La crisi economica e i tagli alla spesa pubblica stanno peggiorando le condizioni di salute della popolazione. Le statistiche registrano aumenti di suicidi, depressioni, tissicodipendenze e persino di nuove infezioni da hiv

Le tante malattie dei greci

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Nel 2000 il sistema sanitario greco era al quattordicesimo posto nella graduatoria dei migliori sistemi sanitari dell'Organizzazione mondiale della salute (Oms), e occupava l’undicesimo posto rispetto alla qualità dei servizi forniti ai cittadini. Secondo quella classifica, la sanità greca superava in qualità sia quella tedesca che quella inglese.

Oggi il sistema sanitario pubblico ha subìto tagli fino al 40%, ci sono state riduzioni del personale, sia medico che infermieristico, è stato ridotto l’acquisto di farmaci e le strutture ospedaliere sono state ridimensionate. Fino al 2010 in tutto il paese c’erano 138 ospedali con 31mila posti letto in totale.

Nonostante l’aumento della richiesta di cure mediche registrato negli ultimi 3 anni, oggi sono rimasti solo 77 ospedali pubblici e i posti letto disponibili sono scesi a 26mila. Nel 2011 la percentuale di cittadini che necessitano di cure mediche nelle strutture pubbliche è aumentata dell’8%, mentre nell’anno precedente la stessa percentuale era salita del 24%. Ma secondo il ministro della sanità A. Loverdos, la richiesta di cure mediche negli ospedali pubblici nella prima metà del 2011 è aumentata del 40%.

Le persone con problemi di salute classificabili come “gravi” o “molto gravi” sono il 14% in più rispetto al 2007. Per il Ministero della sanità ridurre gli ospedali e le relative spese fa parte delle politiche europee sul decentramento sanitario, secondo le quali il welfare nazionale introdotto negli anni Ottanta va sostituito con un modello in cui spetta alle strutture territoriali (primary health care) farsi carico delle richieste a livello locale. Ma tali strutture sono impreparate ad assumersi questo compito, spesso non dispongono di tutte le specializzazioni mediche e, in generale, nella normativa esistente non si riconosce un ruolo così importante al medico di base. Tutto ciò impedisce di puntare sul decentramento, mentre il settore privato ha costi talmente alti da risultare proibitivi per le fasce più deboli della popolazione.

Sempre nel 2009 la percentuale di suicidi in Grecia è aumentata del 17% rispetto al 2007: tra il 2009 e il 2011 ci sono stati 1.727 suicidi, di cui 507 registrati solo nel 2009. L’anno successivo i casi sono stati 622, con un aumento del 22,5%. Dal primo gennaio al dieci dicembre 2011 ci sono stati 598 casi tra suicidi e tentati suicidi. Su tutto il territorio greco dal 2009 al 2011 i suicidi sono aumentati di dieci punti percentuali, passando dal 24 al 34%, e le aree più interessate, secondo il rapporto del Ministero di protezione dei cittadini, sono l’Attica, l’isola di Creta e la Macedonia dell’Est. Secondo gli esperti il fenomeno è strettamente collegato alla crisi. Il calo dei redditi e le peggiori condizioni economiche delle persone hanno causato forte stress nella popolazione e hanno imposto dei repentini cambiamenti sociali, la necessità di emigrare per cercare lavoro ha indebolito i legami familiari e molti non riescono nemmeno pagarsi le cure mediche e i farmaci. Le depressioni sono aumentate e di conseguenza anche i suicidi. Ed è proprio nei periodi di crisi economica che i poveri e le persone con sofferenze psichiche sono più a rischio di manifestare sintomi depressivi, e anche se la disoccupazione non sembra influenzare in modo determinante la percentuale dei suicidi, tuttavia risulta un fattore determinante per quanto riguarda invece il numero di omicidi.

Nello stesso periodo i sussidi sociali sono stati tagliati del 40%, con un corrispondente aumento del numero di rapine, di violenze domestiche e di omicidi commessi su tutto il territorio nazionale. Inoltre nel 2011 c’è stato un incremento del 52% rispetto all’anno prima di persone infettate dal virus Hiv, fenomeno collegato all’aumento di tossicodipendenti e in particolare di eroinomani che assumono la sostanza per via indovenosa. Nell’ultimo anno sono state 922 le persone infettate dall’Hiv, mentre l’anno prima, nel 2010, c’erano stati 605 casi. Nel 2009 l’uso di eroina risulta in crescita del 20% rispetto al 2007, ma l’indice più alto, secondo i dati del centro di documentazione sull’uso di stupefacenti in Grecia, è stato registrato nei primi 7 mesi del 2011.