Donne AMMAZZATE, chi le conta?
Dal 2005 in Italia 770 donne sono state uccise da un uomo a loro vicino, il marito o l'ex, il convivente o il partner. La stima è di un'associazione che combatte la violenza contro le donne, che ogni anno presenta un rapporto ricavato dal monitoraggio sulla stampa, per poi catalogarli in base a criteri utili per capire meglio il fenomeno dei feminicidi. Ma oltre a questo tipo di conteggi, necessariamente incompleti, non ci sono dati e stime ufficiali: Perché in Italia i femminicidi non contano (e non vengono contati)?, si chiede un articolo su neodemos.it. «I dati sul tema - si legge nell'articolo - non sono, al momento, diffusi dal Ministero, e i rapporti sulla criminalità, pubblicati a cadenza non regolare, nel riportare i dati sugli omicidi, non tengono conto della variabile di genere». Perché il problema stenta a essere riconosciuto «come profondamente legato al rapporto tra i sessi, e allo squilibrio che lo caratterizza. È infatti più semplice considerare questi eventi come "raptus", un "litigio degenerato", "gelosia morbosa", "uno scatto d'ira improvviso", "un gesto folle", "una pazzia"," un momento di debolezza". Qualcosa, in ogni caso, che eccede la nostra rassicurante idea di normalità». Nello stesso pezzo si possono leggere anche alcune definizioni che studiose hanno tentato per delineare meglio le caratteristiche di questo tipo di violenza, per non continuare a considerare i femminicidi degli "omicidi passionali".
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