Spesso le donne italiane, soprattutto quelle sposate, escono dal mercato del lavoro e non tornano più. Colpa anche di un sistema dei benefici sociali disincentivante. Ecco cosa succederebbe se al posto degli assegni familiari introducessimo un sistema di crediti d'imposta premiante per le famiglie a basso reddito con due percettori
Un credito d'imposta
studiato per le donne
La riforma del mercato del lavoro varata dal governo Monti ha introdotto alcuni importanti cambiamenti in materia di licenziamenti, ammortizzatori sociali e cassa integrazione guadagni ma poco spazio è stato dedicato alle donne e nessuna norma si può identificare come rivolta direttamente a loro (con l’eccezione delle dimissioni in bianco). L’esigenza per il nostro paese di dare un impulso all’occupazione femminile è chiara, ma finora le misure adottate sono state poche e inefficaci. A ben vedere, l’Italia non ha tanto un problema di gender parity, quanto di possibilità di accesso e permanenza nel mercato del lavoro delle donne sposate.
I crediti d'imposta alla base della nostra ipotesi di riforma
Partendo da queste premesse, abbiamo pensato di studiare una riforma del sistema di incentivi all'occupazione femminile e di welfare per le famiglie in grado di stimolare l’occupazione femminile delle donne sposate, la cui temporanea uscita dal mercato del lavoro per esigenze familiari spesso si traduce in un abbandono1. Abbiamo analizzato cosa succede all’offerta di lavoro di entrambi i coniugi in seguito all’eliminazione degli assegni familiari per i nuclei con lavoratori dipendenti e parasubordinati e la contestuale introduzione di due crediti d’imposta. Oggi gli assegni vengono percepiti anche da famiglie con redditi fino a 80.000 euro, nelle nostre riforme invece il credito di imposta viene dato a nuclei che rientrano in fasce di reddito inferiori. È fondamentale sottolineare che si tratta di una policy a costo zero per il bilancio dello Stato, condizione indispensabile per la sua attuazione in un momento in cui le casse pubbliche sono vuote.
Le due tipologie di credito di imposta considerate sono già ampiamente utilizzate negli Stati Uniti (EITC: Earned Income Tax Credit) e Regno Unito (WTC: Working Tax Credit): la prima prevede un sussidio per chi ha un reddito da lavoro inferiore ad una certa soglia; la seconda richiede come requisito essenziale un minimo di ore lavorate.
Come ampiamente documentato in letteratura, la struttura dei due crediti d’imposta EITC e WTC tende ad incentivare principalmente la partecipazione al mercato del lavoro dei single e del primo percettore di reddito delle coppie sposate (tipicamente l’uomo). Poiché il credito d’imposta dipende dal reddito lordo familiare, nel caso delle coppie sposate si possono generare degli effetti perversi sull’offerta di lavoro del secondo percettore di reddito (generalmente la moglie). Il suo ingresso nel mercato del lavoro comporterebbe infatti un aumento del reddito lordo familiare provocando la perdita o una riduzione significativa del credito d’imposta. Per superare questi problemi la struttura dei due crediti d’imposta è stata modificata introducendo un premio aggiuntivo per le famiglie con 2 percettori di reddito. Nel caso particolare, abbiamo considerato un premio pari al 75% del credito d’imposta, ciò implica che una famiglia che ha diritto a un credito di 1.000 euro l’anno riceverà con il premio 1.750 euro (1.000+750).
Gli effetti della riforma
Nel nostro lavoro abbiamo stimato gli effetti d’incentivo all’offerta di lavoro e redistributivi generati dell’introduzione di due crediti d’imposta basati rispettivamente su EITC e WTC con l’aggiunta del premio menzionato. Gli effetti sull’offerta di lavoro sono misurati dalla probabilità di partecipazione e dal numero di ore lavorate dei coniugi, mentre gli effetti redistributivi sono misurati dalla variazione relativa del reddito familiare disponibile (DHI), da un indice di diffusione della povertà (HCR), e da un indice d’intensità della povertà (PGR)2.
La tabella 1 mostra che la probabilità di partecipare al mercato del lavoro da parte delle donne aumenta dell’1,71% nel caso dell’EITC e dello 0,70% per il WTC. Cio’ significa che la partecipazione femminile passa dal 53% al 54,3% nel caso di applicazione dell’EITC e al 53,8% per il WTC. Per gli uomini gli effetti sono trascurabili.
Tabella 1: Effetti dell’introduzione dell’EITC e del WTC sulla probabilità di partecipazione per genere, tipologia familiare e decile di reddito disponibile.
| Uomini | Donne | ||||
Variabile | Base | EITC | WTC | Base | EITC | WTC |
Numero di figli | ||||||
0 figli | 93.56 | 0.01 | -0.00 | 54.18 | 0.30** | 0.11** |
1 figlio | 93.66 | 0.01 | -0.02 | 56.26 | 1.39** | 0.12 |
2 figli | 93.98 | -0.11** | -0.10** | 51.87 | 3.60** | 1.71** |
3 figli | 87.96 | 0.25** | 0.11 | 37.96 | 7.22** | 5.51** |
Decili di reddito | ||||||
I-III | 81.68 | 0.06 | 0.09* | 13.95 | 9.90** | 6.27** |
IV-VII | 98.11 | 0.01 | -0.06** | 54.48 | 2.31** | 0.88** |
VIII-X | 98.82 | -0.03** | -0.08** | 91.41 | -0.03 | -0.29** |
Totale | 93.39 | 0.01 | -0.03 | 53.38 | 1.71** | 0.70** |
La Tabella 2 mostra che le ore di lavoro si riducono dello 0,13% per gli uomini e aumentano dell’1,18% per le donne nel caso dello schema EITC, e si riducono dello 0,12% per gli uomini e aumentano dello 0,79% per le donne nel caso dello schema WTC.
Tabella 2: Effetti dell’introduzione dell’EITC e del WTC sulle ore di lavoro per genere, tipologia familiare e decile di reddito disponibile.
| Uomini | Donne | ||||
Variabile | Base | EITC | WTC | Base | EITC | WTC |
Numero di figli | ||||||
0 figli | 37.32 | -0.06** | -0.06** | 18.30 | 0.11** | 0.07* |
1 figlio | 36.95 | -0.16** | -0.17** | 18.01 | 0.68** | 0.12 |
2 figli | 37.64 | -0.31** | -0.23** | 15.91 | 3.10** | 2.19** |
3 figli | 34.85 | 0.32** | 0.14 | 10.99 | 6.45** | 6.65** |
Decili di reddito | ||||||
I-III | 31.24 | 0.05 | 0.10* | 3.81 | 10.54** | 8.12** |
IV-VII | 39.34 | -0.19** | -0.24** | 16.94 | 1.82** | 1.07** |
VIII-X | 40.14 | -0.20** | -0.15** | 31.06 | -0.43** | -0.31** |
Totale | 37.15 | -0.13** | -0.12** | 17.23 | 1.18** | 0.79** |
In entrambi gli schemi, l’offerta di lavoro aumenta con la dimensione del nucleo e diminuisce con il reddito familiare disponibile. Gli effetti dei due crediti d’imposta sulle ore lavorate sono maggiori per le famiglie nei primi 3 decili della distribuzione del reddito (10,53% per l’EITC e 8,12% per il WTC), confermando la natura redistributiva delle riforme proposte.
Ovviamente la risposta in termini di partecipazione e di ore lavorate delle donne è tanto maggiore quanto più elevato è il premio previsto per le famiglie a doppio reddito.
Per quanto riguarda gli effetti redistributivi, i due crediti d’imposta mostrano entrambi un aumento della media del reddito disponibile. Tuttavia quando si guardano gli effetti sulla povertà, essi portano a risultati leggermente diversi. Nel caso dell’EITC diminuisce il numero di famiglie povere (HCR diminuisce) ma peggiora lo standard di vita di coloro che rimangono sotto la soglia di povertà (PRG aumenta). Questo risultato indesiderato è determinato dal fatto che le famiglie molto povere riceverebbero un beneficio inferiore a quello che attualmente percepiscono attraverso gli assegni familiari. Nel caso del WTC invece entrambi gli indicatori mostrano un miglioramento della situazione, da cui possiamo concludere che l’WTC ha degli effetti redistributivi migliori rispetto all’EITC.
Dai risultati emerge che le policy da noi proposte possono agire in modo efficace e innovativo sul problema dell’occupazione femminile. EITC è più efficace del WTC nel promuovere l’occupazione femminile, mentre WTC è più efficace dell’EITC nel contrastare la povertà.
NOTE
1Vedere “In-Work Benefits for Married Couples: An Ex-Ante Evaluation of EITC and WTC Policies in Italy” (G. De Luca, C. Rossetti, D. Vuri, 2012, IZA dp6739).
2 L’HCR (Head Count Ratio) è la frazione di famiglie con reddito disponibile sotto la linea di povertà. PGR (Poverty Gap Ratio) è la distanza media tra la linea di povertà e il reddito familiare disponibile rapportata alla linea di povertà, dove la media e’ calcolata rispetto a tutte le famiglie e contando le famiglie non povere come
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