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Teiere e giocattoli - le artiste del Bauhaus

Creative e talentuose, riuscirono a non farsi relegare dai colleghi ai più tradizionali lavori di tessitura e ceramica. Dando così vita a oggetti estrosi e innovativi come loro

Erano diverse decine le donne, tra allieve e docenti, che negli anni Venti del secolo scorso frequentavano la Bauhaus, la scuola di arti, architettura e design fondata da Walter Gropius a Weimar nel 1919, attiva a Dessau e a Berlino fino all’avvento del nazismo nel 1933. Cresciute nell’effervescente clima politico e culturale del primo dopoguerra e del vivace femminismo tedesco, dovettero spesso opporre resistenza contro colleghi e dirigenti che avrebbero voluto vederle dedite preferibilmente alla tessitura e alla ceramica. L’atmosfera stimolante dei laboratori Bauhaus, che pur con riserve accettò le iscrizioni di donne fin dall’inizio, consentì a molte di loro di rivelare un grande talento nel combinare materiali inusuali, tecnologie e colori per confezionare prodotti di raffinata fattura e squisito gusto estetico. Quelle che avevano un accesso facilitato in quanto “mogli” e compagne dei più noti direttori della scuola, anche se il loro lavoro era di indiscussa maestria, rimanevano spesso relegate a ruoli subalterni, come ricordava in un articolo autobiografico sul ruolo femminile nella Bauhaus la grande fotografa Lucia Moholy, la cui opera poco nota non fu certo di qualità inferiore a quella del più famoso marito László Moholy-Nagy.

Alcuni studi e mostre recenti hanno riproposto mobili, stoffe, giocattoli, tappeti, metalli lavorati, progetti di edifici ideati da un gran numero di eccezionali fotografe, scultrici, disegnatrici, architette, pittrici. In pochi anni, le artiste della Bauhaus diedero nuove forme e colori agli oggetti che popolano gli interni domestici, e ne modificarono la sistemazione, trasformando gli ambienti in luoghi pieni di luce, comodi e accoglienti, arredati con pochi mobili dal disegno elegantemente sobrio, ideali per lavorare dentro casa con la sensazione di essere fuori all’aperto.  

Molti di questi oggetti sono ancora oggi in produzione e il loro aspetto semplice e allegro continua a ravvivare la nostra quotidianità: così i giochi in legno e i mobili per bambini di Alma Buscher; i tessuti di Helene Bőrner; le stoffe e tappeti di Gunta Stőlzl e Otti Berger; i dipinti di Ida Kerkovius; le sedie disegnate da Lilly Reich; la teiera e le lampade di metallo di Marianne Brandt.