Una generazione alle prese con la violenza di genere, soprattutto digitale. I risultati dell'indagine realizzata da Fondazione Libellula tra aprile e giugno 2023, con interviste a più di trecento adolescenti in tutta Italia

Violenza, un'indagine
sull'adolescenza

Il 48% delle persone adolescenti subisce contatti fisici indesiderati da parte di coetanee o coetanei, nel 43% dei casi si tratta di attenzioni o richieste sessuali. A dirlo è l'indagine La violenza di genere in adolescenza, presentata il 24 ottobre a Milano dalla Fondazione Libellula, che si occupa di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

A subire queste pressioni, spiega l'indagine, sono più le ragazze che i ragazzi sia tra gli eterosessuali, che tra chi appartiene alla comunità Lgbtqia+. E il quadro diventa più allarmante se parliamo di violenza online: dichiara di averla subita, in forma di messaggi offensivi, il 50% delle ragazze e il 47% dei ragazzi.

Allo stesso tempo, spiega la Fondazione Libellula, il 39% delle persone intervistate ritiene che controllare di nascosto il cellulare e i profili di un'altra persona sia poco o per niente una forma di violenza. 

Il rapporto, si riferisce in particolare all'analisi dei risultati della survey Teen community, realizzata nel periodo fra aprile e giugno 2023 per raccogliere le testimonianze in materia di violenza di genere e relazioni fra pari di 361 adolescenti fra i 14 e i 19 anni in tutta Italia. Indagine che ha preso in esame diverse questioni, dal riconoscimento della violenza e delle sue forme, all'esperienza – diretta o indiretta – della violenza nella vita quotidiana, arrivando fino agli stereotipi di genere, intercettando i luoghi in cui la violenza avviene maggiormente e il livello di sensibilizzazione delle persone.

I dati raccontano di una generazione che sperimenta quotidianamente la violenza di genere, sia fisica sia virtuale, ma che, nella maggior parte dei casi, ancora fatica a riconoscerla e di dinamiche relazionali basate su possesso e controllo.

La sensibilità, spiega la ricerca, aumenta progressivamente con l'età e in maniera più marcata per le ragazze, che sono anche più inclini a parlare della violenza. 

La diversa percezione tra i generi nel riconoscimento della violenza è, in alcuni casi, particolarmente marcata, con solo il 33% dei ragazzi fra i 18 e 19 anni che ritiene inaccettabile che un ragazzo possa diventare violento a causa di un tradimento, a differenza del 79% delle ragazze. Inoltre, solo il 29% dei ragazzi non concorda sul fatto che il controllo sia inaccettabile in una relazione, rispetto al 48% delle ragazze.

Per quanto riguarda gli stereotipi di genere, emerge chiaramente come alcuni siano ancora piuttosto radicati, soprattutto nelle rappresentazioni di qualità associate al maschile e al femminile, e come siano stati maggiormente introiettati da parte dei ragazzi rispetto alle ragazze.

C'è però anche un dato positivo, che identifica la scuola come il luogo prediletto dagli e dalle adolescenti per il dialogo e la sensibilizzazione su questi temi (78%). Le sfide maggiori, si legge nel rapporto, "sono la creazione di un dialogo attivo tra adolescenti e mondo adulto e l'ingaggio sul tema della violenza".

Cosa possono fare gli adulti? "Nei nostri diversi ruoli" spiega Fondazione Libellula "siamo chiamati a interrogarci e a identificare supporti, progetti e iniziative volti a favorire una crescita armonica ed equilibrata, basata sul rispetto di sé, sulla comprensione delle proprie emozioni e sul rispetto dell'altrui diversità".  

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