Rapporto ombra 2024 per la Cedaw

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"Lo Stato italiano non ha seguito un approccio sistemico e strutturale nel colmare il gender gap. Non ha implementato politiche o strategie di investimento riguardanti il caregiving, il lavoro, l’empowerment, lo status economico, la segregazione verticale e orizzontale delle donne, gli stereotipi e la violenza contro le donne". Si apre così il nuovo rapporto ombra della società civile per la Convention on the elimination of all forms of discrimination against women (Cedaw).

Frutto del lavoro di più di trenta tra esperte di diritti delle donne, associazioni, organizzazioni sindacali e internazionali coordinate da Donne in rete contro la violenza (D.i.Re) - fra cui Aidos, Action Aid Italia, Cgil e Period ThinkTank, solo per citarne alcune - il documento prende in esame molteplici aspetti relativi alla vita pubblica e privata delle donne in Italia: dall'accesso delle donne ai fondi per la ripresa post-pandemia, dalla alla giustizia alla sicurezza, passando per l'uso di un linguaggio non discriminatorio e i delicati temi della salute, della violenza di genere, dell'istruzione e dell'occupazione, ma anche del matrimonio e della vita familiare, e senza trascurare i diritti delle donne migranti, delle rifugiate e delle richiedenti asilo, la tratta e lo sfruttamento sessuale.

"Persiste l’inesorabile tendenza a reinterpretare e ridefinire le politiche di pari opportunità come politiche di famiglia e maternità" spiegano le esperte che nel rapporto raccolgono le problematiche più critiche nel nostro paese per il raggiungimento della parità di genere, e le relative raccomandazioni. 

Il rapporto si affianca al resoconto ufficiale che ogni quattro anni i governi degli stati che hanno ratificato o aderiscono alla Cedaw hanno il compito di presentare sui risultati raggiunti in materia di diritti delle donne nei rispettivi territori.

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