"Caro Trump, servono congedi pagati per i padri"
Non si può continuare a parlare solo di maternità, i congedi obbligatori e retribuiti per i padri devono stare al centro delle politiche di conciliazione tra vita e lavoro. Su inGenere lo sosteniamo da tempo. A dirlo stavolta sono l'economista Richard V. Reeves ed Eleanor Krause in un articolo pubblicato dalla Brooking Institution che insieme all'American Enterprise Institute (AEI) ha lanciato una campagna dedicata ai congedi parentali retribuiti. L'articolo si rivolge direttamente al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nella sua campagna elettorale ha trattato la quesitone come un problema che riguarda solo le donne.
"Se non vogliamo tornare indietro sulla parità, abbiamo bisogno di politiche per i congedi al passo con i tempi", spiegano gli autori dati e tabele alla mano. Se finora si è parlato sempre di libertà femminile relativamente all'ingresso delle donne del mercato del lavoro, provocano gli autori, adesso è il momento di parlare della libertà degli uomini: "quella dei congedi parentali deve diventare una questione maschile". E non solo perché i padri hanno bisogno di svolgere un ruolo più attivo nella cura dei figli e i dati dimostrano che i figli con padri che si prendono cura di loro crescono meglio (in termini di salute, apprendimento linguistico e cognitivo, prestazioni sociali), ma anche perché è solo così che sarà possibile rispondere a una serie di sfide del nostro tempo come la parità di genere, l'equilibrio economico delle famiglie e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
E invece il congedo di paternità retribuito è ancora qualcosa di atipico, anche negli Stati Uniti dove esistono certo esempi virtuosi, ma sono ancora delle eccezioni.