Istat, attenzione al genere
La riorganizzazione dell'Istat, comunicata nei giorni scorsi dal presidente dell'istituto, Giorgio Alleva, ha creato dibattito, ma anche sconcerto. La riforma va nella direzione di un maggiore investimento e valorizzazione dei dati amministrativi. Questo cambiamento, pur condivisibile e auspicabilmente connesso con un miglioramento e con una maggiore apertura dei dati delle amministrazioni, non deve andare a scapito delle indagini: queste, specialmente nella situazione italiana, caratterizzata da un enorme peso del sommerso, costituiscono un indispensabile supporto alle analisi basate su dati amministrativi, e, in futuro, allo sviluppo dei "big data". Le stesse indagini sociali possono essere rese più agevoli e potenziate dall’incrocio con i dati amministrativi.
In quanto redazione di inGenere vorremmo ribadire che se il complessivo processo di riforma dell’Istat portasse a sacrificare il sociale e, più in generale, lo studio delle questioni di genere - un'ottica trasversale che dovrebbe investire tutto l'universo dei dati, e non solo la violenza, le decisioni di fare figli, i motivi per cui si lascia il lavoro, ma anche la sanità e la previdenza, i patrimoni e i redditi -, si rinuncerebbe a capire spaccati della società che, come abbiamo ripetuto più volte su queste pagine, non interessano solo le donne.
Lo sconcerto che la riforma ha creato è legato anche all'assenza dai nuovi vertici dell'Istat di Linda Laura Sabbadini, attuale direttrice del dipartimento delle statistiche sociali e ambientali. Il suo ruolo non è più previsto nel nuovo organigramma, e quest’assenza si accompagna ad una complessiva riduzione delle presenze femminili in posizioni apicali. Come già molte esponenti del pensiero delle donne hanno fatto in diverse sedi, vogliamo esprimere il nostro apprezzamento per l'attività che in questi anni Sabbadini ha promosso all'interno dell'Istat, assieme alle sue collaboratrici e collaboratori, nella piena e propositiva applicazione, anche in Italia, delle direttive europee in materia di statistiche di genere e misure del benessere. Le indagini sulla violenza contro le donne, le nuove povertà, le scelte procreative, sono ascrivibili a questo lavoro.
Su inGenere, nei prossimi mesi approfondiremo la questione dei dati ed entreremo nel merito delle scelte, per capire nello specifico cosa significa optare per un tipo di dati invece che di un altro.