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Lettrice bianca,
scrittrici nere

Foto: Unsplash/Good Faces

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Nell’ultimo anno ho letto molti libri che affrontano il tema dei rapporti interrazziali e del razzismo e che raccontano, nella forma di saggi o romanzi, quanto essere donna e non bianca aumenti il rischio di subire discriminazioni e vere e proprie aggressioni.

Penso di aver seguito questo percorso di lettura nel tentativo di capire, dalla mia prospettiva privilegiata di donna bianca cisgender, come agisce il razzismo sistemico e quali sono i suoi effetti, soprattutto quando sembrano invisibili e invece si traducono in condizionamenti pesanti e quotidiani della vita delle persone razzializzate.

Vorrei ringraziare Shata Diallo, e Marianna Kalonda Okassaka e  Sumaia Saiboub del team di Colory, con cui mi sono confrontata nel compilare questa playlist.

Per iniziare: tre saggi, diversi tra loro ma utilissimi per capire le dimensioni del razzismo sistemico, un fenomeno che ha intersezioni molto forti con la discriminazione di genere e che tuttavia spesso è difficile da comprendere in tutte le sue implicazioni per chi non lo vive sulla sua pelle.

Il primo è Il femminismo è per tutti di bell hooks, un saggio ristampato di recente che è un compendio delle tematiche chiave del femminismo lette da una prospettiva intersezionale, ovvero di una persona che ha molto chiare le interazioni tra genere, razza e classe.

Con la sua prosa facile e scorrevole, bell hooks è illuminante per mettere a fuoco quanto sia importante non negare le differenze, riconoscere che per alcune persone, soprattutto se donne, il colore della pelle è un elemento che immediatamente genera reazioni discriminatorie e condiziona le percezioni.

Il secondo è L’origine degli altri di Toni Morrison. Premio Nobel per la letteratura e autrice di romanzi di grande impatto come Amatissima (un altro da aggiungere nella playlist), in questo saggio Morrison spiega da dove viene il concetto di razza, perché abbiamo bisogno di un altro diverso da noi per costruire la nostra identità e come fare a ragionare per decostruire questa impostazione mentale che deriva direttamente dal passato coloniale dei paesi europei con cui siamo educate sin dall’infanzia. 

Il terzo è un saggio costruito intorno a un post apparso in un blog inglese qualche anno fa che ha generato talmente tante reazioni e riflessioni da diventare un libro. Si tratta di Perché non parlo più di razzismo con le persone bianche di Reni Eddo-Lodge. Qui l’autrice racconta la fatica quotidiana che le persone nere, e in particolare le donne nere, devono affrontare quando raccontano episodi di razzismo a persone bianche la cui prima reazione è sempre di negare, minimizzare, provare magari empatia per l’episodio specifico ma non riconoscere che esista un razzismo delle istituzioni e del sistema. Leggere, da donna bianca, questo saggio offre spunti per mettere in discussione atteggiamenti e risposte che ho scoperto di aver dato, in assoluta buona fede, senza capire fino in fondo l’impatto.

Due romanzi per concludere.

Il primo è il libro che mi ha colpito di più in assoluto, per la modalità di narrazione, la trama e la capacità di coinvolgimento. Si tratta di Legami di sangue di Octavia Butler, un romanzo del 2005 che mischiando fantasia e realtà permette a chi legge di seguire le vicende di Dana, giovane donna nera, tra l’America della metà degli anni 70, e il Sud degli Stati Uniti di inizio Ottocento, schiavista e razzista. Grazie appunto al legame di sangue tra Dana e Rufus, un giovane e scapestrato proprietario di schiavi, Dana viene richiamata violentemente nel Sud schiavista ogni volta che il ragazzo si sente in pericolo. Il contrasto tra le modalità di vita di un tempo presente, dove Dana vive un matrimonio piuttosto egualitario con il marito bianco Kevin, e quelle di un tempo passato in cui Dana, in quanto donna nera, è totalmente privata dei suoi diritti e può solo agire come schiava, permettono di capire in modo molto chiaro i meccanismi della razzializzazione e il loro impatto anche sulla società presente.

Il secondo è Anatomia di un fine settimana di Natasha Brown un romanzo breve e tagliente in cui la protagonista è giovane, nera, di successo, in apparenza perfettamente realizzata alla luce dei canoni della società in cui ha lottato per emergere. Eppure il modo in cui gli altri continuano a guardarla per il colore della sua pelle la porterà a fare delle scelte lucide ma dolorosissime che mostrano l’impatto profondo della discriminazione subita.