governo del Kerala

[3] Times of India, 4 settembre 2012. Si noti che queste cifre risalgono a sei anni fa e che i proventi dei templi sono nel frattempo cresciuti sensibilmente.

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