New York e le altre, come hanno votato le donne americane

Politiche

Bill de Blasio, il primo sindaco democratico di New York dopo 20 anni, ha vinto con una percentuale schiacciante di preferenze (il 73,3%, contro il 24,3 di Joseph Lhota) e una buona fiducia da parte delle donne, conquistando il 78% dei voti femminili, e il 68% di quelli maschili. Dunque, il sindaco progressista ha raccolto più consensi tra le donne che tra gli uomini. Incrociando poi i dati sul sesso con quelli sull'appartenenza etnica, il servizio del New York Times conferma il fatto che de Blasio è stato votato alla quasi unanimità dai non-bianchi (è al 96% nel voto dei neri, 87% tra gli ispanici, "solo" al 54% tra i bianchi), ma si vede anche che le donne bianche lo hanno votato più dei maschi bianchi: 60% contro 48%. De Blasio ha invece raggiunto il 96% tra le donne nere (una percentuale simile a quella che ha preso tra i maschi neri), il 90% tra le ispaniche (che lo hanno votato un po' più di quanto hanno fatto i maschi ispanici. De Blasio stravince anche tra gay, lesbiche e bisessuali: 85%. Com'era prevedibile dato il suo programma fortemente improntato alla redistribuzione, il suo consenso decresce al crescere del reddito degli elettori.

Il tema delle disuguaglianze e della New York divisa in “due città” (A tale of two cities, era lo slogan-citazione della campagna democratica) che hanno ingranato marce diverse e vanno a ritmi ormai slegati, ha fatto presa tra newyorkesi. Ma anche la forza anticonvenzionale della sua famiglia multirazziale de Blasio, quasi un simbolo di come i temi del genere e della sessualità abbiano "sfondato" nella discussione politica (su questi aspetti ha scritto per inGenere Yasmine Ergas all’indomani delle primarie).

Oltre al sindaco di New York, il 5 novembre sono stati inoltre eletti i governatori di Virginia e New Jersey, e una differenza tra voti femminili e maschili è rilevante solo nel primo caso. In Virginia, dove il candidato democratico era dato in maggioranza dai sondaggi, le urne hanno poi consegnato una vittoria risicata al democratico Terry McAuliffe, il 48% contro il 45,5 del Tea Party Kenneth Cuccinelli, antiabortista convinto e favorevole a introdurre restrizione sul divorzio, che pur non essendosi guadagnato la maggioranza dei voti femminili, ha comunque raggiunto un 42% tra le donne, stando agli exit poll pubblicati dalla Cnn, mentre per McAuliffe ha votato il 51% delle donne. Molti commentatori si sono chiesti come mai il margine di vittoria del democratico sia stato così risicato nonostante le attese, ma viene anche da domandarsi come mai il 42% delle elettrici abbia comunque votato per un candidato ultra conservatore e battagliero su temi sensibili per le donne. Commentando lo stacco di soli 9 punti tra i due candidati, il sito internet Politico nota che si tratta dello stesso limitato vantaggio conquistato da Obama tra le elettrici. C’è da chiedersi, suggerisce l’analisi, se le donne non stiano cominciando a stancarsi di messaggi “guerreschi” su certi argomenti. Comunque si tratta un risultato che permette a entrambi i fronti, pro-life e pro-choice, di vantare una qualche forma di vittoria.

In New Jersey la democratica Barbara Buono ha conquistato il 42% delle donne, perdendo la sfida con Chris Christie, rieletto governatore del New Jersey, per il quale le preferenze femminili sono state del 57%. Tra l’altro Christie, repubblicano moderato e per ora con buone chance di diventare il candidato per le presidenziali, si è guadagnato il 57% dei consensi tra le donne, ed è riuscito a vincere con ampio margine (60% dei voti contro 38% dell’avversaria), nonostante le sue posizioni su matrimoni gay, aborto e salario minimo non siano condivise da molti elettori nel New Jersey, nota il New York Times. Se dunque è evidente che la maggioranza delle donne non ha votato per la candidata donna e democratica, il voto femminile ha premiato una posizione repubblicana "morbida" e non oltranziste su temi del corpo e della sessualità. 

(gina pavone)


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