La manovra vista da vicino

Finestre (delle pensioni) che si chiudono, soldi (degli stipendi) che si congelano, fondi (dei comuni) che si stringono, posti di lavoro (ricerca e cultura) che si tagliano. La manovra economica del governo ci colpisce da tutte le parti: una prima analisi nell'articolo Le mani nelle tasche delle cittadine. Come cambia in concreto, con questi provvedimenti, la vita delle persone? Come è cambiata o cambierà la vostra? Con il forum di questo mese vogliamo raccogliere storie e fatti, oltre che idee, per una valutazione di genere dell'impatto della manovra economica. Scrivi la tua





Commenti
lavoro di cura
Si chiama "lavoro di cura" e in Europa viene generalmente riconosciuto a chi si occupa di bambini, anziani, persone care. Maschio o femmina che sia. Per la valenza sociale che comporta.
In Francia, ad esempio, chi si occupa dei figli può anticipare la pensione di almeno un anno per ogni figlio. In Germania, per ogni figlio si ha l'accredito di tre anni di contribuzione aggiuntiva, anche per le casalinghe. Solo alcuni esempi, che si aggiungono a flessibilità lavorative di orario per la cura dei familiari o conviventi quasi ovunque, o al congedo parentale obbligatorio in Svezia per mamme e papà, contemporaneamente.
Se questo tipo di lavoro (di cura) così prezioso e qualificato venisse riconosciuto comunque, le discriminazioni diminuirebbero considerevolmente!
per Sissi
3 anni di bonus per ogni figlio? Non sono d'accordo. La proposta di Sissi non mi piace, mi ricorda le politiche per la crescita demografica del fascismo, "figli alla patria!". E ancra una volta si vede la donna solo come procreatrice. Mi interesserebbe di più un "bonus" flessibile, che ognuno/a si può spendere nell'arco della vita: per accudire i figli, o per un sabbatico, o per fare un periodo di istruzione all'estero...
3 anni di bonus per ogni figlio
Mi va bene che le donne vadano in pensione a 65 anni, ma dategli un bonus di 3 anni per figlio, visto che i figli sono futuri lavoratori e versatori di contributi per i genitori. e i futuri cittadini (non neghiamolo per favore) li accudiscono, allevano ed educano le donne.
io ho due figli e quindi spero di andare in pensione a 59 anni, il mio contributo alla società lo sto dando allevando due futuri cittadini italiani :-)
Chi paga la manovra
Le donne andranno effettivamente in pensione a 65 anni, quindi continueranno a lavorare mentre i colleghi maschi resteranno a casa visto che questi ultimi avranno raggiunto i requisiti per andare in pensione all’incirca 5 anni prima di loro…
In tutto ciò i tagli agli enti locali avranno tagliato le già debolissime infrastrutture sociali che dovrebbero sostenere le donne che si dividono tra lavoro pagato e lavoro di cura.
I tagli alla ricerca e alla cultura manderanno a casa le giovani precarie in settori, ricordiamoci, in cui è forte la presenza delle lavoratrici.
Il timore è che anche questa volta l’esercito delle lavoratrici indefesse resterà silenzioso, si rimboccherà le maniche e si adeguerà e le donne che dovrebbero rappresentarle al governo come all’opposizione resteranno mute o inascoltate all’ombra dei loro colleghi maschi.
Fiorella Ricciardi
Non saprei dirlo meglio
Da una lettera a Repubblica: "Ho 56 anni, 35 di servizio come insegnante di scuola dell'infanzia. Ho fatto la mamma, la moglie (ora vedova), la nuora, la figlia, la casalinga e mi si vuole far credere che è un'ingiustizia che alle donne fosse permesso di andare in pensione a 60 anni. Avrei dovuto avere lo scatto di anzianità (dopo uno scalone di 7 anni) a gennaio 2011 e non l'avrò) (da Repubblica, 8 giugno 2010, lettera firmata da Franca Valentini)