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Cosa faranno le università per combattere la violenza

Foto: Unsplash/ Mikael Kristenson

La Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) ha deciso di sostenere il progetto Università italiane in rete contro la violenza di genere (Unire) finanziato dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Unire, spiegano le responsabili del progetto "ha l’obiettivo di contribuire all’attuazione della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, rafforzando il ruolo dell’università negli ambiti della prevenzione, educazione, formazione, ricerca, sensibilizzazione e raccolta dati".

La rete, che attualmente comprende dieci università italiane, guidate dalla Milano-Bicocca, mira ad ampliare tale proposta a tutte le università italiane e a docenti, ricercatrici e ricercatori interessati.

A tal fine, spiega Unire "sarà indetta in autunno una conferenza nazionale per l’adesione al network, e nel frattempo, la Crui si è fatta carico di inviare a tutti i rettori e le rettrici, e ai rispettivi Comitati unici di garanzia (Cug), una scheda predisposta da Unire, per la rilevazione delle attività svolte dagli atenei italiani in tema di prevenzione della violenza di genere".

"Vogliamo dunque allertare di tale iniziativa tutti i centri e docenti, ricercatori e ricercatrici, chiedendo di collaborare con i rispettivi Cug per la compilazione della scheda (da consegnare entro il 20 giugno 2019, ndr), in modo da poter rilevare nel modo più preciso possibile le attività svolte o ciò che le università italiane e relativi centri, docenti e ricercatrici e ricercatori, intendono sviluppare per l’attuazione della Convenzione di Istanbul" spiegano le responsabili del progetto.

L'iniziativa di Unire, che a gennaio ha tenuto il suo primo convegno nazionale, s'inserisce in un dibattito sempre più serrato attorno all'urgenza di trasformare la cultura per raggiungere il pieno rispetto dei diritti delle persone, proprio a partire dai luoghi che la cultura la costruiscono e la diffondono. Cosa decideranno di fare le università italiane? Staremo a vedere.

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