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Aids, le ultime stime in attesa della tassa sulla finanza

foto Flickr/ZeroZeroCinque

Nei Paesi in cui il virus dell'Hiv è più diffuso l'Aids rappresenta la prima causa di morte per le donne in età riproduttiva. In alcuni di questi, più dell'80% delle nuove infezioni riguarda le ragazze, che rispetto ai coetanei hanno meno accesso all'istruzione e al sistema scolastico dove avrebbero la possibilità di informarsi sulla propria salute. Sono i dati di genere emersi questa mattina a Roma, nel corso della presentazione del rapporto La TTF Europea: un'occasione unica per dire basta all'Aids basato sulle ultime stime di UNAIDS. "Avere un'attenzione di genere nei confronti di pandemie come l'Aids è fondamentale" ha sottolineato Serena Fiorletta di AIDOS, coordinatrice della tavola di discussione. "Le persone più colpite da questa pandemia sono le più vulnerabili perché più povere e i dati globali sulla povertà di cui anche l'Agenda 2030 ha dovuto tener conto parlano chiaro: a subire le conseguenze della cattiva distribuzione della ricchezza sono soprattutto le giovani donne".

Il valore aggiunto di uno sguardo di genere in questo caso, ha aggiunto Marta Bonafoni, consigliera della Regione Lazio, "è quello di considerare le donne come sentinelle del diritto alla salute per la comunità". Pensando alle straniere, e tenendo conto del fatto che un migrante su cinque contrae il virus durante il viaggio, ha continuato Bonafoni "è nei consultori dei nostri territori che si intercetta prima e meglio la vita delle migranti, spesso vittime di stupro durante il viaggio di arrivo in Italia, come emerge, ad esempio, dalle storie delle ragazze nigeriane trattenute al CIE di Ponte Galeria".

Destinare la tassa europea sulle transazioni finanziarie alla lotta globale all'Aids e alle altre pandemie è quindi la proposta del rapporto presentato oggi dall'Osservatorio italiano sull'azione globale contro l'Aids in collaborazione con la campagna ZeroZeroCinque. "Le infezioni sono in calo così come i decessi, ma l'Aids continua a costituire un'emergenza sanitaria planetaria con 1,2 milioni di decessi nel 2014" ha spiegato Stefania Burbo dell'Osservatorio. Aumentare le risorse, dunque, è necessario e inaggirabile per uscire da questo vicolo cieco. Al momento, ha spiegato Burbo "Si spendono 20 miliardi di dollari l'anno per la lotta globale all'Aids. Ce ne vorrebbero almeno 8-12 in più all'anno per trasformarla in una malattia endemica a bassa incidenza". In questo senso, se è bene che ci sia una tassa come quella sulle transazioni finanziarie europee, bisogna raggiungere ancora un accordo internazionale sulla destinazione d'uso del gettito.

La richiesta dell'Osservatorio è quella di far partire al più presto i negoziati per la destinazione della TTF alla lotta alla povertà, ai cambiamenti climatici, e alle pandemie, tra cui l'Aids. Con questa tassa, ha spiegato Leonardo Becchetti di ZeroZeroCinque "potrebbero arrivare in Italia tra i 5 e i 6 miliardi di euro l'anno. Sarebbe un adeguamento a quello che già avviene in paesi come il Regno Unito".

Un'azione efficace di lobby, ha anticipato Lia Quartapelle, coordinatrice dell'intergruppo parlamentare per la cooperazione internazionale, sarà possibile da parte dell'Italia durante il G7. Nel frattempo, alcuni paesi hanno preso già degli impegni in questo senso. La Francia, per esempio, ha già deciso di destinare il 50% del gettito della tassa nazionale per la cooperazione allo sviluppo e la finanza climatica. Dal parlamento italiano, invece, ancora nessuna risposta ufficiale all'appello della Campagna ZeroZeroCinque. 

A 35 anni dalla diffusione del virus l'Aids ha causato la morte di 35 milioni di persone in tutto il mondo e ogni mese ne uccide 125mila tra le più vulnerabili e povere del pianeta. Le cure sono ancora inaccessibili per la maggior parte delle persone malate. Eppure, andrebbe scritto in cima alla lista delle priorità: "la salute è un volano per la pace tra i popoli. I popoli somatizzano le guerre attraverso la malattia. Se stanno bene smettono di farsi la guerra. C'è un tornaconto di convenienza per tutti. Siamo tutti chiamati ad essere testimoni" sono state le parole di Saba Anglana, cantante testimonial dell'Osservatorio. (cb)