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Scienza con eccellenza:
le donne sono necessarie

donne nella scienza wise network

Non più chiusa nella sua torre d'avorio, la ricerca scientifica ha caratteristiche nuove. E nuovi devono essere i criteri con cui se ne valuta l'eccellenza. In modo da valorizzare curiosità, dedizione, flessibilità, diplomazia, apertura al confronto. Cioè le capacità e le competenze tipicamente femminili

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Come si valuta l'eccellenza nella ricerca scientifica? Per fare un discorso sensato bisogna mettere in luce diversi aspetti. 

Innanzitutto il cambiamento strutturale della ricerca scientifica nell’era post-accademica: la scienza ha perso la sua collocazione nella mitica torre d’avorio e si confronta nell’Agorà con la società tutta (1). Questo cambiamento è collegato alla natura pubblica di gran parte delle istituzioni di ricerca, le quali sono cioè finanziate dallo stato, e il lavoro ial loro interno è soggetto a contratti e regole del pubblico impiego. 

Un’altra caratteristica è il forte legame con il mercato, che dalla ricerca e l’innovazione fa dipendere la forza dell’economia dei paesi sviluppati. Questo aspetto, se è fondamentale nella ricerca dell’ impresa, è anche sotteso a quella pubblica.

Si tratta di fattori che incidono sulla connotazione di libertà ed indipendenza della scienza. La presenza della scienza nell’Agorà, inoltre, fa sì che essa sia oggetto di commesse e soggetto di responsabilità pubbliche che la chiamano a doveri di esplicitazione di obbiettivi, di comunicazione trasparente, di valutazione di rischi ed implicazioni non solo materiali ma anche etiche culturali del lavoro di ricerca.

Per questo bisogna chiedersi cosa significhi, oggi, essere eccellenti nella ricerca scientifica. Alcune istituzioni si sono pronunciate in merito, a seguito di studi effettuati a proposito della parità di genere: è infatti emerso che il merito non è spesso caratteristica centrale della valutazione dell’eccellenza. Inoltre è apparso evidente che l’assenza di donne nella ricerca, specie nei settori apicali delle carriere, è una grave perdita di competenze e talenti per una società che investe molto nella loro educazione (2). Le donne si laureano presto e meglio dei loro colleghi maschi, ma poi scompaiono in alcune discipline (segregazione orizzontale) e nelle carriere (segregazione verticale), proprio a causa di meccanismi più o meno occulti di segregazione. La valutazione dell’eccellenza è uno degli snodi di questo problema.

Su questo tema è stato prodotto un documento per il progetto europeo Genis Lab, che prende in esame il contesto della scienza post-accademica, dei suoi legami col mercato, dell’acquisizione di una più ampia responsabilità sociale. Si descrivono i connotati che assume l’eccellenza in questo nuovo contesto dove viene riconosciuto valore ad altre caratteristiche, oltre alla ovvia competenza scientifica. Queste caratteristiche (motivazione, curiosità, dedizione, flessibilità, diplomazia) sono riconosciute essere prevalentemente patrimonio delle donne (3). Ad esse inoltre viene riconosciuto un alto senso di responsabilità verso i più giovani e nella gestione del proprio lavoro, ed una maggiore apertura al confronto con la società. A conferma della necessità di innovazione nelle qualità richieste a chi lavora nella ricerca è il recente documento del Cern che elenca le caratteristiche professionali richieste, ma accanto ad esse pone un elenco non indifferente di qualità comportamentali (4).

Nel nostro testo si affronta anche il discorso delle procedure e dei metodi di valutazione, su cui si incardinano i meccanismi di potere, e se ne propongono di più equi, trasparenti ed efficienti.

A trarre vantaggio da tutto ciò non saranno solo le donne, ma tutti coloro che fanno ricerca con passione e la scienza stessa ne sarà rigenerata

 

 

Questo articolo è un estratto del paper Donne e scienza, la valutazione dell'eccellenza.

Qui il sito del progetto Genis Lab e la pagina Facebook

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Note

(1) Gibbons L. et al. (1994), The new production of knowledge. The Dynamics of science and research in the contemporary societies, London, Sage. Nowotny H., P. Scott and M. Gibbons (2002), Re-thinking science. Knowledge and the public in an age of uncertainty. Blackwell Publ. Inc., Usa).

(2) EU CommissionDirectorate general for research, (2004) Gender and excellence in the makinghttp://ec.europa.eu/research/science-society/pdf/bias_brochure_final_en.pd)

(3) National Academy of Sciences (2007) Beyond bias and barriers. Fulfilling the potential of women in academic science and engineering. The National Academies Press www.nap.edu/catalog/11741.html)

(4) CERNJuly 2012, Values and Behavioural Competencie.