Segnaliamo - Archivio

"Ancor prima che materia giuridica, è emergenza culturale. Coinvolge tutti, uomini e donne". Comincia con queste parole l'appello lanciato su change.org per chiedere al governo di convocare velocemente gli stati generali contro la violenza sulle donne, come punto di partenza per stabilire azioni concrete con cui prevenire e contrastare il fenomeno. "La lotta contro ogni forma di sopruso, fisico e psicologico, verbale e virtuale, deve essere la priorità dell’agenda politica di governo e parlamento", si legge nell'appello, lanciato dal progetto Ferite a morte e già firmato da numerosi personaggi pubblici, da Renzi a Celentano, da Littizzetto a Sorrentino e tanti altri. Clicca qui per aderire all'appello, noi (la redazione di inGenere.it) l'abbiamo già fatto.

06/05/2013

Nel 1974 i papà che sfruttavano il congedo parentale erano il 2,5%, oggi invece sono circa l'80%. La nazione che è riuscita a rendere normale e diffusa la condivisione tra i partner delle cure ai piccoli di casa è la Svezia. "In totale la madre e il padre possono usufruire di 480 giorni di congedo che sono sfruttabili fino all'età di otto anni del bambino - si legge in un articolo su D di Repubblica - Di questi 60 giorni spettano al padre e se non vengono sfruttati non sono trasferibili al partner, perciò andranno persi; lo chiamano use it or loose it". Ma non è finita qui: "C'è anche un bonus di parità per i genitori che dividono a metà il congedo parentale sotto forma di detrazione fiscale. Lo Stato rimborsa fino all'80% dello stipendio per un valore di circa 43.000 mila euro all'anno. Spesso le aziende aggiungono la differenza per coprire il salario effettivo". L'articolo riporta inoltre testimonianze e commenti, tra i quali quello di Mattias Segelmark, direttore del personale di Tre Svezia: "Stare a casa con i figli fa parte della vita. L'individuo, le aziende e la società guadagnano se la donna e l'uomo usufruiscono del congedo parentale. Notiamo che i nostri dipendenti, dopo essere stati a casa, sono più competenti e spesso hanno sviluppato caratteristiche per diventare un buon leader". Qui per leggere l'articolo per intero.

E qui il  dossier di inGenere.it con tutti gli articoli sul congedo di paternità. 

03/05/2013

La presenza delle donne immigrate in Italia è un fenomeno dinamico e complesso, a cui è dedicata un'approfondita analisi sociologica nel volume Donne e percorsi migratori. Per una sociologia delle migrazioni, editore Franco Angeli, a firma di Mara Tognetti Bordogna, sociologa dell'università di Milano Bicocca, dove il libro sarà presentato lunedì 6 maggio. L'analisi ricostruisce le varie fasi migratorie, i motivi e i "modelli" degli spostamenti delle donne, il loro inserimento nel mercato del lavoro, la salute, le rimesse e l'associazionismo, per chiudere con uno sguardo sulle adolescenti e i ricongiungimenti. 

Qui maggiori info sulla presentazione e gli interventi.

"La realtà migratoria delle donne verso l'Italia è un fenomeno che risale agli anni Settanta del secolo scorso e presenta caratteristiche e specificità poco indagate negli studi italiani di sociologia delle migrazioni - si legge nella presentazione - Il volume mette a fuoco la complessità, la dinamicità e la sistematica crescita della presenza delle donne migranti in Italia. Dopo un'analisi delle ricerche inerenti le donne immigrate in Europa e in Italia, nel testo è dedicata una particolare attenzione ai temi delle trasformazioni identitarie, dell'inserimento nel mercato del lavoro e della salute delle donne della migrazione".

03/05/2013

Chi sono le geek girl italiane, e quali strategie usano per crescere professionalmente nell'era del web 2.0? Esperte, start uppers, giornaliste e web editors si incontrano sabato 4 maggio a Torino, per confrontarsi su percorsi e relazioni digitali e per approfondire come il rapporto tra donne, rete e tecnologia sia in continua evoluzione. L'incontro è organizzato nell'ambito del Digital for Job, spazio dedicato all'evoluzione delle professioni digitali e dell'auto-imprenditorialità del Digital Festival che si terrò a Torino dal 3 al 20 maggio.

“Donne e professioni digitali –  si legge nel comunicato stampa – vuole offrire uno spazio di confronto sulle nuove professioni e sulla rete, per conoscere e capire come crescono professionalmente le geek girl italiane. Il tocco rosa della rete è sempre più determinante per una visione della tecnologia applicata alla qualità di vita delle persone e delle relazioni, punta sui processi partecipativi e sulla condivisione dei saperi, sull’organizzazione di smart communities che migliorino l’organizzazione delle città e dei servizi, trova spazi di crescita grazie alla sharing economy”. 

 

02/05/2013
"Questa volta le donne al governo sono sette e non se ne erano mai viste tante, in Italia almeno, infatti chi le ha scelte, il nuovo candidato premier in extremis Enrico Letta, si compiace con se stesso". Il commento di Natalia Aspesi su Repubblica sulla composizione del nuovo governo apre con tono positivo, pur notando lo svantaggio di partenza, che fa risplendere l'inedita presenza femminile. Ma a parte il numero, la giornalista che "sono (quasi) di sicuro competenti: almeno come gli altri uomini di solito inchiodati alle poltrone di potere, e alcune molto di più". Peccato che di una delle neo-ministre si debba commentare il colore della pelle e i relativi commenti degli esponenti della Lega Nord, ma un'altra piccola soddisfazione femminile c'è, sottolinea Aspesi: "Le ministre di questo governo, non sono come quelle che in parlamento, al governo, nei consigli regionali del passato, erano tutte giovani, coi tacchi a spillo, il seno esposto, le belle gambe, la boccona rifatta e il talento da show girl: adesso ce ne è di ogni età, di ogni corporatura, di ogni tipo di abbigliamento; almeno fisicamente, rappresentano davvero tutte le donne italiane". (L'articolo per intero si può leggere qui).
 
Invece Mariella Gramaglia su La Stampa commenta positivamente la nomina di Maria Chiara Carrozza, "illustre studiosa di robotica, bioingegneria, biorobotica"; "Se abbiamo a cuore il futuro dei nostri figli saremo lieti che ministro dell'istruzione" sia lei, scrive Gramaglia. E più in generale possiamo compiacerci sulle 7 donne ministro su un totale di 21.
 
 
29/04/2013

Emma Bonino agli Esteri, Cécile Kyenge all'Integrazione, Josefa Idem alle Pari Opportunità e Sport, Anna Maria Cancellieri alla Giustizia, Nunzia De Girolamo alle Politiche agricole, Maria Chiara Carrozza all'Istruzione e Università, Beatrice Lorenzin alla Salute. Nel nuovo esecutivo presentato dal presidente incaricato Enrico Letta, ci sono 7 donne su 21 ministri. Un terzo del totale. Il che ci permette di aggiornare così la tabella delle presenze di genere nei governi europei: W-M-governments.doc. Nei primi due grafici a seguire, si vede un confronto tra la situazione italiana e quella di altri paesi europei. 

Prima del governo Letta:

E dopo: 

 

Nel grafico sotto, invece, la media dei 27 paesi europei e quella italiana, dal 2004 a oggi.

27/04/2013

In queste ore si va definendo la composizione del nuovo governo da parte del presidente incaricato Enrico Letta. In attesa di sapere i nomi, ecco un riepilogo sulla presenza delle donne al governo, negli ultimi anni, con un grafico che confronta la situazione italiana con la media europea (la linea rossa indica la % media nei paesi dell'Europa a 27 di donne ministro; la linea blu indica la % italiana. I dati sono relativi al quarto trimestre di ciascun anno). In allegato, inoltre, la tabella con il numero di primi ministri e ministri maschi e femmine in tutti i paesi europei (a inizio 2013). (Fonte: Commissione Europea)

27/04/2013

Il dibattito sul soffitto di cristallo che ha distolto l'attenzione dalla massa di lavoratrici malpagate e sfruttate, la nuova "casalinghitudine" degli stagisti ("accondiscendenti, muti e per lo più di sesso femminile"), il rapporto delle donne con facebook e il web 2.0; il tutto con la relativa "sponda" italiana: sono alcuni dei temi proposti dalla rivista Reset in uno speciale dedicato al nuovo pensiero femminista, in cui sono proposti tre interessanti saggi comparsi nel dossier The New Femminism sulla rivista Usa Dissent, con l'aggiunta di tre punti di vista italiani sugli stessi temi, a firma di Mariella Gramaglia, Loredana Lipperini e Giorgia Serughetti. 

"Dissent ci fa capire due cose - si legge nella pagina introduttiva al dossier sul nuovo pensiero femminista - la prima è che certi antichi strumenti di indagine risultano tuttora utili, anzi più utili che mai,  a vedere come la trentennale teoria del “genere”, per esempio, aiuti a illuminare il continente buio degli stage, ovvero il lavoro che è tale ma non viene retribuito;  la seconda è che il femminismo negli Stati Uniti - a differenza che da noi - ha conquistato e mantenuto un posto in prima linea nel dibattito pubblico"

 

 

26/04/2013

Non sono mancati riferimenti alla necessità di valorizzare le risorse e le energie femminili nel discorso di reinsediamento di Giorgio Napolitano. La rete per la democrazia paritaria parte da questo richiamo e chiede di riconoscere il giusto spazio alle donne nella formazione del nuovo governo: anche perché la democrazia fatta solo dagli uomini ha dimostrato di essere esposta a gravi rischi, come si è visto con le ultime vicende politiche nel nostro paese. "Le votazioni svoltesi in parlamento per la elezione del capo dello stato hanno provocato disagio e sconcerto - si legge nella nota diffusa dalla rete di associazioni - perché hanno dimostrato come la democrazia italiana sia esposta a gravissimi rischi, se affidata solo agli uomini, che da soli hanno finora deciso e diretto e che hanno dato prova di anteporre interessi personali, di carriera o, nel migliore dei casi, di gruppo e di partito, agli interessi generali del paese. È urgente e indispensabile che le donne vengano poste in condizione di contare effettivamente, perché costituiscono una forza essenziale di rinnovamento". Qui si può leggere il testo per intero. 

24/04/2013

La violenza domestica è la prima causa di morte nel mondo per le donne tra i 16 e i 44 anni: più degli incidenti stradali, più delle malattie. Ma perché gli uomini uccidono e perché le donne al primo segnale non allontanano l’uomo che le sta minacciando? Se ne parla oggi, martedì 23 aprile, alle ore 14.30 a Milano, in un convegno dal titolo "Violenza maschile: le parole per dirla", in occasione dell’inaugurazione della sesta edizione del corso Donne, politica e istituzioni, organizzato dal comitato pari opportunità e da Abcd - centro interdipartimentale per lo studio dei problemi di genere dell’università di Milano Bicocca. Esperti e docenti si confrontano sul tema attraverso linguaggi diversi: quello giornalistico e della comunicazione, dell’analisi sociologica, dell’educazione, e quello della politica. L’intreccio di registri diversi permette di portare alla luce ciò che solitamente rimane in ombra nei discorsi sulla violenza: il maschile, innanzitutto, e i modelli di maschilità e di femminilità in cui si radica la violenza. Qui il programma degli intrerventi. L'incontro sarà trasmesso in diretta streaming

23/04/2013

Firenze celebra una donna speciale, di cui fu residenza elettiva, con una serie di incontri e mostre in programma dal 21 aprile al 4 maggio. Si tratta di Violet Trefusis, scrittrice, poetessa, mecenate e  viaggiatrice, nata a Londra nel 1894 ma vissuta a Parigi e a Firenze, riuscendo a trasformare la sua dimora francese a Saint Loup de Naud e la sua villa a Bellosguardo in due importanti punti di riferimento culturali. Nel 1960 è stata insegnita del titolo di commendatore della repubblica italiana “per meriti letterari e per l’attaccamento dimostrato al nostro Paese”. Morì a Firenze il 1 Marzo 1972, lasciando in eredità un milione di lire alla chiesa di Saint Mark’s e cinque milioni al comune di Firenze per i poveri della città. Qui programma dell'iniziativa "Violet a Firenze", e qui il sito a lei dedicato. 

22/04/2013

Giornata di protesta oggi all'università della Calabria contro la decisione di chiudere il corso di studi di genere. Sarà consegnata al rettore Giovanni Latorre una petizione che ha raccolto molte firme pesanti: hanno firmato anche Vandana Shiva e Joan Scott, insieme a numerose esponenti del mondo degli studi di genere del nord Europa. In totale, sono oltre 670 le firme raccolte contro la decisione di chiudere il corso - tenuto da Laura Corradi -, secondo quanto riportato sul sito de Il Fatto. Prevista per oggi 22 aprile  l'organizzazione di un sit in di protesta. Nel frattempo sono partiti anche diversi mail bombing (uno da facebook e l'altro da un blog), e spunti di riflessione sulla natura politica degli studi di genere. 

22/04/2013

Le forme diverse - anche in base al genere - di dissenso e opposizione al regime, raccolte in un volume che vuole ricordare e essere strumento didattico insieme. Le idee e i fatti della resistenza: un approccio di genere (a cura di Roberta Cairoli; Biblion Edizioni, 2013) nasce grazie all'opera di un gruppo di ricercatrici e ricercatori, su sollecitazione della Fiap, la Federazione italiana associazioni partigiane, con la collaborazione del centro Lumina e il contributo di regione Lombardia. Verrà presentato venerdì 19 aprile, alle ore 21 a Milano, presso il circolo di via De Amicis, in via De Amicis 17. Qui la locandina dell'evento; e qui qualche info in più.  


19/04/2013

"Zittina sei più carina", è stata apostrofata un giorno una studentessa universitaria dal suo docente. Un'insegnante poliglotta è stata rimproverata per non essere una donna di casa, buona da sposare. Oppure c'è la ragazza palpeggiata praticamente ogni volta che si trova in un posto molto affollato. Storie che arrivano dal Messico, da Israele, dalla Germania, e ancora dal Pakistan, India, Spagna, Russia....Raccolte sul web, su un sito nato per dare spazio alla dose quotidiana di sessismo che può capitare dappertutto, in tutto il mondo. Partito un anno fa, senza finanziamenti e senza pubblicità, il progetto del sito The Everyday Sexism ha raccolto 25mila storie, segnalazioni, racconti. Ma anche molti insulti. Le email con contenuti offensivi e insultanti sono infatti molte più di quelle che ci si sarebbe potuti aspettare, sottolinea l'autrice del progetto in un post pubblicato sul sito del Guardian. Oltre agli attacchi, però, è arrivata la solidarietà, e le storie positive, quelle delle donne che non si arrendono allo stereotipo, alle molestie sessuali, agli insulti e si sono organizzate per resistere al sessismo quotidiano, da quello più innoquo alla violenza. E da molti paesi, Italia compresa, sono molte le donne che si sono offerte di partecipare, contribuire o moderare gli interventi. Tanto per non rimanere con le mani in mano. 

18/04/2013

Il tema della violenza sulle donne, e dei femminicidi, ha finalmente raggiunto una certa attenzione: ora se ne parla, se ne scrive sui giornali, si manifesta (come a Febbraio, quando migliaia di donne hanno ballato in tutto il mondo). Ma cosa fare in concreto? Con quali iniziative combattere il problema? Per raccogliere idee, l'Aied ha lanciato un concorso rivolto ai giovani dai 18 ai 29 anni. #NoViolenza #donne è un contest nazionale con l'obiettivo di raccogliere progetti per contrastare le diverse forme di violenza sulle donne. ll vincitore avrà un premio del valore totale di 10.000 euro, di cui 3.000 in denaro e 7.000 in servizi di supporto alla definizione e all’avvio del progetto. Per maggiori informazioni: www.noviolenza.it

17/04/2013

Ci siamo quasi, è fissata per giovedì 18 la prima seduta del parlamento per l'elezione del successore di Napolitano. E alla vigilia dell'importante appuntamento, sono diverse le iniziative a sostegno di una nomina al femminile come capo dello Stato. Vi proponiamo tre diverse campagne video. "Film per Bonino presidente" è l'endorsement da parte di vari attori, registi e personaggi dello spettacolo. Poi c'è "Otto donne e un mistero: cardinale o Quirinale?", la campagna dell'associazione Pari o dispare per una donna alla presidenza della Repubblica, in cui le otto (tutte attrici) ricordando la lista tutta al maschile di presidenti della Repubblica. Infine le rappresentanti di alcune delle associazioni raccolte nella Rete per la democrazia paritaria "ci mettono la faccia", come si suol dire, per dire a chiare lettere: "Voglio una donna al Quirinale". 

16/04/2013

Nonostante i livelli medi di istruzione più elevati e i risultati scolastici migliori, anche a parità di formazione le donne sperimentano nel corso di vita maggiori difficoltà in ingresso dei coetanei uomini e discriminazioni occupazionali e retributive. Che cosa ha “bloccato” il percorso delle donne italiane negli ultimi anni e cosa differenzia l’Italia da altri Paesi europei? Ne hanno parlato Daniela del Boca (professore di economia politica, università di Torino) e Chiara Saraceno (professore di sociologia della famiglia, università di Torino) in un incontro dal titolo "Donne e lavoro, una rovoluzione incompleta?", che si è tenuto venerdì al Circolo dei lettori di Torino. L'incontro fa parte della rassegna di eventi della manifestazione Biennale democrazia (qui l'opuscolo con il programma completo)

12/04/2013

La strada della leadership al femminile è ancora tutta da percorrere, anche a livello locale, a giudicare le vicende di diverse amministrazioni. Prendiamo per esempio la Regione Lazio, dove sono stati appena nominati i presidenti e i vicepresidenti delle otto commissioni permanenti del Consiglio regionale del Lazio. Risultato: nessuna donna alla massima carica, e solo una come vice (Olimpia Tarzia, della lista Storace, nominata vicepresidente alla commissione cultura insieme a Cristian Carrara, della lista Per il Lazio). Qui la pagina delle varie commissioni sul sito della Regione Lazio, e qui la notizia delle nomine. 

12/04/2013

La disoccupazione nascosta è fatta da centinaia di migliaia di persone che ufficialmente sono inattive, ma che sono disponibili a lavorare: tra loro, la grandissima parte non cerca lavoro perché non ha speranze di trovarlo. Secondo i dati 2012 diffusi dall'Istat sono 2.975.000 gli "inattivi disponibili a lavorare", in Italia: in rapporto alle forze di lavoro, sono il triplo della media europea. E si tratta di un fenomeno più diffuso tra le donne: sono a casa, ma vorrebbero lavorare, il 17,2% delle donne, contro il 7,6% degli uomini. In aumento anche la sottoccupazione part time, e anche in questo caso per il peso preponderante della componente femminile.

11/04/2013

Nessuna donna tra i saggi nominati dal presidente della repubblica, e pochissime tra quelle nominate dalle regioni per le elezioni del capo dello stato, che si aggiungeranno ai voti dei parlamentari. Le delegate regionali donne sono infatti solo 5 su 58. Un articolo a firma di Silvio Buzzanca su Repubblica le cita una per una, tanto si contano sulle dita di una mano, essendo appena cinque. Si tratta di Rosa Thaler (Svp), presidente del consiglio regionale del Trentino Alto Adige; Katiuscia marini, governatrice Pd dell'Umbria; Palma Costa, Pd, presidente dell'assemblea regionale dell'Emilia Romagna; Angiolina Fusco Perrella, consigliere regionale molisana del Pdl; e Claudia Lombardo, presidente del consiglio regionale della Sardegna. L'articolo ricorda anche che circolano diversi nomi di donne tra i papabili per il quirinale e sono partite le campagne per sostenere le candidature femminili. 

11/04/2013

L'Espresso pubblica un'inchiesta di Roberta Carlini, caporedattrice di inGenere, che raccoglie storie di donne che sono diventate breadwinner - portatrici dell'unico reddito in famiglia - a causa della crisi. "Già nei primi due anni di crisi, in tutt'Europa è scesa la percentuale delle coppie con due redditi, a vantaggio di quelle nelle quali l'unico reddito è femminile, salite al 9,6 per cento nella media Ue", si legge nell'articolo, i cui dati sono tratti, tra le altre fonti, dal Rapporto Enege promosso dalla Fondazione Brodolini. Sull'argomento su inGenere sono usciti i seguenti articoli: 

Donne nella crisi, un rapporto europeo.

Effetto crisi. Se la donna diventa capofamiglia (citato nell'articolo)

11/04/2013

È morto oggi, 10 aprile, il biologo britannico tra i primi a mettere a punto trattamenti efficaci contro l'infertilità. A Robert Geoffrey Edwards si deve infatti la Fivet, una tecnica di fecondazione in vitro che gli è valsa il Nobel per la medicina nel 2010. Insieme al suo collega Patrick Steptoe riuscì a far nascere nel 1978 Louise Brown, la prima bambina concepita in provetta. Da allora si stima che con le tecniche di inseminazione artificiale siano nati almeno 4 milioni di bambini, come ricorda l'articolo che Yasmine Ergas aveva scritto per inGenere in occasione del prestigioso riconoscimento.

10/04/2013

Francesca Molfino, psicoanalista, femminista, collaboratrice di inGenere fin dalla sua fondazione, amica carissima, ci ha lasciato. Ci mancherà molto. Chi vive a Roma la può ricordare mercoledì 10, alle ore 13 al cimitero degli inglesi vicino alla piramide cestia. La redazione

Qui c'è una breve biografia di Francesca e l'elenco degli articoli da lei scritti per inGenere.it

09/04/2013

I siciliani saranno i primi a poter indicare due preferenze al momento del voto, a patto che siano destinate a entrambi i sessi (altrimenti la seconda preferenza viene annullata). È stata approvata poco prima della mezzanotte del 5 aprile la doppia preferenza di genere, mentre tutti gli altri articoli proposti per la riforma del modello elettorale per le amministrative non sono passati. Schiacciante la maggioranza che ha detto sì (e che il presidente Crocetta avrebbe definito "bulgara", secondo quanto riportato dall'Huffington post): hanno infatti votato a favore 52 deputati su 72 presenti in aula, mentre i contrari sono stati 18, di cui 15 erano voti del M5s. Ed è forse questo aspetto, ancor più che la novità del sistema elettorale siciliano, ad essere stato commentato in seguito al voto. Si è parlato infatti di rottura del modello siciliano, che finora aveva visto i grillini appoggiare le proposte del governo Crocetta, di base Pd e Udc. A votare la nuova norma sono stati infatti Pd e Pdl, con i grillini contrari perché "le donne non hanno bisogno di leggi come questa", riporta una cronaca locale, "e così si favorisce il voto di scambio". Tanto che nella cronaca del Corriere della sera si legge di un voto che "fa sgonfiare il modello Sicilia", inaugurando un inedito "modello Renzi", cioè l'alleanza tra Pd e Pdl. Sempre secondo il Corriere, gli esponenti del M5s hanno lamentato che il voto di scambio sarebbe favorito da come la norma è stata formulata, mentre loro chiedevano di introdurre anche il "seggio unico" per lo spoglio. 

05/04/2013

Il mandato di Ben Bernanke scade a gennaio 2014, ma già circolano i nomi dei possibili successori per la carica di presidende della Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati uniti. In un territorio storicamente riservato ai maschi, il nome di una possibile candidata sta attirando molte attenzioni. Si tratta di Janet Yellen, attuale numero due della Fed, scrive John Cassidy sul New Yorker, citando diversi articoli che avanzano con convinzione questa ipotesi. Ma "non è solo il secondo cromosoma x di Yellen a renderla interessante", scrive Cassidy. Certo, non che il fatto che si tratti di un nome femminile non sia rilevante: primo perché l'unica donna alla guida di una banca centrale è la russa Elvira Nabiullina, da poco nominata da Putin. E poi perché se Hillary Clinton ce la farà ad arrivare alla Casa bianca, gli statunitensi si troveranno nell'inedita situazione di avere due signore nei due maggiori posti di potere. Tuttavia Janet Yellen si fa notare anche in quanto "colomba", cioè anche per le sue idee riguardo la politica monetaria. Nel gergo delle banche centrali, spiega infatti Cassidy, i "falchi" sono i fautori di politiche esclusivamente orientate alla lotta all'inflazione, mentre le "colombe" guardano anche agli effetti sull'occupazione e possono sostenere misure volte alla creazione di posti di lavoro. Cosa non da poco, in un ambiente attaccato all'ortodossia del libero mercato. Per esempio negli ultimi tempi Yellen ha sostenuto le poco ortodosse (ma molto necessarie) scelte di Bernanke di tenere bassi i tassi di interesse, in modo da far circolare più moneta e sostenere così l'economia reale, a discapito della svalutazione della moneta. Non che Yellen sia una persona dalle idee radicali, precisa l'autore dell'articolo: è semplicemente una "keynesiana tradizionale", in buona compagnia insieme a Joseph Stiglitz e Paul Krugman (ultimamente), James Tobin, Robert Solow, Walter Heller, fino a Paul Samuelson e Alvin Hansen. Non un manipolo di gente di sinistra, si affretta a precisare Cassidy: i keynesiani Usa, come Keynes stesso, sono comunque per conservare il sistema e non per rovesciarlo. Ed è verso questa tradizione -  nata dall'esperienza della grande depressione degli anni Trenta - che il lavoro di Yellen sembra orientato. Per esempio nelle posizioni sui salari bassi (al contrario di quanto sostiene il modello liberista, Yellen in passato ha scritto che i salari bassi possono produrre maggiore disoccupazione, invece che ridurla), sulle politiche di welfare e di recente nelle sue dichiarazioni sugli effetti nefasti della recessione sulla vita dei lavoratori e delle loro famiglie.



 

05/04/2013

Quali trasformazioni sono state messe in atto dalle donne al sud, nel contesto in cui vivono? E quali sono le modalità e le forme con cui queste trasformazioni vengono attuate? Dal 5 al 7 aprile alla casa internazionale delle donne si tiene un convegno su donne, sud e mafie. Una tre giorni in cui tentare una nuova narrazione del sud, a partire dalle donne e oltre gli stereotipi della cultura maschile. Per maggiori info, qui il programma dell'iniziativa.

04/04/2013

In una nota, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto alle varie e diverse critiche sollevate dalla sua decisione di nominare dieci uomini per le due commissione di "saggi" che dovranno aiutare a trovare una soluzione all'impasse politica italiana. Tra le altre cose (dopo aver sottolineato la brevità e limitatezza di compiti dei due gruppi di lavoro), si è soffermato sulla questione dell'assenza di donne: "Comprendo - ha scritto - il disappunto che con accenti polemici si è espresso per non aver inserito in quella rosa delle personalità femminili, anche individuandole al di fuori di vertici istituzionali cui non abbiano avuto finora accesso. Mi dispiace e me ne scuso, pur trattandosi di organismi non formalizzati e di breve durata cui ho dato vita con obbligata estrema rapidità. Per nomine più sostanziali e di lungo periodo, come quelle che mi è spettato fare per la Corte Costituzionale e per il CNEL, ho dato il giusto peso alla componente femminile. E ai gruppi di lavoro ora istituiti saranno certamente ben presenti gli apporti venuti su molteplici temi da personalità femminili".

02/04/2013

"A un certo punto era invalsa la moda, per fare un po’ gli americani, di chiamare «padri costituenti» i parlamentari che hanno redatto la nostra Costituzione. Errore grave. Le «madri costituenti» erano ventuno, pochissime su 556 eletti, ma era il lontano 1946". Invece oggi, anno 2013, al momento di nominare 10 "saggi" in due commissioni incaricate di dipanare il groviglio della crisi italiana, il presidente della repubblica sceglie dieci uomini. "Ma le sagge non esistono?", si chiede Mariella Gramaglia, nell'editoriale pubblicato oggi su La Stampa (che potete leggere integralmente qui). Una voce autorevole, come tante altre se ne sono ascoltate appena dopo la lettura dell'incredibile elenco monosessuato dei "saggi della repubblica". Su questo tema scrivono Maria Teresa Meli sul Corriere, e Luisa Betti sul manifesto, mentre Emma Bonino in un'intervista a Repubblica (riassunta qui) dice "è come se in Sudafrica decidessero di formare una commissione composta da soli bianchi, oppure da soli neri". Protesta anche la Rete per la Democrazia Paritaria, e si levano moltissime voci di donne e di uomini, soprattutto sui social media.

31/03/2013

La fondazione Nilde Iotti organizza un convegno dal titolo "L'agricoltura delle donne. Per una nuova idea di crescita". Si terrà l'11 aprile a Roma, nella sala congressi di Eataly. Si parlerà dei cambiamenti che investono il settore agroalimentare, e delle donne che ne fanno parte. A questo link la brochure con il programma. 

27/03/2013

Aggiustare il timbro della voce, guardare la telecamera, ma soprattutto parlare con competenza e chiarezza, da vere esperte, quali d'altronde sono. La Bbc ha creato un database, con relativo canale YouTube, di donne specializzate e altamente competenti nei più vari settori, dall'architettura alla finanza, dalla scienza alla politica e altro ancora. Perché se i volti femminili non sono sottorappresentati negli spettacoli, se ne vedono molti di meno in qualità di ingegnere che spiega la tecnologia dietro l'ultimo materiale brevettato dalla tale azienda, per esempio. La creazione del database di esperte, riporta il Telegraph, è stata annunciata dal dirigente della Bbc Tim Davie, e servirà a fornire nomi di donne qualificate a cui attingere per contributi alle varie trasmissioni. Al momento si tratta di una sessantina di profili, che hanno seguito la "Bbc Academy expert woman training day", un giorno di formazione gratuita su come "bucare lo schermo", potremmo dire, o comunque sulle regole della buona comunicazione televisiva. In effetti non è che le esperte manchino, tant'è che alla giornata di formazione sono arrivate 2.000 candidature; e oltre alle 60 selezionate per il corso, nel database sono state inserite altre 120 contatti promettenti. L'iniziativa arriva a seguito delle numerose critiche rivolte alla Bbc, ma anche alle altre reti televisive, per la scarsa (e a volte anche meno di scarsa) presenza di donne chiamate a intervenire, o a essere intervistate, in qualità di esperte. E per la verità la "vecchia zietta" non è nemmeno troppo all'avanguardia, visto che già nel 2012 la rivista Broadcast ha condotto una campagna per aumentare la presenza di donne sugli schermi, e non in costume da ballo ma espressamente in posizioni di autorevolezza. Campagna a cui non aveva aderito solo la Bbc, almeno tra le maggiori emittenti. Tuttavia, se è vero che le donne non alzano la mano per parlare (o almeno non altrettanto quanto gli uomini), non è detto che non si possa rimediare. 

26/03/2013