L'imprenditoria femminile, un settore ancora fortemente penalizzato. Facciamo il punto sulla progettazione europea
La parità è un’impresa
di successo
Fare impresa è uno strumento per raggiungere la parità di genere. A sostenerlo è la Commissione Europea attraverso le iniziative messe in campo per promuovere l’imprenditoria femminile, settore economico ancora fortemente penalizzato.
Ma andiamo con ordine.
In Europa le PMI generano l’85% dell’occupazione complessiva. Tuttavia solo il 37% degli europei preferisce il lavoro autonomo. Il rischio di impresa infatti pare rappresentare ancora per molti un pericolo, contrariamente a quanto accade negli Stati Uniti e in Cina. Come dimostrano recenti studi di Eurobarometro, in questo scenario europeo fortemente contratto, solo il 30% delle PMI è a guida femminile. Di esse il 78% è un’impresa uni-personale in ambito sanitario, assistenziale, sociale.
In Italia il quadro è ancora più allarmante: è al 16% il tasso di imprese extra-small, nate come soluzione temporanea di auto-impiego in risposta alla disoccupazione.
E chissà, quante di esse nascono al femminile solo per prestarvi il nome?
È pur vero che le donne devono affrontare sfide legate all’accesso al credito, perché in grado di fornire meno garanzie, secondo quanto sostengono gli istituti bancari, e secondo quanto emerge dall’indagine effettuata dalla Banca d’Italia sulle PMI europee. Hanno percorsi formativi fortemente limitati, così come l’accesso alle reti di sostegno. Per non parlare del continuo e faticoso processo di conciliazione dei tempi vita-lavoro. Per affrontare questa annosa questione, lo scorso 20 maggio il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di risoluzione avanzata dalla commissione FEMM, nella quale si esortano gli stati membri ad affrontare anche la questione del congedo di maternità.
Da qui la necessità di liberare il talento e il business delle donne, e incoraggiare la creazione di più imprese al femminile. Si favorirebbe così la crescita di idee imprenditoriali creative e innovative, e la potenziale nascita di ulteriori fonti di prosperità e posti di lavoro.
A tal fine la Commissione Europea, nel rispetto della Strategia dell’Unione, della “Carta dei diritti delle donne del 2010”, del “gender mainstreaming”, così come del “Piano d’azione per l’imprenditorialità 2020”, sostiene una serie di iniziative e reti per le donne imprenditrici.
Il WES è la rete europea politica i cui membri, provenienti da 31 paesi europei, sono responsabili di promuovere e sostenere l'imprenditoria femminile a livello nazionale. Esistono inoltre le due reti europee di “ambasciatori” e “mentors”: la prima è costituita da imprenditori di successo che ispirano le donne di tutte le età a diventare imprenditrici. La seconda rete attraverso i mentors offre consulenza e sostegno alle imprenditrici dalla fase di start-up allo sviluppo dell’impresa.
L’obiettivo è quindi creare un sistema europeo online di mentoring e consulenza, una piattaforma educativa e di business networking per le donne imprenditrici, che porti gli attuali ambasciatori nazionali e le reti di mentors online ad approfondire la loro offerta e ampliare la loro portata, sostenendo l'imprenditorialità femminile a livello nazionale e regionale, e promuovendo lo scambio di buone pratiche tra gli stati membri.
La piattaforma europea per l’imprenditoria femminile è anche l’obiettivo del programma di lavoro 2015 COSME, che prevede, nel rispetto dell’obiettivo specifico “imprenditorialità e cultura imprenditoriale”, di aggiornare, animare e mantenere la piattaforma web europea per l'imprenditoria femminile tra 2016 e il 2018.
Questo e molto altro è stato al centro del workshop “Progettazione europea e imprenditorialità femminile” che si è tenuto a Roma, sabato 18 luglio. Un appuntamento che ha completato il focus avviato quest’anno dalla TIA Formazione Internazionale. L’Ente, riconosciuto dal Dipartimento alle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio, con sede a Roma e Bruxelles, negli ultimi mesi ha intensificato la sua attività sulle tematiche di genere, promuovendo attività e incontri volti a stimolare nuovi modelli di impresa al femminile.
“La parità di genere passa attraverso una nuova cultura di impresa femminile”: ad affermarlo è stata la dott.ssa Monica Parrella, coordinatrice per gli interventi in materia di parità e pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, intervenuta all’incontro che TIA Formazione ha organizzato lo scorso 18 aprile, per illustrare le opportunità messe in campo dal Fondo Centrale di Garanzia dello Stato.
Il workshop del 18 luglio ha fornito gli strumenti per orientarsi nella progettazione europea rivolta all’imprenditoria femminile, nell’ambito del programma 2014-2020, e inoltre ha offerto l’opportunità di approfondire le differenti modalità di presentazione di tender e bandi europei.
“Il nostro obiettivo” spiega la Dott.ssa Ines Caloisi, Presidente della TIA Formazione “è di sviluppare il settore dell’imprenditoria femminile, in qualità di membri delle più importanti piattaforme e network europei interessati al tema. Da qui nasce il nostro impegno nel proporre seminari tecnici di approfondimento che consentano la partecipazione ai fondi europei disponibili, per promuovere e sviluppare l'imprenditoria femminile ed una nuova consapevolezza di genere”.