Consigliati da noi. Genere e cyberviolenza

Dai discorsi d’odio alla condivisione non consensuale di immagini intime, dal doxing alla sextortion, dal cyberstalking al controllo coercitivo esercitato tramite i sistemi di geolocalizzazione, la violenza digitale (cyberviolenza) di genere è un fenomeno complesso. Riconoscerla come tale, rappresenta un "nodo cruciale per comprendere le trasformazioni contemporanee delle relazioni di potere, delle politiche pubbliche e della cultura digitale" si legge nell'introduzione al volume Genere e cyberviolenza. Media, politiche e narrazioni giovanili.

Edito da Carocci, il saggio è curato da Chiara Gius, ricercatrice Tenure Track in Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Bologna, Valentina Cremonesini, professoressa associata di Sociologia all’Università del Salento, e Angela M. Toffanin, ricercatrice all'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), e raccoglie contributi di esperte che evidenziano la natura strutturale della violenza digitale di genere, analizzando le radici culturali e la natura sociotecnica del fenomeno secondo una prospettiva interdisciplinare.

A livello temporale, il volume si situa tra due casi di cronaca che, in maniera diversa, hanno portato all'attenzione e influenzato la percezione pubblica della violenza digitale di genere in Italia: il suicidio di Tiziana Cantone, avvenuto nel 2016 in seguito alla condivisione non consensuale di immagini intime che la riguardavano, e il femminicidio di Giulia Cecchettin, uccisa nel 2023 dall'ex fidanzato che, come ricordato nel libro, la "perseguitava costantemente attraverso i social e le tecnologie, sia durante la relazione che dopo la sua conclusione", un aspetto a cui i media hanno dedicato poca attenzione.

Il libro è pensato per offrire a chi studia e lavora sui temi della violenza di genere, della comunicazione e delle trasformazioni digitali strumenti utili per comprendere e interpretare la cyberviolenza di genere, mettendo in dialogo riflessione teorica, ricerca empirica e analisi dei dati. Strutturato in due parti, Genere e cyberviolenza si sofferma dapprima su definizioni, politiche e pratiche della violenza digitale di genere, anche attraverso il confronto con altri paesi europei, per poi focalizzarsi sulle rappresentazioni giovanili, sulle risposte delle istituzioni e dell’attivismo, e sul ruolo dei media nella costruzione del discorso pubblico attorno al tema.

Dall'analisi presentata nel volume emerge chiaramente un "deficit di consapevolezza e preparazione" sul fenomeno della violenza digitale di genere, che, come scrivono le curatrici, per essere colmato necessita di investimenti in alfabetizzazione digitale, formazione e prevenzione e di "politiche e pratiche capaci di nominare la violenza", rendendola visibile e riconoscibile.

Chiara Gius, Valentina Cremonesini, Angela M. Toffanin (a cura di), Genere e cyberviolenza. Media, politiche e narrazioni giovanili, Carocci, 2026


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