Paola Villa

Economista, Ph.D alla University of Cambridge, è docente alla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Trento. Il campo di ricerca principale è l’economia del lavoro. E’ autrice di numerosi studi con riferimento specifico alle dinamiche dell’occupazione e della disoccupazione. Una parte rilevante dell’attività di ricerca degli ultimi anni è stata dedicata alle problematiche connesse con l’integrazione delle donne nel mercato del lavoro.

Articoli pubblicati

Alcuni economisti vedono solo il buco, l'occupazione che diminuisce. Altri la ciambella, il contenimento dello sfruttamento, soprattutto nei lavori atipici tanto diffusi tra le donne

Articololavoro - retribuzioni

Il 29,9% degli italiani è a rischio di povertà ed esclusione sociale. Condizione che riguarda il 24,8% della popolazione Ue. Da noi, a rischio soprattutto bambini, giovani e quanti vivono in affitto. Ma l'Europa che ha fatto dell'inclusione sociale il perno della strategia 2020 rischia di fallire l'obiettivo. Mentre in Italia non regge più l'unico cuscinetto che ammortizzava i colpi: la famiglia

Articolodiseguaglianza - povertà

Finora sono poche le domande delle imprese per godere degli incentivi fiscali alle assunzioni dei giovani. Ma i numeri complessivi non dicono tutto: bisogna valutare anche quante di queste assunzioni ci sarebbero state comunque, anche senza sgravi. Gli incentivi funzionano solo se selettivi e molto mirati; e soprattutto, è sbagliato attendersi da queste misure la creazione di posti di lavoro

Articololavoro

Un terzo delle lavoratrici italiane è a tempo parziale; ma oltre la metà di loro vorrebbe lavorare a tempo pieno. Così il part time, da strumento per incentivare l'occupazione femminile, diventa terreno di una guerra tra povere. E finiscono per restare escluse proprio quelle donne potenzialmente disponibili a lavorare a part time

Articolocrisi economica - lavoro

Il tasso di disoccupazione non dice tutto. Tra le persone ufficialmente "inattive" c'è una massa pronta al lavoro. E predominano le donne. I nuovi indicatori dell'Istat ci permettono di tracciare la mappa del tesoro femminile sprecato: 3,6 milioni di "forze di lavoro potenziali", più 386mila sottoccupate part-time

Articololavoro

I tre nuovi indicatori introdotti nel 2011 dall'Eurostat, che forniscono informazioni che vanno oltre la distinzione convenzionale tra occupati, disoccupati ed inattivi.

Articoloschede

Sono il 15,4% dei giovani europei, 2 milioni e 200mila in Italia: giovani che non lavorano e non studiano. Un Rapporto Eurofound ci dice dove sono, e come sono cresciuti con la crisi. E ne calcola i costi economici: se solo il 20% dei Neet italiani potesse lavorare, ci sarebbe un beneficio di 6,5 miliardi di euro all'anno

Articologenerazioni - lavoro

Dai 41 ai 119 euro al mese, e anche oltre. I dati Istat permettono di vedere come, a quattro anni dalla laurea, tra i neodottori che hanno trovato lavoro si sia già aperto un gap di genere: le donne guadagnano meno. Occhio a questi numeri, e soprattutto alla facoltà che si sceglie...

Articoloistruzione

L'ultima leva di laureati sta già pagando il prezzo della recessione, con un calo delle opportunità di lavoro. E il gap di genere resta alto, soprattutto per gli indirizzi a maggior rischio disoccupazione: geo-biologico, giuridico, letterario e linguistico

Articololavoro - istruzione

Dall'inizio della crisi, il mondo ha 4 milioni di giovani disoccupati in più: in tutto, 75 milioni. Un fenomeno globale, che però colpisce di più le economie sviluppate e l'Europa. E ai disoccupati ufficiali vanno aggiunti gli scoraggiati: un effetto nascosto, che colpisce più gli uomini che le donne. Un'analisi dei dati Ilo

Articologenerazioni - lavoro

Una parola che ricorre nel cantiere, appena riaperto, della riforma del mercato del lavoro. Cos'è, dove nasce, quanto vale e quanto costa il binomio "flessibilità più sicurezza". Nato in Danimarca, il paese che ha speso di più nell'Ue per le politiche attive del lavoro. E' un modello da esportazione?

Articololavoro - schede

Pigs sotto accusa, e non per il debito. Portogallo, Italia, Grecia e Spagna hanno in comune anche il micidiale mix che scoraggia sia l'occupazione femminile che la fecondità: mercato del lavoro frammentato, welfare familistico e precarietà

Articolofamiglie - generazioni - lavoro

Cosa farà l'Europa per l'occupazione? La strategia di Lisbona per il 2010 si è rivelata un libro dei sogni, in alcuni paesi, e non solo per colpa della crisi. Nel piano per il prossimo decennio, un evidente passo indietro dal punto di vista dell'eguaglianza di genere

Articololavoro

La crisi si abbatte in modo massiccio sui giovani; gli strumenti in altri tempi pensati per favorire l'occupazione oggi vengono usati per espellere un'intera generazione dal mercato del lavoro. Uno scenario che peggiora i rischi del nostro welfare familista

Articologenerazioni - lavoro

Glossario. Come si calcola il differenziale salariale donna/uomo, quali informazioni ci dà e con quali limiti. L'indicatore "grezzo" vede le italiane tra le meno discriminate, ma andrebbe corretto per tener conto di bassa occupazione, livello di istruzione e regimi orari

Articoloschede

La recessione di oggi in Europa colpisce le donne più di quanto non accadesse nel passato. Ma le misure anti-crisi non ne tengono conto. Se lo facessero, saremmo più vicini alla soluzione: cambiare i sistemi di welfare e investire nelle infrastrutture sociali

Articololavoro