Articolopari opportunità

8 Marzo a noi la festa
a voi la parola

Riguarda tutti. Un post a "blog unificati" per dire insieme che sarebbe bello che gli uomini prendessero la parola sulla violenza contro le donne, sull'uso del corpo delle donne nei media, sulla prevaricazione maschile nel dettare l'agenda economica e politica. 

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Dall'inizio di agosto l'Italia ha una strategia nazionale di genere, si tratta di un passo inedito, che potrebbe segnare una svolta importante. Per questo la redazione di inGenere ha deciso di leggere e commentare il documento del governo, punto per punto

Da poco più di un mese l'Italia ha una Strategia nazionale per la parità di genere da mettere in atto tra il 2021 e il 2026, eppure nessuno ne parla. Tra obiettivi di ripresa e raccomandazioni europee, Paola Villa rintraccia la genesi di un documento che richiede la giusta attenzione

Entro il 2026 i paesi dell'Unione europea dovranno realizzare una serie di interventi avvalendosi dei fondi che l'Europa ha stanziato per uscire dalla crisi. Tra gli obiettivi, anche la parità di genere. Due esperte ci spiegano come l'Italia vorrebbe colmare il gap

Dagli "uffici per le donne" della Commissione europea alla rivista Donne d'Europa, la storia di Fausta Deshormes, la "funzionaria militante" che a partire dagli anni '60 è riuscita insieme ad altre a ripensare l'Europa, lasciando alle donne di oggi un testamento importante

Sarebbe bello che per questo Ottomarzo le cose andassero un po’ diversamente.

Che per una volta non toccasse alle donne elencare di tutti i guai causati a questo Paese da un’irriducibile “questione maschile”: il monopolio, come lo chiama Chiara Saraceno, dei posti di potere, l’applicazione di cospicue quote non scritte (tra l’85 e il cento per cento) a favore degli uomini.

Sarebbe interessante che stavolta fossero i nostri colleghi giornalisti, opinionisti e blogger, a dire “I care”.

A scrivere: la violenza e il femminicidio sono un mio problema, e rivelano l’incapacità della sessualità maschile di liberarsi dalla tentazione del dominio.

Come posta un lettore, Claudio Losio, sul blog “Il corpo delle donne”, commentando la vicenda della ragazza stuprata da  un militare a L’Aquila, “il quadro che ne esce ci riporta indietro di 30 anni, al documentario di Tina Lagostena Bassi sul processo per stupro. La giovane studentessa dell’Aquila è nostra figlia, dobbiamo trovare il modo di sostenerla e proteggerla”. 

“I care”: è un mio problema di uomo lo sfruttamento commerciale e mediatico della bellezza femminile, che indebolisce le donne inchiodandole a stereotipi umilianti.

E’ un mio problema che l’agenda politica e quella economica siano decise quasi esclusivamente da vecchi maschi che bloccano qualunque innovazione per il loro vantaggio personale.

E’ un mio problema la mancanza di welfare e di servizi, freno all’occupazione femminile e allo sviluppo.

E’ un mio problema l’eccesso maschile che sta danneggiando tutti, donne e uomini.

E serve anche il mio impegno perché le cose cambino. 

Sarebbe bello.

Postato in contemporanea da 

Giovanna CosenzaMarina TerragniLoredana LipperiniManuela Mimosa RavasioLorella Zanardo, Ingenere, Femminile Plurale

Le blogger che condividono questo post pubblicano periodicamente thread comuni, in particolare sul tema della rappresentazione pubblica della donna e su quello della rappresentanza politica.