Alla vigilia della Conferenza per la ricostruzione in Ucraina ospitata dall'Italia, UN Women Italy ha ribadito l'importanza di una piena partecipazione delle donne nei processi di pace e ricostruzione, obiettivo al centro dell'alleanza di genere che dal 2024 riunisce governi, istituzioni e organizzazioni internazionali per una ripresa non solo veloce ma giusta

Ricostruire
l'Ucraina

A oltre tre anni dall'invasione russa dell'Ucraina, sono le donne e le ragazze a subire in misura maggiore le conseguenze della guerra. Secondo i dati diffusi da UN Women, dal febbraio del 2022 sono rimaste uccise nel conflitto più di 4.300 donne. Quelle ferite sono quasi 11.000, mentre oltre 1,8 milioni sono le sfollate all’interno del paese, e quasi 6,7 milioni dipendono dall’assistenza umanitaria. Inoltre, come accade sempre durante i conflitti armati, le donne e le ragazze sono costantemente esposte al rischio crescente di violenza fisica e sessuale, che subiscono in maniera sistematica.

Allo stesso tempo, le ucraine sono anche in prima linea nella resistenza e nella lotta per l'uguaglianza, lo mostrano bene le storie raccolte da UN Women che collabora con le organizzazioni femminili in Ucraina dal 2016, e nel 2023 ha stretto partenariati con oltre 40 organizzazioni, raggiungendo 100.000 donne e le loro famiglie in tutto il paese. Testimonianze che raccontano di prigionia, torture e violenze di ogni tipo, ma anche di un impegno costante dispiegato proprio dalle donne per guidare la risposta umanitaria e la ripresa economica nelle comunità, con un'attenzione particolare ai gruppi più vulnerabili. 

Per queste ragioni le donne ucraine dovrebbero essere le protagoniste del processo di pace e ricostruzione del paese. A lanciare il messaggio è stata UN Women Italy, il Comitato nazionale che sostiene la missione dell’agenzia delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile (UN Women) in Italia, durante l'incontro organizzato con i governi di Kiev e Berlino che ha avuto luogo a Roma il 9 luglio 2025, alla vigilia della Conferenza per la ricostruzione in Ucraina (Ukraine Recovery Conference, Urc), quest'anno ospitata dall'Italia dal 10 all'11 luglio 2025, a cui hanno preso parte più di 90 paesi e 80 tra capi di stato di governo.

Dall'assistenza sanitaria al supporto psicologico, dalla consulenza legale alla distribuzione di kit igienici fino alla documentazione delle violenze sessuali legate al conflitto e alle iniziative per favorire l'emancipazione socio-economica delle donne, le ucraine stanno dando un contributo fondamentale alla pace, che viene però ancora in larga parte ignorato e sottostimato, nonché privato dei fondi necessari – spiega UN Women, come quelli per sostenere le organizzazioni per i diritti delle donne, che hanno subito tagli notevoli a partire dal 2022.

UN Women Italy ha voluto ribadire il ruolo centrale delle donne come costruttrici di pace dal basso, e al tempo stesso l'importanza della loro partecipazione attiva ai processi di pace e ricostruzione. Solo una piena inclusione delle donne nei negoziati e negli accordi di pace può far sì che la loro esperienza e la loro prospettiva vengano rappresentate. Escluderle compromette invece il processo di pace, rinsaldando disuguaglianze e stereotipi di genere, come evidenzia il brief paper sull'Agenda donne, pace e sicurezza diffuso da UN Women Italy e curato dalla professoressa Cristiana Carletti dell'Università Roma Tre, nel Comitato scientifico dell'associazione.

"La partecipazione delle donne nei tavoli di mediazione di pace e nella definizione delle strategie di ricostruzione post-bellica rappresenta una leva politica determinante per costruire società più eque e giuste" ha commentato la presidente di UN Women Italy Darya Majidi durante l'incontro, che si è svolto nell’ambito della Alliance for Gender-Responsive and Inclusive Recovery for Ukraine

Lanciata nel 2024 dai governi ucraino e tedesco con il sostegno di UN Women, l'Alleanza riunisce più di 60 membri fra governi, organizzazioni e istituzioni finanziarie internazionali, imprese e organizzazioni della società civile, con l'obiettivo di promuovere la parità di genere e l'emancipazione delle donne in Ucraina. 

"Auspico che l’Alleanza si estenda al più presto a tutti gli stati che fanno parte dell’Urc e in particolare all’Italia" ha aggiunto Majidi. L'incontro di Roma, infatti, ha posto l'accento sull'importanza di far crescere l'Alleanza coinvolgendo nuovi partner e governi, incluso quello del nostro paese.

Lo ha ribadito anche Sabine Freizer Gunes, rappresentante di UN Women in Ucraina: "le donne in Ucraina hanno mostrato resilienza e leadership incredibili ma hanno bisogno del nostro supporto costante" ha affermato. "Far parte dell’Alleanza significa stare dalla parte delle donne ucraine e assicurare che la ripresa non sia solo veloce, ma anche giusta, e dunque che la voce delle donne incida sulle decisioni, che risorse adeguate vengano destinate ai loro bisogni e che l'uguaglianza sia al centro di ogni investimento".

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