Prostitute e clienti, parliamone

"La prostituzione è una forma di violenza dell'uomo verso la donna". Così dice la legge in Svezia, che da dieci anni punisce il cliente. E' giusto? Dovremmo fare lo stesso? O il proibizionismo non paga? Abbiamo aperto una riflessione e una discussione, con gli articoli di Chiara Valentini, Daniela Danna, Maria Rosa Cutrufelli. E voi, che ne pensate?




Commenti
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Il mercato del sesso è cambiato: non dovrebbe cambiare anche la posizione femminista?
Il dibattito che si è aperto su queste pagine sul tema della prostituzione e della legge proibizionista in vigore da 10 anni in Svezia mi sembra riproporre oggi, in un mondo completamente cambiato, antiche contrapposizioni che poco tengono conto dei mutamenti.
Come ha giustamente scritto Maria Rosa Cutrufelli su queste pagine, negli ultimi 30 anni la prostituzione nei paesi europei e’ cambiata sotto vari aspetti.
La maggioranza del mercato del sesso, specie quello a basso costo, e’ alimentata da immigrate, innanzi tutto nigeriane e dell’Europa dell’est, rappresentando quindi un aspetto della globalizzazione in cui la domanda dei maschi del Nord del mondo ricco incontra l’offerta delle donne dei paesi poveri.
Da molte ricerche italiane ed europe (1) e risulta inoltre che, a fianco a fenomeni di vera e propria tratta di donne e ragazze rapite, sequestrate, vendute o ingannate sulla natura del lavoro che viene prospettato loro, per la maggioranza delle prostitute-immigrate nei nostri paesi, specie a partire dalla metà degli anni ’90, si tratta di prostituzione volontaria. Si tratta di donne emigrate sapendo di andare a fare le prostitute (o che esercitavano il mestiere di prostituta nel loro paese d’origine), ma che spesso non conoscono le condizioni di coercizione cui andranno incontro. La scelta di prostituirsi all’estero, lontano da parenti e conoscenti e per un periodo di tempo limitato, sembra una via d’emigrazione praticabile con prospettive di guadagno attraenti, tanto piu’ tenendo conto delle povere possibilità di lavoro offerte loro nei paesi di destinazione, limitate per lo più ai servizi di cura e domestici.
Un altro cambiamento del mercato del sesso è costituito dal grande aumento di transessuali e prostituti tanto che parla di rispetto e tutela dei diritti umani dei/le professionisti/e del sesso anche il Comitato Internazionale sulle Difesa dei diritti delle-i sex workers in Europa.(2) Questo cambiamento rende più complessa la questione di genere nell’interpretazione della prostituzione e dovrebbe far ripensare le stesse relazioni di potere tra uomini e donne che attraversano la prostituzione.
La proibizione della prostituzione sia pure con sanzione del cliente è ovviamente misura illiberale nei confronti delle prostitute e dei transessuali che hanno scelto questo mestiere.
Proprio il fatto che si tratti del mestiere più antico del mondo, che nella storia ha avuto forme e regolamentazioni le piu’ diverse, fa apparire come illusoria l’idea di contrastarlo sanzionando i clienti.
Pensare che il probizionismo alla svedese abbia effettivamente ridotto il numero di prostitute è, al minimo, di un’ingenuità disarmante. Basta vedere quel che succede sul web col moltiplicarsi di siti e annunci, l’aumento dei magnaccia e l’incontrollabilità del fenomeno cui anche Danna ha qui accennato. Non solo in Svezia ma ovunque, le misure repressive e regolamentazioni restrittive hanno indotto lo sviluppo di una miriade di forme mimetizzate, a volte assolutamente incontrollabili. La riduzione della prostituzione di strada –che è l’unica che si è ridotta in Svezia (ma anche in Italia a causa dell’inasprirsi delle forme repressive) - significa moltiplicazione della varieta’ di servizi sessuali e dei luoghi chiusi dove si esercitano (dagli alberghi ai club ecc), luoghi dove le prostitute immigrate irregolari sono ancor piu’ isolate, meno visibili, meno raggiungibili e tutelabili, alla mercè di sfruttatori e clienti, dei loro maltrattamenti e violenze. Come si può punire il cliente che si fa accompagnare dalla escort in albergo o la riceve a casa sua? Il risultato e’ la penalizzazione solo della prostituzione più visibile, magari dei clienti più poveri e non in grado di assicurarsi servizi sessuali in altri modi.
Il proibizionismo anche nella forma della sanzione del cliente, fa ricadere comunque la penalizzazione sulle spalle delle prostitute, e tanto più pesante su quelle socialmente più vulnerabili immigrate irregolari, magari trafficate e sequestrate in appartamenti o camere d’albergo.
Note 1 Ad esempio, Vocks J., Nijboer J., (2000) The promised land. A study of trafficking in women from central and eastern Europe to the Netherlands, «European Journal of Crime, Criminal Law and Criminal Justice», 8, n. 3; Carchedi F., Tola V. (a cura di), All’aperto e al chiuso, Roma, Ediesse, 2008; Siegel D., (2009) Human trafficking and legalized prostitution in the Netherlands, «Temida», Mart 2009.
2 www.sexworkeurope.org
Mariagrazia Rossilli
Risposta a Maria Moretti
la legge svedese non distingue tra prostitute buone (escort) o cattive (quelle di strada o costrette).
La legge svedese dice chiaramente che non ci potrà mai essere una vera parità di diritti e di dignità tra uomo e donna fino a quando la prostituzione esisterà!
non è difficile da comprendere!
inoltre, vai a leggerti gli studi fatti nel 2003 dall'università di Londra sui paesi nei quali la prostituzione è legale!
http://www.glasgow.gov.uk/NR/rdonlyres/C19E010B-1A4F-4918-97BD-F96AF7D7F...
Ricche e povere
Non so se le prostitute sono tutte vittime, non mi importa nemmeno. Mi piacerebbe che ci fosse, come sembra pensare Daniela Danna, un alto grado di libertà tra loro. Ma non lo vedo, neanche tra le ricche (?) escort. E comunque non possiamo certo distinguere tra clienti: criminali se vanno per 200 euro con l'immigrata vittima di tratta, non colpevoli se vanno per 2.000 euro con l'italiana di lusso. E' vero quello che Danna scrive contro il proibizionismo, a occhio non risolve molto i problemi, dall'alcol alla droga... E però, nessuno si sogna di contestarlo in altri casi, la compravendita degli organi per esempio. Se un uomo non può comprarsi (da noi) un rene, perché può comprare sesso? Forse solo perché per secoli la seconda cosa è stata accettata, anzi ha fondato un ordine sociale
Il Tappeto svedese sulla prostituzione.
La legge svedese va oltre al fatto di criminalizzare una parte e aiutare l'altra.
La legge svedese prende in considerazione le condizioni di vita che hanno portato quella donna a "scegliere" come lavoro quello della prostituta.
Siamo sicuri che si tratti di "libera scelta"? gli studi che hanno affrontato le donne politiche, e non, svedesi portano alla luce dei dati molto importanti: le donne prostitute hanno avuto nella loro vita in età ancora giovane dei soprusi o vissuto realtà violente.
Alla base di tale legge c'è il tentativo di RIDARE DIGNITA' a quelle donne (e io direi anche a quegli uomini che il sesso lo comprano...).
Riporto tra l'altro un piccolo commento dell'ispettore di polizia Jonas Trolle, apparso su Repubblica due anni fa (
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/prostituzione-svezia/pro...)
Le critiche al modello svedese. Forse non le vedi, ma si sono spostate nelle case, e ci arrivi tramite internet. Favorire lo spostamento al chiuso, dove è meno controllabile: è la critica che è sempre stata mossa agli svedesi. Ma "se il cliente può, allora la polizia può" - ribatte Trolle. "Abbiamo scelto di colpire il marketing, arrivare al compratore è facile, se il modo lo trova lui, figuriamoci se non lo troviamo noi".
E poi facciamoci questa domanda:
ma per fare sesso bisogna pagare?!?!?
la mia risposta:
AHAHAHAAHAHAAH!!!!! ma è ridicolo!
Prostituzione stupro
E' quello che io ho scritto in una mia lettera che ho inviato in giro con la risposta di poche associazioni femminili (forse perchè in Italia si preferisce pensare alla donna solo come oggetto sessuale, perchè ovviamente fa più comodo!):
Buongiorno
Vi scrivo per esporre una mia idea che riguarda le donne sfruttate dalla prostituzione.
Vorrei che si esprimesse alla società e agli organi istitzionali interessati e preposti alla legiferazione quanto riguarda questa piaga sociale che valica i nostri confini e ci tocca da molto vicino. Lo sfruttamento delle donne nella prostituzione. L'ultima legge varata su tale argomento è soltanto una
vergogna. Non si risolve affatto il problema. Così come nessun'altra legge è riuscita a trovare una cura efficace contro questa piaga umanitaria mondiale. Forse c'è una soluzione: si può marginare il problema cambiando attitudine nel modo di pensare delle persone, soprattutto di quegli uomini che per soddisfare i loro appetiti sessuali impongono questo stato di cose. Finchè c'è domanda, ci sarà sempre l'offerta, come detta la legge economica.
La mia idea che espongo non tende a risolvere il problema, non ho i mezzi nè le conoscenze per farlo. Molto modestamente vorrei cambiare concetto che si dà a questo tipo di uso di prostituzione.
Sarebbe ora che si finisse di chiamare prostituzione ciò che invece è STUPRO.
Una parola forte, ma che almeno dà istantaneamente l'idea di ciò che queste donne subiscono ogni giorno.
La differenza è lampante tra una prostituta che si è scelta liberamente questa professione e una prostituta costretta a fare questa "professione". Non c'è bisogno che ve lo venga a dire io!
Ed è per questo che vorrei che le istituzioni - e non solo - si svegliassero su questo argomento, e che finalmente la giustizia condanni per stupro gli uomini che chiedono sesso a pagamento a queste donne.
Non so quanto questa mia idea sia attualizzabile. Forse la mia idea è soltanto un tentativo di cambiare un concetto culturale (la cosa più difficile da fare).
Sarebbe possibile iniziare una campagna informativa a riguardo? come si potrebbe iniziare?
Spero di trovare riscontro da parte vostra.
Grazie per aver trovato il tempo per leggere questa mia mail.
Cordiali saluti
Lorenza Garbolino