Sesso e politica, che dicono gli uomini?

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Qualche tempo fa su questo sito abbiamo lanciato un forum: “prostitute e clienti”. Parlavamo del modello scandinavo, dell'alternativa tra proibire e regolarizzare, della necessità di spostare l'attenzione sul cliente. Adesso che tutto il mondo parla del Cliente n. 1, e della prostituzione a Palazzo, tornano utili i materiali di quella discussione. Come tutti quelli che molte donne stanno producendo, in rete e sui giornali. E gli uomini? Che cosa dicono, della Questione maschile che da Arcore tracima in tutt'Italia?

Commenti

Perché non prima?

Gran fermento sul 13 febbraio, ormai prossimo: fermento in "rete", fra le amiche, le conoscenti e pure le sconosciute: "vai? non vai? domenica, la manifestazione..."
Io covo - mai metafora fu più adatta - un malumore e un dissenso che provo ad argomentare, anzitutto a me stessa

Hanno recuperato anche il "Se non ora, quando?" di Primo Levi per spingerci a uscire di casa; ci rimproverano, come leggo dalla petizione della manifestazione: " Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne".

Insomma noi, il non bene identificato noi in cui mi inserisco anch'io, forse anche noi che gridavamo 30 anni fa per strada "nè puttane nè madonne, solo donne" avendo quindi forse superato da 30 anni almeno l'attuale distinzione: "noi che lavoriamo, studiamo, etc...e loro, le nipoti di Mubarak"...ebbene noi avremmo questa responsabilità se non andiamo in piazza?

Noi che abbiamo pagato nella nostra vita - vita di relazione, di lavoro, di coppia - le nostre scelte di indipendenza, di solidarietà, di fiducia in un futuro in cui tutte avremmo lavorato, avremmo avuto compagni alla pari, avremmo avuto figli, magari maschi da educare al rispetto, colleghe da sostenere e da cui essere sostenute, noi che mai abbiamo pensato che questa faticosissima costruzione fosse sufficiente a farci chiudere nel nostro privato?

E poi dovremmo chiedere "amicizia" agli uomini? e perchè, già che ci siamo, non gli chiediamo anche di ridurre gli omicidi contro le donne, di darci le loro stesse retribuzioni per gli stessi compiti, e magari anche, scendendo molto nella scala delle pretese femminili, di portare fuori il sacchetto della pattumiera?

Quello che voglio dire è che questa politica delle emozioni è benvenuta se accompagnata da un'analisi corretta della realtà e da qualche ipotesi concreta e realistica, e mi trova entusiasticamente d'accordo, altrimenti non ci sto, non ci sarò domenica 13.

La piazza manda un messaggio, è questo il suo ruolo.
Questo messaggio qual è? L'Italia non è un bordello, è fra quelli più frequenti .
Cioè non lo è ora ? E prima? (e dopo, e sempre?)

Prima: perchè dovrei, dovremmo (noi) scendere in piazza adesso per i festini privati divenuti pubblici del Presidente del Consiglio e siamo rimasti a casa sapendo di donne uscite da calendari e trasmissioni televisive semi-porno diventate nostre Ministre? Io mi sento molto più offesa nel vederle scendere da auto blu e proporre leggi che avranno influenza sulla vita di tutti noi, piuttosto che dalla lettura dei racconti di prostitute più o meno ufficiali.

Il comportamento notturno del Presidente del Consiglio ci colpisce più di quanto ci abbia colpite, umiliate e offese la quasi trentennale logica dell'osceno delle trasmissioni delle sue tv private?
Più adesso di quando questa logica è divenuta, da almeno quindici anni, anche governo e potere su tutti noi?

E' evidente che è diventato un gioco di specchi: la sua visione del femminile si proietta nelle sue trasmissioni e le sue trasmissioni si proiettano nei suoi festini; purtroppo se questi ultimi erano privati, le sue tv le guardiamo da anni e ci hanno deformato, stravolto, offeso oltre ogni limite: è per questo che abbiamo taciuto?

Scendiamo in piazza perchè ci rappresenta?
Ma chi rappresenta le donne italiane è Clio Napolitano, una vecchia signora che ha lavorato, ha fatto personalmente politica, ha cresciuto figli, elegante e colta, discreta e rugosa al naturale.

Per la dignità del Paese?
E fare le corna, chiamare "kapò'" un deputato straniero, dire che le italiane sono le più belle segretarie del mondo, fingere di sparare a una giornalista russa (!) e si potrebbe continuare per pagine intere, sempre in consessi internazionali, esaltavano la dignità italica? Perchè ci siamo ammutoliti in tutti questi lunghi anni?

Adesso e sempre : è il sesso che colpisce? allora ha ragione Albanese con il suo "pilu"?
....e l'aumento dell'età pensionabile per le donne? e le dimissioni in bianco firmate dalle donne all'assunzione? e il boicottaggio alla diffusione della pillola RU486?

Volendo poi allargare proprio la visuale e ricordando alla rinfusa: ...: e la barbarie dei bimbi stranieri a cui è negata la mensa? e la "procedura penale ad uso e consumo" del Presidente del Consiglio? e le martellate al sistema di garanzia istituzionale del nostro Paese (Corte Costituzionale, magistratura...)?

Michela Murgia, la brava scrittrice di "Accabadora" ha, secondo me, dettato l'epigrafe giusta : questo uomo non ci riguarda, non può condizionare le donne che siamo e anche quelle che vorremmo essere...

Ci ha condizionato invece - e molto - in questi lunghi anni, non però con le sue squallide fantasie sessuali realizzate nella sua triste corte notturna, ma con le sue terribili fantasie della vita - economica, sociale, politica - realizzate dalla sua malefica, smisurata corte diurna, amplificate, reificate dalle sue televisioni, le sue pubblicità, i suoi corifei, ovunque e sempre.

Per questo la manifestazione per me non ha senso e non ci sarò.

Avrà senso - e molto - il dopo-manifestazione.
Anzitutto per i nostri politici di riferimento, così muti nel contrastare, come sarebbe stato loro dovere, questa presunta modernizzazione, così tardivi nel ricordare la necessità di un'etica privata accanto a quella pubblica che invece hanno sempre sostenuto, così timidi nel dire che la libertà non è libertinaggio, che una casa aperta è diversa da un casino, senza timore di apparire codini, bacchettoni, noiosi, senza timore di perdere voti e consensi.

E naturalmente anche per noi, i noi e le noi di cui sopra: nel lavoro, nelle case, nel recupero della politica quotidiana, della solidarietà, del rispetto e soprattutto della protesta, civile, ma più presente, lontana dalla rassegnazione, dalla superficialità, dalla ondivaga emotività.

13 febbraio

sono molte le posizioni e la discussione feconda nata da questa iniziativa, alla quale comunque tutte sentiamo il bisogno di partecipare, credo sia necessaria e da alimentare. ne parlo qui: http://www.onewomanshow.noblogs.org e spero che molte di noi si impegnino a confrontarsi e far girare materiali e opinioni delle altre creando una rete e uno scambio reale, e non escludente.

L'agenda politica e personale

IL problema in effetti è soprattutto degli uomini: quanto stimano che sarà possibile sopportare che al posto di una agenda politica ci sia una agenda delle preferenze per l'uso del tempo libero del politico che ci rappresenta?
Come in altri lavori esistono delle incompatibilità fra un lavoro autorevole di immagine e di presa di decisione e una situazione di confusione e compulsività che porta a mentire e a essere esposto ai ricatti. Non c'è molto altro.
E' necessario come in ogni altro lavoro, fare un nuovo reclutamento del personale. E' curioso come i ministri di solito molto preoccupati della efficienza della pubblica amministrazione in questo momento siano silenziosissimi rispetto alla paralisi del governo. E' possibile mettere in agenda un sistema di rimborsi per la totale inattività del parlamento?Magari ci rifacciamo i tetti delle scuole o riequilibriamo le politiche sociali carenti.

le relazioni pericolose

..uomini che non riescono ad avere relazioni interpersonali normali con le donne..ma che si trovano costretti a pagarle... per fingere.....la questione va oltre il problema puramente morale..