Consigliati da noi. Lessico palestinese
Narrazione, mutilazione, velo, stupro, identità, pulizia etnica, urbicidio, disturbo mentale, fame, maternità. Sono le dieci parole scelte da Alba Nabulsi, giornalista e attivista italo-palestinese, per comporre un "lessico palestinese" – titolo del volume pubblicato dalla casa editrice Le Plurali – in grado di decostruire lo sguardo occidentale sul genocidio nella Striscia di Gaza, fornendo una comprensione "postcoloniale, palestinese e di genere" di quanto è accaduto e sta ancora accadendo.
Dieci parole che riportano al centro il corpo, in particolare quello delle donne, come filo conduttore che possa restituire umanità, dignità e memoria al popolo palestinese. Ogni guerra infatti si consuma sui corpi delle donne, e quella a Gaza non fa eccezione: "il corpo delle donne" scrive Nabulsi "non appartiene mai del tutto a loro, è un corpo politico, un terreno di battaglia".
A partire da questa consapevolezza, il saggio, che è aperto dalla prefazione di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, intreccia la narrazione collettiva del popolo palestinese alle vicende biografiche dell'autrice e alla diaspora della sua famiglia, riassunta dalle illustrazioni di Greta Bombardieri in appendice.
Insieme a dati e resoconti, Lessico palestinese compone un racconto fatto prima di tutto dai nomi e dalle storie di persone – adulte, bambine – che hanno vissuto e subito le atrocità della guerra con e sui loro corpi. Ma è anche un racconto di resistenza e resilienza. Quel concetto riassunto dalla parola araba sumud, che, "nonostante le avversità più inimmaginabili", trova a Gaza il suo "punto più alto".