Segnalazioni
convegni, presentazioni, mostre, siti web, appuntamenti
Firenze celebra una donna speciale, di cui fu residenza elettiva, con una serie di incontri e mostre in programma dal 21 aprile al 4 maggio. Si tratta di Violet Trefusis, scrittrice, poetessa, mecenate e viaggiatrice, nata a Londra nel 1894 ma vissuta a Parigi e a Firenze, riuscendo a trasformare la sua dimora francese a Saint Loup de Naud e la sua villa a Bellosguardo in due importanti punti di riferimento culturali. Nel 1960 è stata insegnita del titolo di commendatore della repubblica italiana “per meriti letterari e per l’attaccamento dimostrato al nostro Paese”. Morì a Firenze il 1 Marzo 1972, lasciando in eredità un milione di lire alla chiesa di Saint Mark’s e cinque milioni al comune di Firenze per i poveri della città. Qui programma dell'iniziativa "Violet a Firenze", e qui il sito a lei dedicato.
Giornata di protesta oggi all'università della Calabria contro la decisione di chiudere il corso di studi di genere. Sarà consegnata al rettore Giovanni Latorre una petizione che ha raccolto molte firme pesanti: hanno firmato anche Vandana Shiva e Joan Scott, insieme a numerose esponenti del mondo degli studi di genere del nord Europa. In totale, sono oltre 670 le firme raccolte contro la decisione di chiudere il corso - tenuto da Laura Corradi -, secondo quanto riportato sul sito de Il Fatto. Prevista per oggi 22 aprile l'organizzazione di un sit in di protesta. Nel frattempo sono partiti anche diversi mail bombing (uno da facebook e l'altro da un blog), e spunti di riflessione sulla natura politica degli studi di genere.
Le forme diverse - anche in base al genere - di dissenso e opposizione al regime, raccolte in un volume che vuole ricordare e essere strumento didattico insieme. Le idee e i fatti della resistenza: un approccio di genere (a cura di Roberta Cairoli; Biblion Edizioni, 2013) nasce grazie all'opera di un gruppo di ricercatrici e ricercatori, su sollecitazione della Fiap, la Federazione italiana associazioni partigiane, con la collaborazione del centro Lumina e il contributo di regione Lombardia. Verrà presentato venerdì 19 aprile, alle ore 21 a Milano, presso il circolo di via De Amicis, in via De Amicis 17. Qui la locandina dell'evento; e qui qualche info in più.
"Zittina sei più carina", è stata apostrofata un giorno una studentessa universitaria dal suo docente. Un'insegnante poliglotta è stata rimproverata per non essere una donna di casa, buona da sposare. Oppure c'è la ragazza palpeggiata praticamente ogni volta che si trova in un posto molto affollato. Storie che arrivano dal Messico, da Israele, dalla Germania, e ancora dal Pakistan, India, Spagna, Russia....Raccolte sul web, su un sito nato per dare spazio alla dose quotidiana di sessismo che può capitare dappertutto, in tutto il mondo. Partito un anno fa, senza finanziamenti e senza pubblicità, il progetto del sito The Everyday Sexism ha raccolto 25mila storie, segnalazioni, racconti. Ma anche molti insulti. Le email con contenuti offensivi e insultanti sono infatti molte più di quelle che ci si sarebbe potuti aspettare, sottolinea l'autrice del progetto in un post pubblicato sul sito del Guardian. Oltre agli attacchi, però, è arrivata la solidarietà, e le storie positive, quelle delle donne che non si arrendono allo stereotipo, alle molestie sessuali, agli insulti e si sono organizzate per resistere al sessismo quotidiano, da quello più innoquo alla violenza. E da molti paesi, Italia compresa, sono molte le donne che si sono offerte di partecipare, contribuire o moderare gli interventi. Tanto per non rimanere con le mani in mano.
Il tema della violenza sulle donne, e dei femminicidi, ha finalmente raggiunto una certa attenzione: ora se ne parla, se ne scrive sui giornali, si manifesta (come a Febbraio, quando migliaia di donne hanno ballato in tutto il mondo). Ma cosa fare in concreto? Con quali iniziative combattere il problema? Per raccogliere idee, l'Aied ha lanciato un concorso rivolto ai giovani dai 18 ai 29 anni. #NoViolenza #donne è un contest nazionale con l'obiettivo di raccogliere progetti per contrastare le diverse forme di violenza sulle donne. ll vincitore avrà un premio del valore totale di 10.000 euro, di cui 3.000 in denaro e 7.000 in servizi di supporto alla definizione e all’avvio del progetto. Per maggiori informazioni: www.noviolenza.it
Ci siamo quasi, è fissata per giovedì 18 la prima seduta del parlamento per l'elezione del successore di Napolitano. E alla vigilia dell'importante appuntamento, sono diverse le iniziative a sostegno di una nomina al femminile come capo dello Stato. Vi proponiamo tre diverse campagne video. "Film per Bonino presidente" è l'endorsement da parte di vari attori, registi e personaggi dello spettacolo. Poi c'è "Otto donne e un mistero: cardinale o Quirinale?", la campagna dell'associazione Pari o dispare per una donna alla presidenza della Repubblica, in cui le otto (tutte attrici) ricordando la lista tutta al maschile di presidenti della Repubblica. Infine le rappresentanti di alcune delle associazioni raccolte nella Rete per la democrazia paritaria "ci mettono la faccia", come si suol dire, per dire a chiare lettere: "Voglio una donna al Quirinale".
Nonostante i livelli medi di istruzione più elevati e i risultati scolastici migliori, anche a parità di formazione le donne sperimentano nel corso di vita maggiori difficoltà in ingresso dei coetanei uomini e discriminazioni occupazionali e retributive. Che cosa ha “bloccato” il percorso delle donne italiane negli ultimi anni e cosa differenzia l’Italia da altri Paesi europei? Ne hanno parlato Daniela del Boca (professore di economia politica, università di Torino) e Chiara Saraceno (professore di sociologia della famiglia, università di Torino) in un incontro dal titolo "Donne e lavoro, una rovoluzione incompleta?", che si è tenuto venerdì al Circolo dei lettori di Torino. L'incontro fa parte della rassegna di eventi della manifestazione Biennale democrazia (qui l'opuscolo con il programma completo)
La strada della leadership al femminile è ancora tutta da percorrere, anche a livello locale, a giudicare le vicende di diverse amministrazioni. Prendiamo per esempio la Regione Lazio, dove sono stati appena nominati i presidenti e i vicepresidenti delle otto commissioni permanenti del Consiglio regionale del Lazio. Risultato: nessuna donna alla massima carica, e solo una come vice (Olimpia Tarzia, della lista Storace, nominata vicepresidente alla commissione cultura insieme a Cristian Carrara, della lista Per il Lazio). Qui la pagina delle varie commissioni sul sito della Regione Lazio, e qui la notizia delle nomine.
La disoccupazione nascosta è fatta da centinaia di migliaia di persone che ufficialmente sono inattive, ma che sono disponibili a lavorare: tra loro, la grandissima parte non cerca lavoro perché non ha speranze di trovarlo. Secondo i dati 2012 diffusi dall'Istat sono 2.975.000 gli "inattivi disponibili a lavorare", in Italia: in rapporto alle forze di lavoro, sono il triplo della media europea. E si tratta di un fenomeno più diffuso tra le donne: sono a casa, ma vorrebbero lavorare, il 17,2% delle donne, contro il 7,6% degli uomini. In aumento anche la sottoccupazione part time, e anche in questo caso per il peso preponderante della componente femminile.
Nessuna donna tra i saggi nominati dal presidente della repubblica, e pochissime tra quelle nominate dalle regioni per le elezioni del capo dello stato, che si aggiungeranno ai voti dei parlamentari. Le delegate regionali donne sono infatti solo 5 su 58. Un articolo a firma di Silvio Buzzanca su Repubblica le cita una per una, tanto si contano sulle dita di una mano, essendo appena cinque. Si tratta di Rosa Thaler (Svp), presidente del consiglio regionale del Trentino Alto Adige; Katiuscia marini, governatrice Pd dell'Umbria; Palma Costa, Pd, presidente dell'assemblea regionale dell'Emilia Romagna; Angiolina Fusco Perrella, consigliere regionale molisana del Pdl; e Claudia Lombardo, presidente del consiglio regionale della Sardegna. L'articolo ricorda anche che circolano diversi nomi di donne tra i papabili per il quirinale e sono partite le campagne per sostenere le candidature femminili.
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Sarà mica più facile, per una donna, diventare cardinale che presidente della Repubblica?
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Che effetto fa avere il 17% in meno di quello che ti spetta?














