Nessuna gloria per i bulli, parola di Aied
Sono stati Federica Di Coste e Fulvio Barigelli a vincere #NoBullismo, il contest di Aied quest'anno dedicato a contrastare bullismo e cyberbullismo nelle scuole e tra i più giovani. 46 le proposte ricevute per la gara di idee dell'Associazione italiana per l'educazione demografica, tre i finalisti, e alla fine la giuria ha selezionato "Bulli senza gloria", un progetto rivolto agli studenti delle scuole secondarie che attraverso una metodologia di apprendimento "dinamica, divertente, interattiva e in grado di suscitare nei partecipanti una realistica e matura riflessione" si propone di prevenire e sensibilizzare al fenomeno del bullismo.
Ad arrivare in finale insieme ai vincitori anche altri due progetti, "Bull-et-prof" e "S-bullo-nati", a cui il 26 novembre è stato dedicato lo spazio di una presentazione nel corso dell'evento di chiusura del contest che ha ospitato anche una tavola rotonda di professionisti ed esperti sulla questione.
"Un’occasione per conoscere meglio i ragazzi di tutti e tre i team finalisti, di ascoltare la presentazione delle loro idee e le risposte ad alcune domande fatte da pubblico e giuria" conferma Aied. A dare un ulteriore spunto di riflessione su bullismo e cyberbullismo, spiega Aied, sono stati anche i risultati raccolti attraverso un sondaggio on line che ha tenuto conto di più di 1400 risposte. Il sondaggio conferma che è proprio tra i banchi di scuola che il bullismo trova più terreno fertile (è qui che l'85% delle ragazze e il 59% dei ragazzi dichiarano di averlo subito ).
Sul campione di utenti che hanno partecipato al sondaggio, a raccontare di aver subito atti di bullismo è stato quasi il 68% delle ragazze e il 64% dei ragazzi, mentre a riconoscere di aver subito atti di cyberbullismo è stato il 17% delle ragazze e il 14% dei ragazzi. Tra le ragazze la violenza psicologica è diffusa in modo più schiacciante (a riconoscere di averla subita è il 68,29%) seguita da quella verbale (24,39%) mentre tra i ragazzi c'è una maggiore distribuzione tra violenza psicologica (35,29%), violenza fisica (23,53%) e violenza verbale (23,53%).
