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Tratta in Europa.
Chi sono i clienti?

foto Flickr/kellerabteil

Un progetto di ricerca internazionale finanziato dall'Ue, e basato su interviste condotte in cinque paesi, svela il profilo dei clienti della tratta per sfruttamento sessuale

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La tratta è un fenomeno di genere. In Europa lo sfruttamento di esseri umani più diffuso è quello sessuale. Secondo le stime più recenti[1], la tratta per sfruttamento sessuale riguarda il 69% dei casi di tratta ed è tre volte più diffusa della tratta per sfruttamento lavorativo. La tratta per sfruttamento sessuale è un fenomeno che riguarda per l'80% donne e bambine, e quando parliamo di tratta per sfruttamento sessuale la percentuale di ragazze arriva al 95%. Queste statistiche hanno dato una spinta all'UE nel prendere misure di prevenzione dello sfruttamento sessuale di donne e bambine: tra queste misure viene riconosciuta una maggiore efficacia a quelle che cercano di scoraggiare la domanda che alimenta la tratta.
 
In questa cornice, nel 2012 l'Ue ha finanziato un progetto di ricerca internazionale basato su interviste ai clienti e intitolato "Stop alla tratta! Fermare la domanda di servizi sessuali di donne e ragazze vittime di tratta". Due anni, dopo sono stati pubblicati i risultati della ricerca con lo scopo di fornire una base informativa su chi sono i clienti e i potenziali clienti a chi si occupa sia delle campagne di prevenzione che delle politiche e pratiche di contrasto alla tratta. In questo articolo vengono presentate le conclusione della ricerca che ha coinvolto cinque paesi europei diversi sia da un punto di vista geo-politico che dal punto di vista delle caratteristiche che assume il fenomeno della tratta: Irlanda, Finlandia e Cipro sono, infatti, paesi di destinazione, mentre la Bulgaria e la Lituania sono paesi di provenienza. 
 
Il gruppo di ricerca ha fatto uso di diversi strumenti metodologici per cercare di ottenere uno sguardo dall'interno su un argomento di cui le persone non parlano volentieri. Oltre a uno studio sullo stato della ricerca in questo ambito e a una raccolta e analisi delle leggi e politiche europee e nazionali, sono stati somministrati questionari e sono state svolte interviste qualitative ai clienti. Alla fine i ricercatori sono riusciti a intervistare personalmente 763 clienti e somministrare 2004 questionari, garantendo a tutti i partecipanti l'anonimato.
 
Il primo risultato della ricerca ci dice che i clienti sono in larghissima maggioranza uomini. Il profilo che possiamo tracciare del cliente medio ci dice che è maschio, eterosessuale, che la maggior parte delle volte ha una relazione o è sposato, che ha un reddito medio alto, di solito è impiegato e ha un alto livello di scolarizzazione.
 
L'indagine racconta che la prima volta che ci si rivolge al mercato del sesso è quasi per caso, in età giovane, spesso con un gruppo di amici, in alcuni casi sotto l'effetto di alcol o droghe. Ma con l'avanzare dell'età l'uso diventa programmatico e si preferisce comprare i servizi sessuali online o comunque al chiuso, in contrapposizione con la prostituzione di strada. Specialmente in Irlanda e Finlandia si usa moltissimo la rete per accedere a servizi sessuali. 
 
I clienti intervistati hanno dimostrato di avere una visione complessa sia dell'azione di acquistare servizi sessuali che delle donne coinvolte nella vendita di questi servizi. La maggioranza dei clienti sostiene da una parte che l'acquisto di servizi sessuali è una transazione tra due adulti consenzienti e dall'altra dichiarano che non vorrebbero mai che una persona a loro cara, amica o parente ne venisse coinvolta. La maggior parte dei clienti vedono chi offre servizi sessuali come "diversa dalle altre donne". Quasi un terzo dei clienti ha riportato di aver assistito a situazioni di evidente sfruttamento o di aver incontrato minori, ma pochissimi hanno considerato l'ipotesi di fare una denuncia alle forze dell'ordine. In realtà, la grande maggioranza dei clienti intervistati ha preferito non rispondere alla domanda se avessero denunciato alle autorità i loro sospetti di aver incontrato vittime tratta, o hanno risposto di non aver preso in considerazione questa ipotesi.  
 
Un numero piuttosto alto di clienti ha dimostrato di avere una qualche conoscenza sul fenomeno della tratta. Ciononostante le risposte alle interviste ci dicono che i clienti non pensano mai alla possibilità che le donne da cui comprano servizi sessuali possano essere vittime di tratta. La conoscenza delle leggi che puniscono i clienti che comprano servizi sessuali da vittime di tratta non ha alcun impatto né sulle scelte di consumo, né nel prendere in considerazione la possibilità che la donna da cui stanno comprando servizi sessuali possa essere vittima di tratta. 
 
Infine, la ricerca ha indagato quali, secondo i clienti, potrebbero essere i deterrenti efficaci nella riduzione della domanda di servizi sessuali. Le risposte variano di paese in paese, ma alcuni argomenti emergono in maniera chiara in tutti i paesi. Oltre alla paura per la sicurezza personale a cui tutti danno molta importanza, il principale deterrente identificato dagli uomini intervistati è quello di rendere pubblico il loro essere consumatori di servizi sessuali dandone notizia sui media locali, su internet, tramite una comunicazione ufficiale o la repressione. Allo stesso tempo i clienti hanno attribuito un'efficacia bassissima all'educazione sessuale e all'affettività o a momenti di formazione a un consumo consapevole.  
 
Il rapporto individua nei giovani uomini il target privilegiato per le campagne e azioni di sensibilizzazione, visto che uno dei comportamenti riscontrati è che i clienti abituali a mano a mano che avanzano con l'età tendono a considerare l'acquisto di servizi sessuali un loro diritto, a disumanizzare le persone che vendono servizi sessuali e a voler esercitare forme di controllo su di loro. 
 
La mole di dati raccolta come parte della ricerca è disponibile online insieme alle linee guida per lo sviluppo di politiche sia locali che nazionali. 
 
NOTE

[1] EUROSTAT, Trafficking in Human Beings, 2014