Spazi per il lavoro a distanza

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Aa.Vv.

 

Il volume Spazi per il lavoro a distanza e per la cura. Evoluzione storico-giuridica, prospettive sociologiche e architettoniche (Giappichelli Editore, 2025) propone un’analisi interdisciplinare – in materia di storia del diritto, diritto del lavoro, architettura, sociologia della famiglia e del lavoro – sui cambiamenti innescati dalla remotizzazione del lavoro negli uffici, negli spazi domestici e urbani, e sulle sue implicazioni nella vita quotidiana delle persone, con un'attenzione particolare a quelle di genere. 

Curata da Michela Bassanelli, ricercatrice presso il Dipartimento di Architettura e studi urbani (DAStU) del Politecnico di Milano, Alessandra Ingrao, professoressa associata di Diritto del lavoro presso l'Università degli Studi di Milano Statale, e Caterina Satta, professoressa associata di Sociologia all'Università di Cagliari, la pubblicazione è il primo risultato del Progetto di rilevante interesse nazionale (Prin) ESCAPES-Soluzioni spaziali sperimentali per la gestione sostenibile di lavoro a distanza e cura familiare, finanziato dall'Unione europea tramite il programma Next Generation EU nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Dal confronto tra le diverse discipline emerge la necessità di elaborare "nuove soluzioni spaziali sostenibili nelle vite delle persone", che "hanno desideri e bisogni sia di un lavoro dignitoso sia di cura", ribadiscono le curatrici nell'introduzione.

La raccolta di scritti si rivolge a docenti delle comunità scientifiche di riferimento, studenti, professionisti e professioniste interessate a comprendere le ricadute di un processo in continua evoluzione, che pone nuove sfide e interrogativi sui diritti, sulle famiglie e sulle attività di cura. 

Dal punto di vista giuridico quanto da quello sociologico e architettonico, la remotizzazione del lavoro costituisce uno spartiacque, che, come scrive Caterina Satta, ha messo chiaramente in evidenza come la vita delle persone – e non solo quella delle donne – sia caratterizzata da una "costante compresenza di lavoro retribuito e lavoro di cura, di dimensioni economiche ed emozionali". 

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