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Donne che contano. Dove vanno a finire i soldi contro la violenza

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L'analisi di più di 16mila articoli pubblicati in Italia tra il 2017 e il 2019 mette in luce come i giornali normalizzano la violenza degli uomini contro le donne e raccoglie le cattive pratiche da evitare nel racconto di stupri e femminicidi

Una serie di contributi e interviste a esperte per riflettere su come televisioni e giornali raccontano la violenza maschile sulle donne, rintracciare miti e stereotipi ricorrenti e individuare buone pratiche di narrazione. Il nostro dossier sulla violenza nei media

Nonostante le trasformazioni culturali in corso, il racconto dei media è ancora radicato a miti e stereotipi su donne per bene e donne per male. C'è bisogno di cambiare visione, a partire dalle immagini che accompagnano il discorso sulla violenza

Oltre la colpevolizzazione delle vittime e l'empatia sproporzionata verso il maschio violento, raccontare lo stupro oggi significa saper riconoscere gli stereotipi e disinnescare i miti. Ci sarebbe bisogno di un corso di laurea, noi iniziamo da questa piccola guida

I fondi messi a disposizione dal governo per contrastare la violenza sulle donne sono da poco arrivati alle regioni. Al momento non è possibile sapere come concretamente gli enti locali li stiano spendendo. A questo punto è evidente la necessità di monitorare l'efficacia delle inziative finanziate, per esempio con strumenti di budget-tracking. Perché è proprio questa la fase più delicata, in cui è necessario sapere in modo dettagliato l'uso delle risorse disponibili. 

“Donne che contano” è una piattaforma opendata creata da ActionAid allo scopo di rendere facilmente consultabili le informazioni disponibili sull’uso dei fondi per prevenire e contrastare la violenza sulle donne.

Oggetto dell’analisi sono i 16,5 milioni di euro stanziati dal governo per il 2013-2014 attraverso il decreto legge n° 93 dell’agosto  2013 (convertito nella legge 119/2013) a cui si aggiungeranno - se confermate dalla Legge di stabilità - altre risorse per il triennio 2015-2017.

La mappa mostra le risorse a disposizione di regioni e province autonome e i criteri utilizzati (oltre alla popolazione) per la ripartizione geografica dei fondi: centri antiviolenza e case rifugio esistenti e nuovi centri da creare. La piattaforma si arricchirà mano a mano con le informazioni che reperiremo sull’utilizzo dei fondi nelle varie regioni - che secondo le indicazioni governative dovranno integrare gli stanziamenti centrali con risorse aggiuntive - e su eventuali ulteriori piani di intervento dal parte del governo.

Compito non facile se le istituzioni non prevedranno criteri di trasparenza nella pubblicazione e diffusione delle informazioni. Per questo in parallelo ActionAid ha lanciato la petizione #donnechecontano per chiedere ai Presidenti di Regione di pubblicare in formato aperto i dati relativi alla spesa per la lotta alla violenza sul loro territorio.

Solo in questo modo interventi, strategie e risultati raggiunti potranno essere monitorati e valutati da cittadine e cittadini, che potranno avere informazioni complete sull’impegno di governo, amministrazioni locali e regionali per prevenire e contrastare la violenza di genere.

In attesa che questo avvenga, invitiamo cittadine e cittadini a unirsi a questa ricerca di trasparenza firmando la petizione #donnechecontano e segnalandoci notizie e informazioni sull’uso dei fondi nel loro territorio.

Donne che contano è una campagna di