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LOTTA DI SESSI alla Banca centrale europea

"Bocciato perché maschio. Per la prima volta nella sua storia l'Europa respinge un candidato a un incarico di prestigio con la sola motivazione che è del genere 'sbagliato'". Comincia così un articolo di Andrea Bonanni su Repubblica che dà conto del "fattaccio": la bocciatura, da parte dell'europarlamento, della nomina del lussemburghese Yves Mersch alla Bce. (qui la cronaca). Arrivando nel board della Bce in virtù del meccanismo della rotazione tra paesi, Mersch andava a confermare, riempiendo la casella prima occupata da un banchiere spagnolo, una composizione tutta maschile del consiglio Bce (monosessismo rotto solo quando è toccato agli austriaci e ai soliti finlandesi fare la propria nomina). E adesso che succede? Il voto dell'europarlamento non è vincolante, la palla passa ai governi. Confermeranno Mersch, e il club di soli maschi alla guida dell'istituzione più potente d'Europa, o volteranno pagina? Intanto da qui possiamo far pressione sul nostro, e ricordare la composizione squilibrata delle nostre autorità indipendenti e ai vertici dell'amministrazione: si legga questa scheda (che pecca d'ottimismo perché nel frattempo l'unica donna nel board di Bankitalia, Anna Maria Tarantola, è passata alla guida della Rai). Sulla questione, una lettera aperta delle economiste e degli economisti europei ha spiegato perché "la Bce trarrebbe benefici da una minore discriminazione di genere".

Nella foto in alto, l'attuale consiglio direttivo della Bce. Qui invece Sharon Bowles, presidente della Commissione affari economici del parlamento europeo, una delle protagoniste della battaglia sulla Bce, nonché candidata alla guida della Bank of England. La Commissione affari economici ha dato parere negativo alla nomina di Mersch, voto poi confermato dal parlamento in seduta plenaria: 300 favorevoli alla nomina (soprattutto dai banchi del Ppe), 325 contrari (socialisti, liberali, sinistre e verdi), 49 astenuti.