istituzioni
Per un breve periodo, dal 1993 al 1995, in Italia è stata in vigore una legge che introduceva le quote di lista alle elezioni comunali: nessun sesso poteva superare i due terzi dei candidati. Quel principio fu abolito da una sentenza della Corte costituzionale, ma a distanza di anni ancora se ne vedono i buoni risultati
Vale più il diritto all'obiezione o quello alla salute? Quando si decide di lavorare per lo stato, prevale il diritto individuale o il dovere di fedeltà alla Repubblica? Queste sono solo alcune delle domande a cui cerca di dare risposta la giurista Federica Grandi nel libro "Doveri costituzionali e obiezione di coscienza". L'autrice analizza la contraddizione creatasi tra la legge 194 e uno dei suoi articoli, il 9, che prevede l'obiezione di coscienza
Lunga è stata la strada che ha portato la legge 188 in parlamento: in tante e tanti si sono mobilitati per portarla all'opinione del pubblico e delle istituzioni. Il 25 marzo la 188 viene finalmente approvata alla camera ma il 16 aprile viene affossata al senato. La cronaca e il punto di vista della relatrice alla camera della legge.
Nel quadro del Jobs Act è stata inserita una nuova legge sulle dimissioni in bianco che introduce metodi certi contro gli abusi, ma spazza via le garanzie che tutelavano da altre forme di coercizione. Una proposta per far fronte alle tante forme di scacco legate alle dimissioni volontarie.
La nomina di quattro donne alla presidenza di società pubbliche è sicuramente un fatto storico. Più a livello di immagine che di potere esecutivo. Si sarebbero potuto trovare figure con minor rischio di conflitti d’interesse. Ma se proponessero un blind trust all’americana per fugare ogni sospetto di intrecci, allora sarebbe una vera svolta.
È vero che una donna che lavora fa meno figli? Un’analisi mostra come questa idea sia infondata. Contano i contesti territoriali e le politiche predisposte dai comuni per i servizi all’infanzia. I quali a loro volta rispondono a logiche ben precise. Vediamo quali
Un film non nuovo a giudicare dalla regia generale: riduzione delle tutele subito, ammortizzatori sociali poi. Qualche apertura all'incentivazione del lavoro femminile e al sostegno della conciliazione. Misure da non perdere di vista al momento del dibattito parlamentare