Una generazione costantemente alle prese con intelligenza artificiale, iperconnessione e solitudine in cerca di riconoscimento e conforto emotivo. L'adolescenza in Italia secondo l'Atlante 2025 di Save the Children, che mette a nudo l'impatto delle tecnologie sulla salute mentale di ragazze e ragazzi in Italia

Adolescenza
artificiale

Oggi in Italia le persone che hanno un'età compresa fra i 13 e i 19 anni sono poco più di 4 milioni, meno del 7% della popolazione complessiva. Il 92,5% di loro utilizza regolarmente l'intelligenza artificiale, e il 41,8% si rivolge a strumenti come ChatGPT in momenti di difficoltà per cercare supporto e risposte di conforto emotivo. 

Sono alcuni dei dati riportati nell'edizione 2025 dell'Atlante dell'infanzia (a rischio) in Italia di Save the Children intitolato Senza filtri. Voci di adolescenze, quest'anno dedicato all'adolescenza, declinata al plurale, perché, come si legge nell'introduzione, "nessuna adolescenza è uguale all'altra".

Solitudine e isolamento, spiega il rapporto, vanno di pari passo con il malessere psicologico, che riguarda maggiormente le ragazze rispetto ai ragazzi: se, complessivamente, meno della metà dei ragazzi e delle ragazze (49,6%) mostra un buon livello di benessere psicologico, ad avere un buon equilibrio psicologico è infatti poco più di una ragazza su tre (34%), contro il 66% dei ragazzi. Un divario di oltre 30 punti percentuali, che corrisponde alla più ampia differenza di genere rilevata tra tutti i paesi europei. Preoccupante anche il dato di chi, fra le ragazze, ha usato psicofarmaci senza prescrizione nel corso dell'ultimo anno (16,3%).

Attraverso dati, mappature e testimonianze dirette, l'Atlante racconta una generazione che vive immersa in una dimensione onlife, in cui non c'è una separazione netta fra mondo digitale e fisico, alle prese con iperconnessione, solitudine e fragilità e in cerca di ascolto e riconoscimento, ma anche di nuovi spazi di condivisione e partecipazione. 

Partendo dal benessere psico-fisico per arrivare al rapporto con i genitori, l'Atlante prende in esame le diverse dimensioni di vita - le relazioni, l'accesso alla cultura e allo sport e passando per l'uso degli strumenti digitali e dell'AI. Secondo l'indagine riportata nell'Atlante, promossa da Save the Children e realizzata da CSA Research, i più utilizzati (dal 68,3% delle persone intervistate) sono i chatbot come ChatGPT, Claude e Dixit.

Oltre che per la ricerca di informazioni (35,7%) e l’aiuto nello studio e nei compiti (35,2%), le ragazze e i ragazzi tra i 15 e i 19 anni usano questi strumenti per cercare consigli utili per la vita quotidiana (15%), aumentare il proprio benessere (7,1%) e trovare compagnia (4,2%). 

Quasi la metà delle persone che hanno preso parte all'indagine di Save the Children considera fondamentale l'uso dell'intelligenza artificiale (49,1%). Fra le caratteristiche dell'AI più apprezzate c'è il fatto che è sempre disponibile e ritenuta in grado di capire, trattare bene e non giudicare. Inoltre, il 58,1% di chi usa l'AI ha dichiarato di aver chiesto consigli su qualcosa di serio e di importante per la propria vita, e il 63,5% ha trovato più soddisfacente confrontarsi con uno strumento di intelligenza artificiale che con una persona reale.

“Come risulta dal nostro sondaggio, l’intelligenza artificiale è ormai entrata nella quotidianità degli adolescenti – in anticipo sugli adulti - svolgendo in alcuni casi un preoccupante ruolo di conforto emotivo” ha dichiarato Raffaela Milano, direttrice del polo ricerche di Save the Children. “È urgente un dialogo intergenerazionale per comprendere a fondo rischi e opportunità di questo cambiamento e per ridisegnare i percorsi educativi, le responsabilità e definire adeguate politiche regolatorie”.

Questi dati ci raccontano di come molte e molti adolescenti sperimentino solitudine e, in alcuni casi, siano a rischio di isolamento – secondo le ultime stime, in Italia la forma patologica di ritiro sociale prolungata (per oltre 6 mesi), nota con il nome giapponese di hikikomori, ha riguardato 2 adolescenti su 100 – e che non sorprendono se rapportati al quadro demografico complessivo, dove le persone adolescenti rappresentano meno del 7 per cento della popolazione.

"In pratica, solo un residente su 15 nel nostro paese appartiene al mondo adolescenziale" si legge nell'Atlante. Un rapporto piuttosto sbilanciato, soprattutto considerando che una persona su 4 ha più di 65 anni, e destinato, secondo le proiezioni, a peggiorare ulteriormente. A complicare il quadro c'è anche la composizione delle famiglie: in Italia cresce come figlia o figlio unico il 22% delle e degli adolescenti, e quasi un adolescente su quattro vive con un solo genitore, andando a rafforzare isolamento e solitudine delle persone più giovani.

“Dalle voci degli adolescenti raccolte con l’Atlante emergono richieste concrete alle quali dare risposta: è necessario promuovere il benessere psicologico e potenziare la rete dei servizi per la salute mentale per l’età evolutiva su tutto il territorio nazionale” ha sottolineato Raffaela Milano. “È necessario anche che la scuola assuma tra le sue funzioni costituenti quella di assicurare il benessere psicologico e di educare alle relazioni, all’affettività e alla sessualità”. 

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