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Spagna e aborto, nasce l'Europa dei diritti e delle donne?

Vuoi vedere che l'Europa, quella vera delle persone, alla fine la fanno le donne? La riforma spagnola che tenta di cancellare l'aborto legale ha provocato una mobilitazione internazionale, un moto di solidarietà con le donne spagnole attraversa il continente, con una serie di manifestazioni e presidi davanti alle ambasciate di Spagna. Ma soprattutto con l'intenzione di continuare così: a rivendicare su un unico fronte europeo che le donne hanno il diritto di scegliere, che non si può tornare indietro agli aborti clandestini, che l'Europa deve essere prima di tutto l'Europa dei diritti. 

Lo specificano per esempio le donne che hanno fondato Women Are Europe, una piattaforma con chiara ispirazione europea, per rivendicare la "necessità di costruire una rete delle donne europee per affermare i nostri diritti all'autodeterminazione, alla libertà di scelta, alla salute e per dare attuazione alla Convenzione di Istanbul". Tutto è cominciato con la bocciatura (per un soffio) della risoluzione Estrela, che tentava di stabilire per tutti i paesi europei la possibilità di accedere all'aborto legale e sicuro (se volete togliervi lo sfizio di vedere chi ha contribuito a far saltare tutto perché assente al momento del voto, guardate qua). In effetti non sono passati molti giorni perché arrivasse la proposta di riforma Gallardon in Spagna. E subito dopo le proteste, in Spagna ma anche in molti altri paesi, fino al primo febbraio, con il "treno della libertà" che ha portato migliaia di manifestanti dalle Asturie a Madrid, e in diverse città le donne hanno affermato "yo decido": qui una raccolta di foto, video e materiali. 

Per il momento l'allarme non è rientrato e la proposta spagnola non è stata ritirata. L'intenzione è perciò quella di continuare con la mobilitazione, si parla di una riunione di tutte le reti femministe spagnole per il 15 febbraio, e di una nuova manifestazione europea per l'8 marzo. (gp)