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#save194, la camera approva

La legge 194 del 1978 che sancisce il diritto all’aborto è una “legge equilibrata” secondo il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin. Ora però va applicata tutta. E il governo si impegna a darne piena attuazione monitorando "ogni struttura pubblica o del privato accreditato" e a "assumere iniziative per costituire un tavolo tecnico con gli assessori regionali al fine di evitare ogni forma di discriminazione fra operatori sanitari obiettori e non obiettori". Ieri alla camera sono state presentate nove mozioni, sette sono state approvate, per rendere effettiva l’applicazione della legge, perché se in 35 anni gli aborti sono diminuiti (dal 1982, anno col più alto numero di aborti, a oggi, le interruzioni di gravidanza sono calate del 54%), le scelte di obiezione di coscienza da parte dei medici sono in aumento. Secondo una recente inchiesta dell’Espresso sarebbero arrivati all’80% nel nostro paese i medici che si rifiutano di praticare aborti.

Gennaro Migliore di Sel, con la sua mozione ha affrontato proprio il tema dell’obiezione. Così come quella di Irene Tinagli (Scelta Civica) che ha chiesto al governo di "condurre un'analisi conoscitiva approfondita sull'impatto dell'obiezione di coscienza sull'applicazione della legge 194". Sel ha dovuto in ogni caso ridimensionare le richieste che prevedevano una soglia massima del 30% di obiettori consentiti nelle strutture ospdaliere e che i medici di famiglia dovessero comunicare agli ordini professionali l'intenzione di esercitare obiezione.

Secondo il rapporto sulla tortura presentato dall'Onu lo scorso marzo, gli stati devono assicurare alle donne l'ampio accesso alle cure mediche e all'interruzione di gravidanza.

(In alto una foto delle deputate di Sel che si sono vestite in rosso per l’occasione ieri, rosso come il vestito di Ceyda Sungar, la ragazza di Istanbul colpita dal gas urticante di un agente di polizia e diventata uno dei simboli della protesta contro il governo di Recyp Erdogan)