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Dopo 40 anni, in piazza per la 194

A 40 anni dall'approvazione della legge 194 le donne tornano in piazza per ribadire l'importanza dell'autodeterminazione e della libertà di scelta e sostenere la Casa internazionale delle donne di Roma che rischia di essere smantellata.

Ci saranno manifestazioni in diverse città. A Roma, l'appuntamento è alle 17 a Piazza dell'Esquilino con il coordinamento della rete Non una di meno, che ricorda: "in Italia il 70 per cento dei medici è obiettore di coscienza con punte fino al 90 per cento in alcune regioni. Vogliamo gli obiettori fuori dalle strutture sanitarie pubbliche e dalle farmacie. Vogliamo l’accesso alla contraccezione gratuita, alla RU486 e ai servizi sanitari per la gravidanza e il parto, indipendentemente dal possesso di documenti. Vogliamo più consultori laici e aperti alle assemblee delle donne".

"L’ondata inarrestabile dei femminicidi, l’attacco alla legge 194 svuotata dall’obiezione di coscienza di massa e dalla chiusura dei consultori, lo sfratto della Casa internazionale delle donne a Roma, e l’impianto securitario e repressivo del 'contratto' tra 5Stelle e Lega, indifferente ai reali bisogni delle donne anche quando si tratta della violenza che subiscono, sono tutte facce della stessa medaglia" ha commentato Lella Palladino, presidente della rete D.i.Re, Donne in rete contro la violenza, che sarà in piazza il 26 maggio. 

La libertà femminile, ha continuato Palladino, "è evidentemente percepita come un pericoloso nemico, da annientare ricacciando le donne nelle case a sostituire un welfare già ridotto al lumicino, che peraltro sarà annientato se entrerà in vigore la flat tax. Proprio quelle case che sono il principale teatro della violenza che si consuma quotidianamente e che fa notizia solo quando l’esito è la morte".