Roma, Catania, Messina, Brescia, Siracusa, Vicenza, Ancona. Allle amministrative di domenica si possono esprimere due preferenze, purché riguardanti candidati di sesso diverso. Debutta così uno strumento per la democrazia paritaria: ma se ne è parlato troppo poco. Mettiamola così: si può votare anche un uomo, oltre che una donna

Doppia preferenza,
chi l'ha vista?

di Chiara Martuscelli

Nei giorni di domenica 26 e lunedì 27 maggio 2013 si svolgerà un'importante tornata di elezioni comunali. In Sicilia, regione a statuto speciale, si voterà il 9 e 10 giugno.

Il voto riguarderà oltre 700 comuni. L'unico capoluogo di regione coinvolto è Roma Capitale; tra i capoluoghi di provincia si segnalano i più popolosi: Catania, Messina, Brescia, Siracusa, Vicenza e Ancona.

Per la prima volta le cittadine e i cittadini avranno la possibilità di votare per i consigli comunali con la "doppia preferenza di genere", introdotta dalla legge 23 novembre 2012, n. 215 (in Sicilia è stata introdotta da una legge regionale), con il fine di favorire il riequilibrio delle rappresentanze di genere nelle assemblee rappresentative degli enti locali. La legge è stata approvata alla fine della scorsa legislatura dopo un travagliato iter parlamentare che ha conosciuto una serie di stop-and-go.

In base alla nuova legge, gli elettori e le elettrici, nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, avranno la possibilità, nel votare una lista di partito, di esprimere due preferenze (anziché una, come previsto dalla normativa previgente), purché riguardanti candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

Resta comunque salva la facoltà di esprimere una sola preferenza (o, naturalmente, di non esprimerne alcuna). In caso di espressione di due preferenze a candidati dello stesso sesso, il voto è valido e viene assegnata unicamente la prima preferenza (quella espressa sul primo rigo).

Le preferenze devono inoltre essere espresse solo per candidate o candidati della lista per cui si vota.

A Roma Capitale, la doppia preferenza di genere riguarda anche i consigli municipali.

L’intento della nuova legge è quello di favorire una sorta di ‘voto di scambio’ virtuoso, favorendo in campagna elettorale alleanze tra una donna ed un uomo, magari già radicato sul territorio, con il fine di far finalmente decollare la presenza femminile nei consigli comunali (cd. ticket). Ciò anche sulla scorta della positiva esperienza delle elezioni del consiglio regionale della Campania del 2010, in cui si è utilizzata la doppia preferenza di genere (la legge elettorale campana è stata la prima legge regionale a prevedere questo meccanismo).

Bisogna però vedere se i partiti abbiano intenzione di sfruttare appieno le potenzialità della nuova normativa. Da quanto si vede – almeno a Roma – in nessuno dei manifesti della campagna elettorale si sono concretizzati ticket virtuosi e le candidate e i candidati sembrano correre in autonomia.

Niente di male in tutto questo. Occorre però verificare come i partiti si stiano orientando nell’indicazione delle preferenze, perché c’è il rischio che si formino dei ticket ‘a geometria variabile’, in cui, nelle varie aree in cui si vota, viene indicato sempre lo stesso uomo ogni volta in ticket con una donna diversa. Si tratterebbe di una degenerazione del sistema che riduce le donne a mere ‘portatrici di acqua’ e non permetterebbe di centrare l’obiettivo dell’ aumento della rappresentanza femminile.

Due parole poi sulla Sicilia, dove l’approvazione della legge regionale sulla doppia preferenza di genere è stata accompagnata da una polemica sulla idoneità della nuova normativa a favorire la controllabilità del voto.

E’ vero che la preferenza plurima può agevolare il controllo (perché le diverse combinazioni dei nominativi possono facilitare la riconoscibilità), ma di certo vi sono molteplici altre modalità per questo fine, alcune delle quali anche più efficaci. La più semplice? Basti pensare a quanto è facile entrare nella cabina elettorale con un telefonino e scattare una foto alla scheda votata (l’introduzione del cellulare in cabina costituisce reato, ma di fatto le verifiche sono molto blande se non inesistenti).

Il controllo del voto in Sicilia è una pratica diffusa, soprattutto in certe aree, e purtroppo dura da sradicare. Con o senza doppia preferenza di genere.

In conclusione, la legge sulla doppia preferenza di genere mira a rafforzare la rappresentanza femminile nelle assemblee elettive locali. Ad essa non ha però fatto seguito una adeguata attività di informazione e comunicazione, né a livello istituzionale, né da parte dei partiti, i quali potrebbero anzi adoperarsi per ‘neutralizzarne’ gli effetti.

A pochi giorni dalle elezioni, una buona parte delle elettrici e degli elettori ignora ancora la nuova modalità di votazione.

L’invito a tutte e a tutti è dunque di andare a votare e di votare una donna (naturalmente in gamba ma questo è sottinteso e nelle liste ce ne sono tante) e un uomo che sostenga le donne (di questi ce ne sono un po’ meno).

 

Vedi anche: questo spot per la doppia preferenza; quest'articolo che spiega i meccanismi della nuova legge; e la nostra raccolta di scritti sulla democrazia paritaria, "Meta metà".


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