Donne e tasse, tutto in famiglia?

Ok agli aiuti per le famiglie, ma quali e come? Nell'articolo Donne e fisco: perché il quoziente è perdente abbiamo analizzato e criticato un sistema che penalizza e disincentiva il lavoro femminile, e proposto una strada alternativa. Attirandoci alcune critiche: la parità è un lusso che non si addice a tempi di crisi, dice qualcuno. Non è il sistema fiscale che avvicina o allontana le donne dal lavoro retribuito, dicono altri. Rilanciamo il dibattito, segnalando anche le proposte del Forum famiglie - di cui parla l'articolo di Ruggero Paladini - e del Nens. Dite la vostra!





Commenti
Le soluzioni al problema famiglie italiane.
In Italia esiste una logica di eliminazione dei nuclei familiari. La Famiglia è come una società che produce come le PMI, vanno avanti a stento e non sono sostenute come si dovrebbe. Una storia vecchia di 20 anni. nessun Governo ha realizzato un serio programma per un futuro certo in Italia. Le agende di programma di ciascun Governo di maggioranza e opposizione hanno realizzato percorsi certi incentivanti al mantenimento e sostegno di nuovi nuclei familiari, basta guardare che siamo arrivati al penultimo posto delle nascite nel nostro paese, rispetto ad altri. Mancanza di cultura, o incapacità. Io direi la prima. Se solo ci fosse il risveglio della ragione ed il coraggio di porre in essere quello che dice l' attuale Costituzione Italiana, staremo meglio tutti.
Eppure le soluzioni ci sono, ma nessuno vuole realizzarle, in concreto, quelle giuste riforme che da anni vengono pubblicizzate nelle campagne elettorali e mai applicate. A quando una seria lotta all'evasione fiscale?
La prima azione del bene comune è quello di attuare una seria riforma fiscale. Bankitalia ha dichiarato che esiste una evasione di 135 miliardi di euro, assommando il lavoro nero, i falsi invalidi, e arginare la spesa pubblica salita alle stelle nell' ultimo periodo, dovremmo riguardare il futuro del nostro paese con un sospiro di sollievo. Fino a quando non si applicano le giuste riforme finanziarie alla stregua degli Stati Uniti, staremo sempre peggio, fino ad arrivare allo scontro sociale. E' passato lo scudo fiscale, grazie all' assenza di parlamentari di sinistra, quindi il fatto è non di partiti ma di uomini e donne parlamentari che sono in contradittorio con quello che annunciano ai mass-media, violando la fiducia dell' elettorato. A mio avviso andrebbero espulsi da Montecitorio.
spiegazioni..
non capisco..davvero nelle famiglie..e soprattutto nelle famiglie piu' a rischio povertà (che spesso sono anche famiglie caratterizzate da bassi livelli di istruzione) le donne sono influenzate nella loro scelta di lavorare o meno dal quoziente?
Salari e incentivi
Sì è vero una donna - ma anche un uomo - non decide di lavorare solo guardando le aliquote, ma gli incentivi un po' contano. E soprattutto contano i disincentivi: se lo stipendio è già basso, e poi ci sono le tasse, e poi non ci sono gli asili o altri servizi, allora veramente stare a casa può essere più conveniente che lavorare.
Quoziente familiare
Ho sempre pensato, da femminista vecchio stile, che le donne VOLESSERO lavorare. Vedo che oggi l'impostazione è mutata: le donne vanno "stimolate" con incentivi fiscali o addirittura "costrette" a lavorare. Ma davvero si pensa che una donna "decida" allegramente se lavorare o meno dopo aver fatto i complessi calcoli dei nostri economisti? Mi sembra che collegare quoziente familiare e occupazione femminile sia per un verso pretestuoso (incominciamo con l'aiutare le donne che vorrebbero lavorare ma non trovano lavoro o non dispongono di servizi) mentre per un altro trascura il punto centrale.
Che sarebbe il seguente: è giusto tener conto del "costo dei figli",e quindi della diversa situazione, a parità di reddito, tra chi ha figli e chi no? O dobbiamo considerare i figli un bene di consumo come un altro (se uno sceglie di fare figli fatti suoi)?
In un paese come il nostro in cui le detrazioni per figlio a carico e gli assegni familiari hanno livelli assolutamente ridicoli, è da qui che bisogna partire.
E soprattutto, smettiamola di trattare insieme "coniuge" e "figli", con o senza quoziente familiare. Propongo anzi di abolire la figura del coniuge sul piano fiscale. In fin dei conti, da madre single e con il vigente regime fiscale io avrei volentieri sposato la mia baby-sitter: non solo avrei ottenuto gratis le prestazioni che pagavo ma avrei anche avuto delle detrazioni superiori a quelle di cui godevo per mia figlia!