All'interno di Prossima, la nostra sezione dedicata ai percorsi delle donne nella tecnologia e nella scienza, uno speciale sulla cyberviolenza a partire da due progetti di ricerca che hanno indagato come la teoria e le pratiche femministe stanno rivoluzionando i modi per conoscere e contrastare le molestie online
Nuovi sguardi
sulla cyberviolenza
Due progetti di ricerca, un obiettivo comune: riconoscere, indagare e misurare la violenza digitale per contrastarla. All'interno di Prossima, la sezione dedicata ai percorsi delle donne nell'innovazione e nella scienza, inGenere ha pubblicato uno speciale sulla cyberviolenza.
In Italia il legame tra molestie online e disuguaglianze di genere è ancora lontano dall’essere pienamente visibile, sia sul piano culturale che su quello politico. Questo è, in sintesi, il risultato generale a cui è giunto il progetto Cyber-VAWG, coordinato da Chiara Gius dell’Università di Bologna e realizzato in sinergia con l’Università del Salento e l'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche Sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).
In questa cornice, le tecnologie non svolgono un ruolo meramente strumentale ma contribuiscono attivamente ad amplificare forme di abuso già note e a favorire l'emersione di nuove modalità. È da questo snodo che si muove il progetto di ricerca nazionale Gendering Internet: Violence, Resilience and Empowerment in Digital Spaces (GIVRE), coordinato da Mariacristina Sciannamblo della Sapienza Università di Roma, in collaborazione con l’Università di Padova e la Link Campus University.
Una serie di interventi su pratiche, narrazioni, strumenti e dati, inquadrano il fenomeno in Italia, a partire dalle esperienze delle persone più giovani.
Con articoli di: Chiara Gius, Mariacristina Sciannamblo, elena pavan, Chiara Carbone, Richard Bourelly, Claudia Capelli, Angela M. Toffanin, Tatiana Motterle.