Lettere a inGenere. Contiamoci nel Jazz
A giugno l’associazione culturale JazzMine ha lanciato il questionario Contiamoci (scadenza 31 ottobre), una raccolta dati rivolta a musiciste e musicisti jazz, operatrici e operatori dello spettacolo. L'obiettivo del questionario è sia quantitativo che qualitativo: evidenziare le diverse difficoltà incontrate da musiciste e musicisti nel proprio percorso di crescita professionale, così da avere un’impressione immediata del fenomeno. Un modo nuovo di affrontare la questione delle diverse opportunità nel jazz in base al sesso, partendo dall’esigenza di accendere prima di tutto una luce sui dati (purtroppo oggi assenti e frammentati), per poi agire con attività future educative, di policy, e artistiche.
JazzMine Network è un’associazione culturale, una rete e un laboratorio di persone e associazioni, che ha come obiettivo la promozione della parità di genere nel jazz e nelle arti improvvisate. La sua mission è quella lavorare sui disequilibri ancora esistenti attraverso attività artistiche, promozionali, di policy, educative. Nata a inizio 2019 dalla volontà di alcune musiciste e donne attive in ambito culturale, l'associazione si avvale oggi di un comitato artistico di cui sono parte altri autorevoli nomi del jazz e dello spettacolo, tra cui anche Ada Montellanico, Susanna Stivali, Angelo Olivieri, Pier Luigi Zanzi, Michela Lombardi, Loredana Franza, Marilia Vesco.
Le ragioni del lancio del questionario nascono, quindi, da un’analisi del contesto e una presa di coscienza dell’esistenza di problematiche legate al gender balance in ambito jazz. Le minori opportunità per le donne, non solo in ambito concertistico, ma anche nella formazione e crescita professionale, i pregiudizi, le insicurezze, gli ostacoli, sono un dato di realtà spesso indagato scarsamente e frutto solo di condivisione di testimonianze ed esperienze tra colleghe.
La scarsità e la frammentazione dei dati sulla questione, tra l’altro fenomeno simile ad altri settori del lavoro, la poca conoscenza basata sui fatti e sui numeri e addirittura, a volte, la negazione di tale situazione, sia da parte dei musicisti che delle musiciste, ha fatto nascere l’esigenza di lanciare un'indagine rivolta a tutti per capire quale sia la situazione.
L’idea del comitato artistico è stata quella di raccogliere dei dati in modo chiaro e trasversale per poi compararli tra i due sessi, rispetto, ad esempio, a: percorso professionale, opportunità concertistiche, formazioni in cui si è suonato, presenza delle donne nelle band e ruoli di leadership. Partire da qualcosa di reale per poi attuare successive azioni soprattutto in ambito educativo, formativo e di policy.
Il punto centrale è che ancora oggi si fatica a trovare un palinsesto veramente bilanciato nei Festival e band miste (cosa molto frequente invece nei Paesi ad esempio Scandinavi). Quest’assenza di bilanciamento, di copresenza, oltre a creare un problema lavorativo per le donne, non aiuta a pensare ad un immaginario collettivo veramente equilibrato, non abitua l’audience ad osservare una situazione egualitaria come normale. In pratica bisogna lavorare per rendere “normale” quello che dovrebbe esserlo come processo naturale, una presenza basata solamente sulla meritocrazia. Altro elemento importante che ha portato il comitato a lanciare il questionario, sono i dati che arrivano da ricerche europee, verificabili anche in Italia, secondo cui la presenza di donne, soprattutto strumentististe, diminuisce con l’aumento dell’età. Le cause sono da ricercare nella mancanza di simboli esterni “affermati” al femminile, motivanti e testimoni di un successo possibile, soprattutto in strumenti ancora considerati maschili, nei cambiamenti di vita, nelle difficoltà che si incontrano sul cammino. Tutti fattori che demotivano a continuare e che spiegano in parte la minor presenza di donne nel jazz.
È importante che il maggior numero di musicisti e musiciste e operatori/tici continuino a partecipare, per avere una mappatura maggiormente rappresentativa del mondo del jazz italiano e delle dinamiche. A oggi abbiamo ricevuto circa 210 questionari, soprattutto da parte di musicisti e musiciste, ed è un buon numero, anche se molto minore rispetto ai dati reali. Avere maggiori risposte ci permetterebbe di ottenere un quadro più chiaro e utile all’analisi finale. Inoltre, in particolare in questo momento storico, è importante supportarci a vicenda, uomini e donne, “contare gli uni sugli altri” e affrontare il problema tutti insieme. Il contributo anche degli uomini in questa fase è fondamentale, JazzMine vuole affrontare il problema in modo globale, insieme, facendo capire a entrambi i sessi che suonare insieme, di più e tutti, porterebbe dei vantaggi collettivi. Ogni contributo sarà quindi fondamentale per questo percorso, nuovo, costruttivo e utile anche alle future generazioni.
Una volta terminata la raccolta, il 31 ottobre, si procederà all’analisi dei dati e alla presentazione ufficiale all’interno di un seminario, tra novembre e dicembre 2020. Ma Contiamoci sarà solo un primo step, utile a capire dove siamo, per programmare meglio i prossimi passi che saranno soprattutto in ambito educativo e formativo: seminari e formazione per docenti nei conservatori; documenti politici indirizzati ai festival per avere una maggiore rappresentanza nei palinsesti; attività artistiche live maggiormente equilibrate; educazione nelle scuole sul gender balance.
Cecilia Sanchietti, Presidente JazzMine