Conciliazione e diritti sociali in Europa

Data pubblicazione
Autori
Caroline de la Porte, Zhen Im, Brigitte Pircher, Dorota Szelewa, Nuria Ramos, Jesús R. Mercader Uguina, Francisco Javier Gómez Abelleira, Ana Belén Muñoz Ruiz, Pablo Gimeno Díaz de Atauri
Committente
Commissione Europea

Una nuova ricerca esamina le potenzialità contenute nella direttiva europea sull'equilibrio tra vita professionale e privata. Pubblicato con il titolo Strengthening European social rights via the work-life balance directive?, il working paper è stato prodotto nell'ambito del progetto EuSocialCit, finanziato tramite il Programma Horizon 2020 per la ricerca e l'innovazione della Commissione europea.

La nuova direttiva europea sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata (EU Work-life Balance Directive, WLBD) è nata con il duplice obiettivo di aumentare la partecipazione dei padri nella cura dei figli e la possibilità per le madri di mantenere e rafforzare il loro legame con il mercato del lavoro, e si avvale di due strumenti principali: il congedo di paternità, pari a 10 giorni, e il congedo parentale a tempo determinato, con un durata di 2 mesi, retribuito e non trasferibile.

Il working paper ha analizzato le modalità di applicazione di queste due disposizioni nei paesi europei focalizzandosi su due aspetti, quello normativo e quello relativo agli strumenti concretamente impiegati dai singoli Stati, in particolare l'accessibilità delle procedure di candidatura online e l'efficacia delle campagne di comunicazione messe in atto.

L'analisi mostra che i paesi nei quali non era previsto un congedo parentale retribuito prima dell'entrata in vigore della normativa europea (come Danimarca, Paesi Bassi e Polonia), sono fra quelli che prevedono di garantire una compensazione economica più alta. In paesi come la Spagna e la Germania invece, dove già precedentemente erano state adottate politiche per il congedo di paternità, non andranno ad apportare modifiche sostanziali dal punto di vista normativo. 

Per quanto riguarda le risorse e gli strumenti messi in campo, la ricerca rivela che ci sono differenze significative tra i vari Stati: in Polonia, ad esempio, il governo non sta realizzando campagne di comunicazione adeguate per incentivare il congedo parentale tra i padri, nell'ottica di mantenere inalterato lo status quo e fare in modo che continuino a essere prevalentemente le madri a richiederlo.

In sintesi, per comprendere le dinamiche del potenziale utilizzo dei diritti, la ricerca sottolinea l'importanza di prendere in considerazione gli aspetti normativi quanto quelli strumentali, così come la necessità di avere informazioni e procedure digitali il più possibile accessibili, e realizzare una comunicazione efficare, volta a rendere i cittadini consapevoli dei loro diritti.

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