Articoloscienza

Niente calcetto
per le scienziate

Anche le donne colte, ambiziose e con un lavoro stimolante riproducono i ruoli di genere nel lavoro domestico? Una ricerca su un gruppo di ricercatrici - impegnate nella fotonica - risponde di sì. Nel loro caso, la cura non "ruba" ore al lavoro retribuito, ma tempo libero

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La maggior parte della ricerca sull’uso del tempo sostiene che le donne svolgono tuttora la maggior parte dei lavori domestici (ad es. Bianchi 2000, Lachance-Grzela 2010), che le donne spesso sono impegnate nel lavoro retribuito  meno ore degli uomini e hanno meno tempo libero (ad es. Van Dongen 2009). Ci siamo domandati: queste affermazioni valgono per tutte le donne? Che succede nel caso di donne con una istruzione superiore, che mirano alla carriera, che sono molto dedite al loro lavoro e decisamente ambiziose? Per esempio, le ricercatrici nel campo della fotonica? L’obiettivo di questo articolo è di indagare se questo tipo di donna è diverso dalla “donna media”. Per iniziare, forniremo qualche informazione di base sul settore nel quale queste persone lavorano: la fotonica.

La fotonica è una scienza/tecnologia che ha come base il fotone. In particolare, la fotonica si interessa alle caratteristiche di queste particelle di luce (fotoni). Le applicazioni più importanti sono l’illuminazione, la tecnologia di produzione, la tecnologia medica, la fotonica per la difesa e i sistemi e i componenti ottici[i]. I laser, i LED, gli schermi LCD, le telecamere digitali, l’energia solare, la diagnostica per immagini sono solo alcuni fra gli esempi delle numerose applicazioni della fotonica (Photonics21 2007). Attualmente, la fotonica è considerata dalla Commissione Europea come una delle tecnologie cardine che potranno garantire il futuro benessere dell’Unione Europea. Oggigiorno in Europa più di 5000 società fabbricano prodotti della fotonica, con 300.000 dipendenti (Photonics21 2010). Nel 2008 il mercato globale della fotonica è stato stimato intorno ai 270 miliardi di euro, 55 dei quali (il 20%) in Europa (Actmost). Coloro che lavorano nella fotonica sono fisici o ingegneri che hanno conseguito anche un master in fotonica. In base alle nostre analisi del settore (dal 2004 ad oggi) le donne costituiscono circa il 20% dei lavoratori nel campo della fotonica nel mondo.

I dati presentati in questo articolo derivano dai risultati di un’inchiesta online distribuita nel 2006[ii] a 15.000 ricercatori nella fotonica in tutto il mondo. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite reti e organizzazioni internazionali. Il sondaggio riguardava 7 argomenti: posizione attuale, organizzazione, carriera antecedente, ambizioni future, giornata lavorativa, livello di soddisfazione e informazioni demografiche.

In totale, 1674 ricercatori (1016 uomini e 658 donne) ci hanno riconsegnato il questionario completato. Come già detto sopra, approfondiremo in particolare il tema del tempo impiegato nei lavori domestici,  nel lavoro retribuito e nelle attività del tempo libero da parte di ricercatori in fotonica di genere femminile e maschile.

 

Lavori domestici

Abbiamo chiesto agli intervistati (coloro che vivono con un compagno/a) come siano divisi i lavori domestici all’interno della coppia (considerando tutti i tipi di lavori di casa: cura dei figli, fare la spesa, lavare la macchina, giardinaggio, fare le pulizie, stirare…). La tabella 1 mostra che circa l’8% delle donne intervistate ha risposto di non contribuire ai lavori domestici in alcun modo o quasi, contro il 71,2% degli uomini. Il 58% delle donne intervistate dice di dedicare ai lavori domestici circa il doppio del tempo rispetto al proprio compagno, o comunque si ritiene la principale responsabile di tali attività. Al contrario, questa risposta è stata data solo dal 6,5% degli uomini. Più donne che uomini  dichiarano di dividere il lavoro domestico equamente: 34,1% contro 22,3%. Possiamo quindi concludere che la maggior parte delle donne intervistate siano gravate, come le donne in generale, del “secondo turno di lavoro” (Hochschild 1990), al contrario degli uomini che, in maggioranza, possono contare sul sostegno della propria compagna.

  

Tabella 1. Categorie di divisione dei lavori domestici per ricercatori donne e uomini.

Categoria

Ricercatrici donne

Ricercatori uomini

Nessuna partecipazione o quasi

3,4%

32,5%

Poca partecipazione

4,5%

38,7%

Equa divisione

34,1%

22,3%

Lavoro circa doppio rispetto al partner

38,4%

4,6%

Responsabile principale

19,6%

1,9%

Totale (N=1096)

378

718

 

L’impegno nei lavori domestici ha conseguenze a lungo termine su diversi aspetti della vita, inclusa la carriera professionale (Windebank 2001). Il tempo dedicato alle attività casalinghe non può essere trascorso al lavoro o in attività ricreative.

 

Lavoro retribuito

Le ricercatrici che hanno un compagno hanno affermato di lavorare in media 45 ore settimanali, mentre i ricercatori uomini ne hanno dichiarate 49. Questo dato è in accordo con le ricerche precedenti sulle ore lavorative e la differenza fra sessi (ad es. Nordemark 2004).

In base ai nostri dati possiamo analizzare il rapporto che sussiste fra il tempo dedicato alle attività domestiche e quello trascorso al lavoro. Più tempo una donna o un uomo impiega nelle faccende domestiche, meno ne passerà al lavoro: l’affermazione ci sembra plausibile. La tabella 2 mostra infatti che c’è una relazione fra tempo impiegato in attività domestiche e ore lavorative.

 

Tabella 2. Rapporto fra attività domestiche e ore lavorative

Attività domestiche

Ore lavorative settimanali

Nessuna partecipazione o quasi

51,81 ore

Bassa partecipazione

48,12 ore

Equa divisione

45,93 ore

Lavoro circa doppio rispetto al compagno/a

43,91 ore

Responsabile principale

43,59 ore

 

La correlazione fra contributo alle attività casalinghe e ore lavorative è significativa e abbastanza forte. Se però si ripete la stessa analisi, tenendo conto del sesso, emerge un altro risultato interessante: la correlazione mostrata in tabella 2 sembra sussistere solo per gli uomini intervistati. Il ricercatore di sesso maschile che dedica più tempo alle faccende domestiche trascorre meno tempo al lavoro, ma le ore lavorative delle donne non sono influenzate dal tempo destinato alle attività domestiche.

 

Tempo libero

Quanto appena detto significa che le donne intervistate che dedicano molto tempo ai lavori domestici ne riservano di meno ad altre occupazioni (escluso il lavoro retribuito), ad es. le attività ricreative. Purtroppo il sondaggio non prevede una specifica domanda sulle ore destinate a tali attività, anche se c’era una domanda su quanto spesso si incontrino problemi nel coniugare il lavoro con l’attività ricreativa. Possiamo supporre che coloro che hanno dichiarato di avere problemi a coniugare lavoro ed attività ricreativa non abbiano a disposizione sufficiente tempo libero.

 

Figura 1: La domanda del sondaggio relativa il tempo libero.

 

76:Quanto spesso hai problemi a coniugare lavoro e attività ricreativa?

(passatempi, sport, incontri con amici, visite ai familiari...)

Scegliere soltanto una delle risposte seguenti:

0 Mai o meno di una volta l’anno

0 Alcune volte l’anno

0 Alcune volte al mese

0 Alcune volte a settimana

0 Ogni giorno

 

Non abbiamo riscontrato alcuna correlazione fra il tempo che i ricercatori uomini dedicano alle faccende domestiche e la frequenza della difficoltà di coniugazione fra lavoro e attività ricreativa. La correlazione invece  è piuttosto forte per le ricercatrici donne.

 

Conclusioni e discussione

Più del 70% dei ricercatori uomini in fotonica non hanno il problema (se non in minima parte) delle faccende domestiche. Ciò significa che questo 70% dispone di tempo supplementare da dedicare al lavoro o ad attività ricreative (passatempi, frequentare amici, sport…). Quasi un quarto degli uomini intervistati dichiara di essere coinvolto alla pari nelle attività domestiche e circa il 7% afferma di sentirsi gravato del “secondo turno di lavoro”. Abbiamo rilevato che, fra gli uomini intervistati, quelli maggiormente coinvolti nelle faccende domestiche trascorrono meno tempo al lavoro, invece di rinunciare al tempo libero.

Un terzo delle donne dichiara una equa divisione delle faccende domestiche e l’8% afferma di avere un compagno estremamente collaborativo che si fa carico della maggior parte dei lavori di casa. Ciò significa che più della metà delle donne nella nostra indagine è responsabile della maggior parte delle attività domestiche, nonostante abbia un lungo orario lavorativo e persegua una carriera impegnativa. Queste donne compensano il tempo dedicato ai lavori domestici riducendo quello destinato alle attività ricreative e non quello da passare in ufficio o in laboratorio. Possiamo concludere che queste donne (più della metà delle intervistate) o sono superdonne oppure stanno andando sotto pressione per mancanza di tempo, il che inevitabilmente causerà un calo nella loro soddisfazione per il  lavoro e un più alto indice di turnover (Hill 2010:17). Quest’ultima ipotesi è stata confermata da una recente indagine, che ha rilevato come le donne menzionino molto più spesso rispetto agli uomini problemi di mancanza di tempo come ragione dell’abbandono di una carriera in ingegneria (Frehill 2008).

Se vogliamo mantenere le donne (e arruolarne altre) nella scienza, nella tecnologia e nell’ingegneria dobbiamo impegnarci per una più equa divisione dei lavori domestici fra uomini e donne, in modo che le donne abbiano una concreta possibilità di costruirsi una carriera.

 

Note

[i] Questa informazione si trova sul sito www.actmost.org (10 Gennaio 2011)

[ii] Sondaggio dal titolo “Carriere nell’ottica e nella fotonica-Sondaggio”. Per ulteriori informazioni contattare il nostro Centro 

 

Bibliografia 

Actmost, www.actmost.org, d.c. 10/01/1011.

Bianchi, S. M., Milkie, M. A., Sayer, L. C. and Robinson, J. P. 2000, ‘Is Anyone Doing the Housework? Trends in the Gender Division of Household Labor’, Social Forces, Vol. 79, no. 1, pp. 191-228.

European Foundation For The Improvement Of Living and Working Conditions 2007, Fourth European Working Condition Survey, Dublin.

Frehill, L.M., Brandi, C., Di Fabio, N., Keegan, L., & Hill, S.T. 2008, ‘Women in engineering: A review of the 2007 literature’, SWE Magazine, Vol. 54(3), 6-30.

Hill, C., Corbett, C. and Rose, A. 2010, Why So Few? Women in Science, Technology, Engineering, and Mathematics, Washington: AAUW.

Hochschild, A. 1990, The second shift, New York: Avon Books.

Nordemark, M. 2004, ‘Does gender ideology explain differences between countries regarding the involvement of women and of men in paid and unpaid work?’, International Journal of Social Welfare, Vol. 13, pp. 233-243.

Photonics21 2007, Photonics in Europe. Economic Impact, European Technology Platform Photonics21: Düsseldorf.

Photonics21 2010, Lightening the way ahead, European Technology Platform Photonics21: Düsseldorf.

Lachance-Grzela, M. and Bouchard, G. 2010, ‘Why do Women Do the Lion’s Share of Housework? A decade of research’, Sex Roles, Vol. 63, No. 11-12, 767-780.

Van Dongen, W. 2009, Towards a democratic division of labour in Europe?: the combination model as a new integrated approach to professional and family life, Great Britain: The Policy Press, 75 p.

Windebank, J. 2001, ‘Dual-Earner Couples in Britain and France: Gender Divisions of Domestic Labour and Parenting Work in Different Welfare States’, Work, Employment & Society, Vol.15, No. 2, pp. 269-290

 

In allegato l'articolo di Casier et al., in versione originale. Con il consenso delle autorici, nella traduzione italiana sono stati apportati alcuni tagli.