Newsdiritti, famiglie, pari opportunità

Spos* in fuga, nasce il gruppo per chi è costretto a dire sì all'estero

Iniziare a raccogliere nomi, volti, storie e soprattutto certificati. Rigorosamente prodotti all'estero, perché in Italia non si può. Gli amori lgbt non si possono coronare col fatidico sì in Italia, ma in molti lo fanno all'estero. Così è nata l'idea di creare un gruppo di persone che hanno dovuto emigrare all'estero per siglare la propria unione, e l'hanno chiamato "Spos* in fuga", si legge sul sito Lei disse sì, dove Ingrid e Lorenza hanno raccontato la storia del loro matrimonio in Svezia. Le coppie lgbtqi che hanno fatto il grande passo, ma per forza di cose all'estero, "sono molte più di quello che si pensi, tante hanno intrapreso percorsi legali e tante hanno semplicemente festeggiato conservando il proprio certificato in un cassetto". 

Così per il giorno di San Valentino è stato convocato l'incontro a Firenze per la presentazione del gruppo, ma anche per la festa che caparbiamente le spose hanno organizzato per sottolineare il diniego del comune di Firenze di trascrivere il loro matrimonio. "L'obiettivo è dare maggiore voce a quei diritti che oggi in Italia sono considerati "inesistenti" e che si spera un giorno non troppo lontano potranno essere uguali per tutt*", si legge nella nota con cui è stato convocato l'incontro. Il gruppo Spos* in fuga fa parte della Consulta comunale per il contrasto all'OmoTransFobia e per i diritti delle persone lgbtqi* (lesbiche, gay, bisex, transessuali, queer, intersex), che racchiude le maggiori associazioni e gruppi lgbtqi del territorio fiorentino.